Sabino Napolitano
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Politica

Napolitano (cdx): "Disastro turismo per Andria, ma quale crescita?"

A differenza di quanto dichiarato nei giorni scorsi dall'assessore alle Radici, Cesare Troia

Il candidato sindaco del centrodestra, Sabino Napolitano, offre un quadro non proprio positivo del turismo ad Andria. A differenza di quanto dichiarato nei giorni scorsi dall'assessore alle Radici, Cesare Troia.

«Altro che crescita, ad Andria la parola turismo porta con sé numeri assolutamente negativi, per un territorio che meriterebbe molto di più. E non c'è da credere alle parole trionfali dell'assessore alle Radici, Cesare Troia, perché i dati dicono altro e dipingono una realtà ben diversa da quella descritta dall'amministrazione Bruno – precisa Sabino Napolitano -. Più che una nota sul successo turistico, sembra una nota sulla crescita dell'offerta ricettiva. Perché i numeri vanno letti tutti, non solo quelli comodi. Ad Andria, tra 2019 e 2025, le strutture ricettive passano da 79 a 162 (+105,06%) e i posti letto da 694 a 2.000 (+188,18%). Attenzione, però, perché gli arrivi passano da 21.367 a 24.287: appena +13,66%. Le presenze da 38.658 a 50.923: +31,73%. Tradotto in termini economici: non siamo davanti a una crescita della domanda proporzionata alla crescita dell'offerta».

Siamo davanti a un sistema in cui l'iniziativa imprenditoriale è aumentata molto più dei flussi turistici. «E quando succede questo, non si crea automaticamente più ricchezza: spesso si parcellizzano i ricavi – precisa Sabino Napolitano -. Infatti, gli arrivi medi per struttura scendono da circa 270 a 150. Le presenze medie per struttura calano da circa 489 a 314. Le presenze per posto letto, quasi si dimezzano. Quindi la domanda non è: quante strutture in più abbiamo aperto? La domanda vera è: quanto fatturato medio in più produce oggi ciascuna struttura? C'è poi un altro dettaglio che stona con i toni trionfalistici: rispetto al 2024, il 2025 ad Andria risulta perfino in lieve calo, sia negli arrivi e sia nelle presenze. Nel frattempo la Puglia cresce davvero, e anche la Bat mostra un andamento positivo, soprattutto sulle presenze. Questo rende ancora più necessario distinguere tra crescita del contesto e capacità reale di una città di trasformarla in valore stabile. Insomma, aumentare letti non significa automaticamente diventare destinazione. Altrimenti basterebbe riempire la città di insegne B&B per fare sviluppo. Il turismo serio si misura su permanenza, saturazione, redditività media, qualità dei servizi, destagionalizzazione e capacità di trattenere spesa sul territorio. Il resto è comunicazione. E nemmeno troppo prudente».

Altra riflessione merita la definizione di "Andria, città a economia prevalentemente turistica e città d'arte", tanto decantata dall'assessore Troia. «Qui non ci sono interpretazioni ma sempre numeri che dicono il contrario – aggiunge Napolitano -. Nel 2025 Andria registra 50923 presenze. Mettiamo una stima ottimistica di 90 euro a notte per camera. Il risultato è un fatturato annuo lordo di 4,6 milioni di euro, che diviso le 162 strutture porta a 28mila euro lorde per ciascuna. Con queste cifre è difficile parlare di economia prevalente, visto che per esempio la filiera agricola locale movimenta centinaia di milioni di euro. In conclusione, questo dimostra come ad Andria l'ingresso di nuove strutture è stato più veloce rispetto alla costruzione del mercato. Manca ancora un vero posizionamento capace di trasformare Andria in meta di soggiorno, e non solo di passaggio. Ed è su quest'ultimo aspetto che il centrodestra intende lavorare per migliorare il futuro turistico della città. Ecco che serve un cambio di passo con le nostre proposte. In primis puntare sul turismo lento murgiano, tra ciclovie e cammini enogastronomici. Far vivere il centro storico con tour interattivi e realtà aumentata, alla scoperta di storia, cultura e tradizioni. Creare pacchetti integrati con le aziende del territorio, valorizzando tradizioni tessili, gastronomiche e artigianali. Investire nella formazione degli operatori per rispondere davvero alle richieste del mercato».
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