Il candidato sindaco di Nino Marmo
Il candidato sindaco di Nino Marmo
Politica

Nino Marmo: «A schiena dritta e senza paura, avendo un unico obiettivo, il futuro di Andria»

Il discorso di apertura della campagna elettorale del candidato Sindaco

Ieri sera, giovedì 30 luglio, il candidato sindaco Nino Marmo ha ufficialmente aperto la sua campagna elettorale in vista delle elezioni comunali di settembre davanti a tantissimi sostenitori. Ecco il discorso rivolto ai numerosi cittadini, che l'ex consigliere regionale e capogruppo di Forza Italia ha rivolto in viale Crispi.

«Eccoci qua, ci presentiamo. Siamo una comunità che vuole tornare a respirare aria fresca, una comunità che non accetta di svendere la propria città per bassi accordi di potere, una comunità che si rifiuta di vedere al governo di Andria chi sta martoriando il nostro Paese.

Cari amici e care amiche, da quando abbiamo fatto la nostra scelta ci hanno detto di tutto: che era una ripicca, che era frutto di risentimenti personali, che era un'operazione di facciata perché siamo uguali agli altri e abbiamo già accordi. Noi lo abbiamo un accordo, ma con gli andriesi e il nostro accordo è: niente compromessi, solo Andria! Sarebbe stato facile fare come se nulla fosse accaduto, sarebbe stato facile rientrare nei ranghi e accodarsi per poi mettersi a tavolino e andare a occupare poltrone. Certo sarebbe stato facile ma sarebbe stato anche indegno. Hanno provato a convincerci in tutti i modi, hanno offerto di tutto. Ci spiace, ma la coerenza non è in vendita.

Con che faccia avremmo potuto camminare per la città? Con che faccia avremmo potuto guardare i nostri concittadini, i nostri figli, i nostri nipoti? Con che faccia ci saremmo guardati noi stessi allo specchio? Sono domande che mi piacerebbe rivolgere anche ai tanti che fino a qualche settimana fa si dicevano indisponibili a sedersi insieme a chi aveva fatto danni ad Andria. Che rivendicavano autonomia ed erano contro le imposizioni prese al chiuso delle stanze romane. Con che faccia hanno svenduto la loro parola? Vale così poco da barattarla per una poltrona?

Noi abbiamo fatto delle scelte, dolorose ma necessarie, perché prima di qualsiasi legame di maggioranza e di regola di partito viene la fedeltà alla nostra città e ai nostri concittadini. Scelte che rivendichiamo perché quando le persone tradiscono la fiducia data e smettono di fare gli interessi della comunità allora non c'è nessun vincolo di partito che tenga. Molti mi dicono che potevamo staccare prima la spina, bé lasciate che vi dica che se lo avessimo fatto senza prima approvare il piano di riequilibrio Andria oggi si troverebbe ancora peggio perché sarebbe ufficialmente fallita, con buona pace di tante persone e tante imprese che vantano crediti nei confronti del Comune che non sarebbero mai più state pagate.

Più o meno la stessa situazione in cui qualche candidato a Sindaco ci vorrebbe catapultare avviando come primo atto la procedura di dissesto. È da questa superficialità che ci dobbiamo guardare. Ci dobbiamo ben guardare dallo slogan facile che dietro ha il nulla, dalle affermazioni superficiali di qualche scienziato che non conosce e studia le carte e afferma che chiederà soldi attraverso fondi di rotazione non sapendo che quei fondi già ci sono. Ci dobbiamo guardare dalle bugie, perché in queste settimane che ci separano dal voto ad Andria arriverà chiunque, cercando di vendere risultati nazionali che non esistono. Magari provando a tirar fuori i miliardi ottenuti dall'Europa. Soldi che non esistono, che non arriveranno prima di un anno mentre qui chiudono le saracinesche, scompaiono posti di lavoro e non abbiamo ancora uno straccio di piano per far ripartire il Paese. Altri invece arriveranno per soffiare sulla vostra rabbia, una rabbia giustificata perché i problemi sono tanti. Ma voglio invitarvi a riflettere sul fatto che chi va al potere sul vento della rabbia poi una volta arrivato a governare non sa cosa fare, si rimangia la parola data e crea più danni che benefici. Ogni riferimento alla città di Roma è ovviamente voluto.

Noi invece non vogliamo nessuno, vogliamo stare solo con gli andriesi, abbiamo scelto di essere liberi proprio per non avere nessun condizionamento, perché non abbiamo favori da fare o da ricevere. Perché qui o ci mettiamo in testa che non ci sono cerchi magici da proteggere, non ci sono ordini precostituiti da tutelare, non ci sono persone più furbe delle altre oppure non ne usciamo. Noi siamo una comunità e una comunità si muove e opera insieme. Non devono esistere Primi Cittadini perché non devono esistere gli Ultimi. E tutti devono sapere che ogni regola violata è un diritto negato. Questo sarà il faro che ci guiderà nell'amministrare Andria.

Se c'è qualcuno che pensa, anche tra di noi, che ci comporteremo come chi ci ha preceduto allora ha sbagliato schieramento e sbaglia anche a darci il voto perché noi abbiamo la presunzione e la volontà di cambiare tutto. Sappiamo come farlo e sappiamo esattamente cosa fare. Qualcuno ironizza sui miei anni in politica, forse perché pensa che una persona arrivata a 60 anni sia da prendere e buttare via come carne da macello. O forse perché è convinto che per governare basta farsi un selfie o andare in giro a riprendersi con il cellulare

Non vedo l'ora di confrontarmi sui temi con gli altri candidati per dimostrare qual è la la differenza tra apparenza e competenza. Per far capire che se oggi Andria ha un progetto per l'interramento della ferrovia, ha i fondi per un nuovo ospedale, ha i fondi per l'acquisizione del Teatro Astra, può organizzare senza preoccupazione il festival del Castel dei Mondi, è perché qualcuno non è stato in Regione a girarsi i pollici ma ha lavorato. Rivendico il mio servizio in politica, perché la politica non è, come vogliono far credere potere e bella vita. Certo ci sono i farabutti che la vivono in questo modo così come esistono in ogni ambito della vita umana. Ma la politica è sacrifico, è passione, è immergersi nei problemi per cercare di trovare delle soluzioni. È avere un groppo in gola quando non riesci a farlo e che ti spinge a impegnarti con ancora più forza. È riuscire a guadagnarsi con i fatti, non con le parole, la fiducia delle persone. E io non posso che ringraziare tutte le persone che mi hanno dato fiducia in questi anni scrivendo il mio nome su una scheda elettorale.

Una fiducia che devo ripagare, che dobbiamo ripagare, ora e nei prossimi 5 anni. Io lo so che siete indignati, perché sono indignato anche io, perché come voi mi sento tradito. Ma davanti a noi abbiamo una scelta, lasciare che l'indifferenza prenda il sopravvento o rimboccarci le maniche e provare a cambiare questa città.
E come facciamo a cambiarla? Sicuramente ridando cittadinanza alle regole, al senso civico, all'amore per la città, ripartendo da un'ordinaria manutenzione delle strade, dalla pulizia dei quartieri, da un nuovo modo di muoversi. Riorganizzando gli uffici comunali per semplificare la vita ai cittadini che non possono impazzire tra mille pratiche burocratiche.

Ripristinare l'ordinario quindi ma avere anche la capacità di immaginare e realizzare lo straordinario. Perché Andria ha bisogno di tornare a vivere, di tornare a produrre ricchezza e lavoro. Lo so a cosa state pensando "non ci sono i soldi per farlo". Bè amici il fatto che le casse del Comune non sono messe bene non vuol dire che non si può fare niente. È in situazioni come queste che bisogna tirar fuori l'ingegno e l'intelletto per sfruttare le occasioni che abbiamo a disposizione. Dobbiamo tornare a progettare per attirare fondi, dobbiamo tornare a potenziare quello che abbiamo: penso alla Multiservice che deve diventare il cardine della nostra comunità, penso alla gestione interna dei parcheggi che possono dare respiro alle casse del Comune.

Penso all'ufficio tributi perché, su questo voglio essere molto chiaro: Noi non consentiremo più a quel 35% di cittadini che non paga le tasse di vivere alle spalle dei cittadini andriesi che regolarmente pagano le tasse. Andremo ad analizzare i casi per capire perché i tributi non vengono pagati, aiuteremo quelli che non sono materialmente nelle condizioni di farlo, ma non daremo tregua a chi pensa di essere più furbo degli altri. Penso anche alla fortuna che abbiamo e che colpevolmente non riusciamo ancora a sfruttare. La ricchezza della nostra cultura, della nostra storia, del nostro paesaggio, delle nostre tradizioni agricole ed enogastronomiche. Perché Bari in questi anni si è affermata come polo turistico, avvantaggiando anche tutte le città della provincia e noi con il nostro Stupor Mundi non riusciamo a farlo? Non abbiamo nulla di meno e dovremo dimostrarlo. Castel del Monte dovrà vivere 360 giorni all'anno e diventare finalmente un tutt'uno con la città. Non più un luogo isolato da vedere se ci magari ci si passa ma il fulcro su cui costruire un nuovo modello di economia turistica che porti ricchezza a tutta la città

Io non voglio vendervi un libro dei sogni o fare promesse vane, sicuramente ci sarà un grande lavoro da fare ma come vedete c'è il modo di migliorare le condizioni della città. Basta sapere da dove e come incominciare, basta avere la volontà di farlo e di lavorare con coraggio. Il coraggio non ci manca e vi assicuro che non avremo nessun timore reverenziale ad andare dal Governo centrale a chiedere di darci i soldi che ci spettano e che non ci sono mai stati dati per servizi fondamentali come gli asili. Perché è una vergogna che in questi anni milioni e milioni di euro sono stati erogati alle città del Nord dimenticando completamente il sud.

I nostri bambini non sono diversi da quelli che vivono al nord. E hanno il diritto di poter godere di luoghi sicuri dove iniziare a crescere. Le nostre mamme hanno il diritto di poter lavorare in serenità sapendo che i loro figli stanno bene e sono accuditi, senza dover essere costrette a fare salti mortali per gestire famiglia e lavoro o, peggio ancora, senza essere costrette a rinunciare a lavorare. L'obiettivo che ci diamo è quello di rendere Andria una città a misura di bambino e bambina perché questo vuol dire iniziare a lavorare da oggi per fare in modo che nei prossimi anni ognuno avrò la possibilità di costruirsi il proprio futuro, la propria vita senza andare via e contribuendo a rendere la nostra città più bella e la nostra comunità più forte. Per farlo però abbiamo bisogno del sostegno di tutti e tutte voi.

C'è un pezzo di un libro che mi piacerebbe leggervi prima di salutarci, è un libro fantasy, non è tratto dal Signore degli Anelli a cui sono molto legato ma da "La Storia Infinita". È un dialogo tra l'eroe Atreyu e il suo antagonista Gmork:

"Atreyu: Ma cosa è questo nulla?"
"Gmork: È il vuoto che ci circonda. La gente ha rinunciato a sognare, ed io ho fatto in modo che il nulla dilaghi."
"Atreyu: Ma perché?"
"Gmork: Perché è più facile dominare chi non crede in niente."

Bene, io vi chiedo di tornare a credere, vi chiedo di tornare a sognare in una città diversa, migliore. Non lasciamo che il nulla prenda il sopravvento, sconfiggiamolo insieme. Oggi iniziamo un viaggio entusiasmante che il 21 settembre ci porterà a rivedere il sole splendere sulla città. Un viaggio da fare senza paura, a schiena dritta, con la coerenza e il coraggio delle nostre idee che ci consentirà di poter guardare in faccia ogni persona che incontreremo e dire: niente compromessi, solo Andria!».
15 fotoNino Marmo incontra i cittadini in viale Crispi
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