camminata tra gli olivi
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Territorio

Oleoturismo: sempre più visitatori scelgono la Puglia per esperienze legate all'olio d'oliva

La regione vanta oltre 370mila ettari di uliveti che rappresentano il 64% della superficie agricola utilizzata della Puglia

L'oleoturismo in Puglia si conferma tra i segmenti più dinamici del turismo enogastronomico, con la regione che guida le preferenze e il 28% dei turisti italiani che indica la Puglia come meta privilegiata per degustazioni, visite ai frantoi e percorsi negli ulivi, sviluppandosi in esperienze immersive tra ulivi secolari, cene in uliveto, percorsi culturali e visite a frantoi storici. Ad affermarlo è Coldiretti Puglia, sulla base dei dati del secondo Rapporto sul Turismo dell'Olio, curato da Roberta Garibaldi, promosso da Associazione Nazionale Città dell'Olio, Coldiretti e Unaprol.

Secondo il sondaggio di Coldiretti Puglia condotto sul portale puglia.coldiretti.it e realizzato in occasione dell'approvazione della legge regionale sull'oleoturismo, la maggioranza dei turisti è interessata alle degustazioni guidate, molti desiderano produrre il proprio olio, altri partecipano a eventi e attività educative e artistiche negli oliveti o scelgono le cene tra gli ulivi. Sempre apprezzata è l'opzione di adottare un ulivo a distanza, un'esperienza che permette di seguire la vita dell'albero, il suo sviluppo e la produzione dell'olio, creando un legame diretto tra consumatore e territorio.

Il trend pugliese si inserisce nell'espansione globale del turismo del gusto, un mercato da 11,5 miliardi di dollari destinato a superare i 40 miliardi entro il 2030, con una crescita media annua del 20%. L'Italia resta tra le mete più desiderate per esperienze enogastronomiche, con una domanda in crescita sia sul mercato interno sia nei principali mercati esteri, in particolare Germania, Francia, Austria, Svizzera e Stati Uniti. Tra il 2021 e il 2024 la partecipazione alle esperienze legate all'olio extravergine di oliva è aumentata del 37,1% e 7 italiani su 10 considerano l'olio un simbolo del patrimonio culturale e paesaggistico regionale.

L'oleoturismo è considerata attività agricola connessa se esercitata dall'imprenditore agricolo, singolo o associato, e comprende attività formative e informative sulle produzioni olivicole del territorio e sulla conoscenza dell'olio, con particolare attenzione alle indicazioni geografiche, visite guidate in oliveti e frantoi, iniziative culturali e ricreative, degustazioni e commercializzazione dei prodotti aziendali, escludendo però la ristorazione.

La Puglia vanta oltre 370mila ettari di uliveti che rappresentano il 64% della superficie agricola utilizzata regionale e conta 148.127 aziende olivicole, pari al 43% del totale regionale. La regione produce cinque oli extravergine DOP e un IGP Olio di Puglia. Con circa 60 milioni di ulivi, la Puglia costituisce il 40% della superficie olivicola del Sud Italia, quasi il 32% di quella nazionale e l'8% di quella comunitaria, con un valore di 1 miliardo di euro di PLV di olio extravergine.

Sul fronte dei consumi le famiglie italiane mostrano una crescente attenzione al Made in Italy e ai prodotti locali e oltre l'82% cerca sugli scaffali olio italiano per sostenere l'economia e il lavoro del territorio. In questo contesto le aziende pugliesi hanno saputo cogliere le opportunità offerte dal marketing enogastronomico, sviluppando sale di degustazione, packaging accattivante e iniziative promozionali che rendono l'olio un prodotto non solo gastronomico, ma anche culturale ed esperienziale.

Oggi i turisti cercano esperienze autentiche e l'olio extravergine di oliva diventa un vero volano per il turismo esperienziale in campagna, nei frantoi e nelle masserie storiche di cui la Puglia è ricca. Diffondere la cultura dell'olio, far conoscere le varietà e le caratteristiche dei prodotti locali e sostenere la crescita della filiera olivicola pugliese, conclude Coldiretti Puglia, restano obiettivi prioritari, così da rendere ogni visita un'esperienza immersiva, educativa e indimenticabile.
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