Nino Marmo
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Commento

Nino Marmo sul nuovo ospedale di Andria: "Invitare il Direttore di Asset, per conclusione procedure di verifica e validazione del progetto"

"Di certo noi non ci rassegniamo e chiamiamo a raccolta tutti, indistintamente", sottolinea l'esponente politico, ex consigliere regionale

Il nuovo ospedale di Andria, in particolare i tempi della sua realizzazione ed i soggetti chiamati alle decisioni, portano il mondo politico del territorio ad interrogarsi ed a prendere decise prese di posizione, come fa Nino Marmo, consigliere comunale del centrodestra civico, ex consigliere regionale.

"La riunione del 13 marzo scorso tra i Capigruppo Consiliari, l'Assessore Regionale Palese, il Direttore del Dipartimento Salute della Regione Montanaro ed i consiglieri regionali del territorio, si è conclusa con non pochi punti interrogativi che meritano un necessario approfondimento.
Non v'è dubbio che i passaggi burocratici su procedimenti amministrativi di notevole complessità pesino in modo particolare, ma questo vale per qualsiasi opera pubblica e ovunque in questo nostro benedetto Paese.
Non abbiamo il malsano desiderio di scatenare una guerra tra poveri per affermare la priorità del nuovo Ospedale della Bat, localizzato ad Andria,
rispetto a quello a nord della provincia di Bari, che la Giunta Regionale ha definitivamente spostato dalla ASL di Bari alla ASL di Barletta, Andria, Trani prevedendolo nel territorio di Bisceglie, con l'inserimento nella programmazione e nelle linee di finanziamento 2019 per 250 posti letto e per il quale la stessa ASL BT ha deliberato uno studio di prefattibilità per oltre 190 milioni.
Primo interrogativo: la Giunta Regionale, che decide con il medesimo atto su entrambe le strutture, non si pone il problema di completare il finanziamento del primo ospedale nella Bat (ad Andria), inserito da almeno 15 anni nei programmi e ne finanzia uno nuovo a Bisceglie?
Entrambe le opere, necessarie, comunque non compensano la carenza di posti letto della Asl BT.
L'indice dei P.L. per 1000 abitanti (previsto dal DM 70) ne darebbe diritto a 1200; nella ASL Bat mancano quindi all'appello oltre 600 P.L. per acuti.
Veniamo quindi all'intervento infrastrutturale che ci interessa.
Dopo molti anni di lavoro e di impegno, nell'ultima fase anche trasversale, la realizzazione del nuovo ospedale della Bat è confermata definitivamente nella programmazione regionale con la dotazione di 386 P.L. (incrementabili a 400), DEA di II° livello e tutta una serie obbligatoria di specialità, ma con uno stanziamento insufficiente di circa 138 milioni di euro.
Il progetto è stato presentato, al cospetto di Castel del Monte e di numerosi ed eccellenti testimoni, con ulteriori innovazioni, come l'aggiunta dell'Università. Anche per questi motivi il costo lievita a poco meno di 300 milioni, senza considerare la viabilità principale di accesso.
Da quel momento si è perso il controllo della iniziativa: varianti progettuali, lievitazione dei costi, materiali pregiati. Dipartimento e assessorato tenuti fuori.
Poco rassicuranti invece le dichiarazioni dei due consiglieri di Barletta, (non è campanilismo) basta risentire le registrazioni degli interventi, in sintesi: "Accontentatevi dell'ospedalino, perché il grande ospedale difficilmente arriverà".
E qui sorge un'altra domanda sul ruolo svolto dalla precedente Direzione Generale e speriamo non anche dell'attuale: si è voluto di proposito complicare per ritardare? Ovviamente ci auguriamo di sbagliare.
Ma torniamo ai fatti. Ci è stato assicurato invece, da Palese e Montanaro nel corso dell'incontro in sala consiliare, che vi è la disponibilità economica di oltre 1 miliardo di euro, per edilizia sanitaria ex Art. 20 della legge n. 67 del 1988, dal quale poter attingere per sostanziare la linea di finanziamento. Questo accadrebbe però dal momento successivo alla validazione del progetto da parte di Asset, l'Agenzia Regionale "plenipotenziaria".
Partiamo quindi da questo punto. Da informazioni assunte presso Asset, l'Agenzia starebbe terminando la verifica, costituita peraltro da oltre mille osservazioni. A tal proposito, chiediamo sin da ora che il presidente del consiglio comunale inviti con la massima urgenza l'Ing. Sannicandro, Direttore Generale di Asset, ad un incontro per sapere ed essere informati sui tempi di conclusione delle procedure di verifica e validazione del progetto.
È necessaria nell'immediato un'opera di supplenza della Comunità, vista l'assenza di
consiglieri regionali che, come in passato, operino trasversalmente nel precipuo interesse del territorio.
Di certo noi non ci rassegniamo e chiamiamo a raccolta tutti, indistintamente, per mantenere alta l'attenzione, anche in forma di comitato, su un tema di primaria importanza per tutta la nostra provincia", conclude Nino Marmo.
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