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Politica

Perde pezzi il Pd ad Andria mentre il centrodestra sembra aver trovato il proprio candidato sindaco

Accuse e recriminazione dopo l'uscita dai dem dei consiglieri Sanguedolce, Sgarra e Malcangi

Finisce in un "tutti contro tutti" questo 2025 per il Partito Democratico di Andria, dopo che Gianluca Sanguedolce, Emanuele Sgarra e Mirco Malcangi, consiglieri dem nella massima assemblea cittadina, sono stati espulsi dal partito per aver violato, alle ultime elezioni regionali, le norme dello statuto che vietano agli iscritti il sostegno a candidati di altre liste, anche se della stessa coalizione, come accaduto ad Andria a favore di Ruggero Passero della lista Più Puglia, esponente di stretta osservanza caraccioliana.

Fanno discutere le parole al "veleno" rilasciate contro il capogruppo al Senato Francesco Boccia, dall' ormai ex capogruppo del Pd nel consiglio comunale Sanguedolce a Vittorio Massaro che sul quotidiano "L'Edicola", ha raccolto l'amarezza ma anche la volontà di andare avanti dell'ex esponente del Pd, deciso a «tutelare l'immagine del gruppo Pd nelle sedi opportune».

Con i tre consiglieri sono stati estromessi dal partito anche gli iscritti Agostino Ciciriello, Giovanni Cirulli e Vito Malcangi e questo non lascia presagire nulla di buono per quella che si annuncia essere una campagna elettorale per le comunali di primavera, non priva di ostacoli.

La confusione che regna nel centrosinistra ed in particolare nel Pd ad Andria -mai come in questa situazione con il Segretario cittadino Gianni Addario inopportunamente silente- non lascia indifferente il centro destra, che pare abbia trovato la quadra sul nome del Commissario cittadino di Fratelli d'Italia, il pediatra Sabino Napolitano, quale possibile candidato sindaco, anche forte dell'ampio consenso ottenuto nella città fidelis dalla compagine della premier Meloni nelle ultime elezioni regionali.

L' ufficializzazione della sua candidatura, a meno di clamorosi quanto improvvidi passi indietro dovrebbe avvenire entro l'Epifania, non più tardi della prima decade di gennaio, così come è emerso nell'ultima, affollata riunione del tavolo del centrodestra cittadino, durante la quale si é delineato il programma elettorale -e ipotesi di quelle che saranno le possibili assegnazioni di governo nel nuovo esecutivo comunale- che si andrà a contrapporre a quello della candidata sindaco Giovanna Bruno.

Resta da capire adesso come si schiererà il M5S nelle comunali di primavera, se a favore della coalizione del centrosinistra o a sostegno del candidato dell'Intergruppo, dopo che una nota stampa di questo soggetto politico aveva annunziato di non voler appoggiare la ricandidatura dell'attuale prima cittadina.
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