mandorli in fiore
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Territorio

Inverno con temperature miti: fioriscono le mimose ed i mandorli

In anticipo di oltre 1 mese le produzioni normalmente raccolte a marzo, come broccoli, cavolfiori e cicorie

Natura in tilt per la finta primavera in un inverno caratterizzato da temperature al di sopra della norma, con i mandorli anticipatamente 'imbiancati' dai fiori e le mimose rigogliose già sbocciate in Puglia dove i fiori gialli sono pronti alla raccolta già da gennaio in forte anticipo rispetto alla tradizionale festa della donna l'8 marzo. E' quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti Puglia, che lancia l'allarme sul rischio che le repentine ondate di gelo notturno e delle prime ore della mattina brucino fiori e gemme di piante e alberi, impossibilitati a vivere appieno la fase di quiescenza, dopo il `risveglio´ anticipato con fioriture anomale.

Il caldo anomalo ha anticipato di oltre 1 mese le produzioni che dovevano essere raccolte a marzo, come broccoli, cavolfiori e cicorie – aggiunge Coldiretti Puglia – mentre sono pronti a schiudersi i bottoni florali di mandorli, fichi e gelsi. Il clima minaccia l'agricoltura anche nel 2025, in Puglia dove l'anno scorso è andato in fumo oltre 1 miliardo di euro, secondo una stima di Coldiretti Puglia, a causa degli eventi climatici estremi che hanno falcidiato tutte le produzioni e della siccità che ha ridotto allo stremo le campagne in Puglia, facendo perdere in media 1/3 delle produzioni – denuncia Coldiretti Puglia – dal grano a frutta e verdura, dal foraggio per l'alimentazione del bestiame nelle stalle al miele, fino alle olive.

La tropicalizzazione del clima determina la maturazione precoce dei prodotti agricoli come mandorli e peschi in fiore a febbraio, mimose già pronte a dicembre e a gennaio, maturazione contemporanea degli ortaggi e brusche variazioni climatiche con ingenti danni in campagna. Un brusco abbassamento delle temperature avrebbe dunque – sottolinea Coldiretti - effetti devastanti. Oltre a ciò c'è il rischio del mancato soddisfacimento del fabbisogno di freddo che per tutte le colture, come ad esempio, l'olivo, è necessario per l'induzione alla fioritura, fatto che potrebbe ridurre le produzioni. Ma con il caldo – aggiunge la Coldiretti regionale – sopravvivono anche le popolazioni di insetti dannosi per le colture, a partire dalla cimice asiatica, per attaccare successivamente frutta, ortaggi e cereali nella prossima primavera.

Il gelo poi – sottolinea la Coldiretti Puglia – può colpire le coltivazioni invernali in campo come cavoli, verze, cicorie, e broccoli. Questi ultimi reggono anche temperature di qualche grado sotto lo zero ma se la colonnina di mercurio scende repentinamente o se le gelate sono troppo lunghe si verificano danni. Per le operazioni colturali gli agricoltori – spiega la Coldiretti regionale – sono costretti ad affrontare rincari dei prezzi fino al 50%, quando al contempo gli agricoltori sono già impegnati a fare la propria parte per promuovere l'uso razionale dell'acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l'innovazione con colture meno idro-esigenti, ma non deve essere dimenticato che l'acqua è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio, la produzione di cibo e la competitività dell'intero settore alimentare, afferma Coldiretti nel sottolineare che l'agricoltura è l'attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato a contrastarli.

Di fronte alla tropicalizzazione del clima occorre organizzarsi per raccogliere l'acqua nei periodi più piovosi per renderla disponibile nei momenti di difficoltà. Per questo servono – conclude Coldiretti – interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali, potenziando la rete di invasi sui territori, creando bacini e utilizzando anche le ex cave per raccogliere l'acqua piovana. L'inizio del 2025 conferma la tendenza al surriscaldamento anche in Italia dove lo scorso anno è stato il più bollente mai registrato facendo registrare lungo la Penisola una temperatura superiore di 1,35 gradi rispetto alla media storica del periodo 1991-2020, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr che rilevano le temperature dal 1800.
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