Masseria San Vittore
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Attualità

La Masseria San Vittore apre ufficialmente le porte al territorio

Ieri mattina l'inaugurazione della struttura in Contrada San Vittore e la presentazione del Progetto Diocesano "Senza Sbarre"

Una misura alternativa al carcere, una realtà di accoglienza in favore di detenuti con l'obiettivo di creare un ponte con il mondo e offrire loro una possibilità di lavoro. La Masseria San Vittore, un grande casale contadino riadattato come centro di accoglienza, apre ufficialmente le porte al territorio con una presentazione ufficiale svoltasi ieri mattina presso il complesso residenziale sito in Contrada San Vittore, nei pressi di Castel del Monte. Nonostante la pioggia, in tantissimi hanno preso parte all'appuntamento di presentazione del Progetto Diocesano "Senza Sbarre" e del Pastificio "A Mano Libera", con la produzione di pasta fresca da parte di detenuti ed ex detenuti.

Il progetto, nato grazie all'esperienza pastorale dei sacerdoti andriesi don Riccardo Agresti e don Vincenzo Giannelli, si fonda su un'accoglienza di tipo residenziale e semi-residenziale per persone detenute nella casa circondariale di Trani, nelle carceri di Puglia e Italia, ammessi a programmi alternativi alla carcerazione. Non solo, in quanto il progetto prevede l'accoglienza di questi nostri fratelli nelle comunità parrocchiali che li accolgono e li educano a stare insieme agli altri nel rispetto delle regole. Diverse sono le attività poste in essere all'interno della Masseria San Vittore: lavorazione della terra, cura del paesaggio e preservazione dell'ambiente sono solo alcune delle attività che il progetto prevede in funzione dei temi di legalità e civile convivenza.

«Con il progetto Senza Sbarre si attiva la pastorale di attenzione nei confronti dei carcerati, - ha dichiarato don Riccardo Agresti nel corso dell'inaugurazione del progetto - proprio come Gesù che nel suo pellegrinaggio terreno ha manifestato la solidarietà di Dio verso tutti gli uomini. L'obiettivo del progetto è creare un luogo alternativo al carcere, non un carcere alternativo e isolato; le persone che vi lavorano sono grandiose ma gli strumenti sono ancora pochi. Il progetto era inizialmente rivolto a poche comunità parrocchiali, ma in seguito c'è stata una maggiore diffusione tra le parrocchie grazie all'intervento del nostro vescovo che ha saputo coinvolgere tutti i sacerdoti della diocesi. Oggi siamo qui per dire che il sogno del Vangelo è possibile».

Fondamentale, in questo percorso, l'intervento del vescovo diocesano, mons. Luigi Mansi: «Vivo questo momento con grande orgoglio perchè è una bellissima pagina di Vangelo che stiamo scrivendo ad Andria: questo è un progetto pilota in Italia, ce ne sono pochi altricosì. La diocesi ha impiegato notevoli energie per la realizzazione di questo progetto, al quale ha contribuito anche la Conferenza Episcopale Italiana. Siamo giunti ad avviare quest'opera: ora sta a noi tutti accompagnarla lungo il cammino ed essere vicini a tutti coloro che ne usufruiranno».

Ed alla cerimonia ha anche preso parte la senatrice Angela Bruna Piarulli, componente della Commissione Giustizia, che nel ricordare i primi passi di questo progetto, quando ricopriva l'incarico di direttrice degli istituti di pena di Trani ha sottolineato una particolare novità, ovvero: «Il disegno di legge a mia prima firma per il personale di Polizia penitenziaria, per la sicurezza penitenziaria delle carceri, per la sicurezza della collettività, proposto dal M5S. Questo disegno di legge nasce dalla conoscenza diretta delle carceri e dalle interazioni con le autorità giudiziarie, procure e tribunali di sorveglianza».

Sono intervenuti anche il dott. Riccardo Fuzio, Procuratore Generale della Cassazione; dott.ssa Giuseppina D'Addetta, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bari; dott. Antonio De Luce, Presidente del Tribunale di Trani; dott. Carmelo Cantone, Provveditore degli Istituti Penitenziari di Puglia e Basilicata; dott. Pietro Guastamacchia, Direttore dell'Ufficio Interdistrettuale Esecuzione Penale Esterna di Bari.
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