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Individuazione delle aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili

Audizioni sul disegno di legge regionale della IV e V Commissione congiunte

Seduta congiunta delle Commissioni IV e V presiedute da Antonio Tutolo e Loredana Capone, per l'ascolto degli stakeolders in ordine al disegno di legge per l'individuazione delle superfici e delle aree per l'installazione di impianti a fonti rinnovabili, in attuazione dell'articolo 11-bis del decreto legislativo 25 novembre 2024, n. 190 (Disciplina dei regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili, in attuazione dell'articolo 26, commi 4 e 5, lettere b) e d), della legge 5 agosto 2022, n. 118).

Sono stati numerosi gli interventi in sede di audizione da parte dei referenti di Associazioni di categoria, ambientaliste, sindacali, professionali e industriali, nel merito del testo di legge deliberato dalla Giunta regionale. Sono state sollevate molte criticità in relazione ai diversi settori di competenza in cui ricade la materia, dall'agricoltura, al paesaggio, all'ambiente, allo sviluppo economico e attività produttive. L'impegno assunto dai soggetti auditi è di fornire dei contributi scritti alle Commissioni competenti, di cui ne terranno conto in sede di approvazione del testo per poi arrivare al vaglio dell'Aula per l'esame definitivo.

In apertura dei lavori la presidente Loredana Capone ha evidenziato che "sono necessari degli step molto importanti per consentire la partecipazione. Sono arrivate già numerose osservazioni da parte delle associazioni sia di quelle dei produttori sia di quelle dell'ambiente e quindi ascolteremo queste valutazioni in maniera tale da approfondirne il contenuto e vedere di arrivare ad una sintesi sulla norma che riguarda le aree idonee all'installazione degli impianti di energia da fonti rinnovabili".
"Noi siamo estremamente interessati a dare il giusto rilievo alla salvaguardia del paesaggio da tutelare – ha detto la presidente Capone - nel rispetto delle linee guida nazionali. Dobbiamo anche tener presente che la Puglia ha dato tanto in termini di energia da fonti rinnovabili ed è la prima regione per fotovoltaico, la prima regione per eolico, è abbastanza avanti per le biomasse, quindi tutto quello che possiamo fare è mantenere l'impegno sulla transizione energetica ma tutelare anche il paesaggio che per noi è storia, cultura, economia ed è anche fonte di reddito".
Anche il presidente Antonio Tutolo ha stigmatizzato il bisogno di ulteriori limiti perché "il nostro territorio va anche preservato e va conservato per altre attività, come il turismo, una di quelle più prevalenti negli ultimi anni, così come l'agricoltura andrebbe avvantaggiata rispetto ad altri settori, ma credo che si stia andando in un'altra direzione - ha rilevato Tutolo – e per questo cercheremo di fare il possibile per evitare che si danneggino i nostri settori chiave".
La norma in questione dovrebbe essere deliberata dal Consiglio regionale della Puglia entro il 23 marzo prossimo, data in cui scadono i 120 giorni previsti dal Governo nazionale, a partire da quella dell'emanazione del Decreto legge 21 novembre 2025, n. 175, recante "Misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili", entro cui le Regioni sono tenute a deliberare in tal senso, per evitare il commissariamento.
L'aggiornamento del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), trasmesso alla Commissione europea l'1 luglio 2024, prevede una forte accelerazione ai fini del raggiungimento degli obiettivi di crescita delle capacità rinnovabili installate in Italia entro il 2030, ribadendone l'interesse pubblico prevalente, nonchè le relative misure in materia di decarbonizzazione (comprese le fonti rinnovabili), efficienza energetica, sicurezza energetica, mercato interno dell'energia, ricerca, innovazione e competitività.

Il PNIEC prevede per la Puglia l'installazione di oltre 7,4 GW aggiuntivi di potenza da fonti rinnovabili (FER), principalmente fotovoltaico ed eolico.
A seguito della sentenza n. 9155 del 13 maggio 2025, con cui il TAR Lazio disponeva, l'annullamento parziale del decreto ministeriale 21 giugno 2024 sulle aree idonee e annullava i commi 2 e 3 dell'articolo 7, che consentivano alle Regioni di istituire fasce di rispetto fino a 7 km dai beni sottoposti a tutela, variabili a seconda della tipologia di impianto, è stato ordinato alle amministrazioni ministeriali competenti (MASE, MIC, MASAF) di rieditare i criteri per l'individuazione delle aree idonee e non idonee, stabilendo altresì che le regioni non possano introdurre restrizioni più severe rispetto a quanto previsto dalla normativa nazionale.
In ottemperanza a tale pronuncia, il Decreto-Legge 21 novembre 2025, n. 175, recante "Misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili", convertito con Legge 15 gennaio 2026, n. 4, ha introdotto modifiche di rilievo alla disciplina delle aree idonee che espunge ogni riferimento alle aree non idonee e si concentra unicamente sull'individuazione delle aree idonee su terraferma e a mare.
Alla luce del nuovo quadro normativo e al fine di traguardare gli obiettivi di potenza aggiuntiva assegnati alla Regione Puglia, si è proceduto, nell'esercizio delle competenze legislative ad essa attribuite, alla puntuale individuazione delle ulteriori aree idonee presenti sul territorio regionale.
Il disegno di legge oggetto di attenzione e di approfondimento nelle Commissioni referenti, è suddiviso in undici articoli, in cui oltre alle finalità della legge, dove è rimarcata la necessità di rendere la Puglia sostenibile, perseguire il contrasto ai cambiamenti climatici, conseguire la decarbonizzazione del sistema energetico e industriale regionale ed in coerenza con le previsioni dello strumento di pianificazione energetica regionale, si pone l'obiettivo di individuare le aree idonee all'installazione di impianti da fonti rinnovabili, ulteriori rispetto a quelle di cui al comma 1 dell'articolo 11-bis del decreto legislativo 25 novembre 2024, n. 190 (Disciplina dei regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili).

Nel testo è prevista l'esatta individuazione delle superfici e aree idonee all'installazione di impianti a fonti rinnovabili, operando opportune distinzioni in relazione alla specifica tipologia di impianto e alla specifica utilizzazione dell'energia rinnovabile prodotta. Nello specifico, recepisce l'elenco delle aree idonee ope legis individuate dal legislatore nazionale, mentre in attuazione del comma 3 dall'articolo 11-bis, e nel rispetto dei criteri, principi e obiettivi individuati dai comma 4 e comma 5 del decreto legislativo 25 novembre 2024, n. 190, individua ulteriori aree idonee regionali.
Inoltre, vengono disciplinate le procedure autorizzative specifiche per la costruzione e l'esercizio di impianti a fonti rinnovabili in aree idonee, e si prevede, in base a quanto disposto dall'art. 12-bis del decreto legislativo 25 novembre 2024, n. 190, ai fini del funzionamento e della implementazione della "Piattaforma digitale nazionale per le aree idonee", che la Regione renda disponibili le informazioni di propria competenza, comprese quelle relative alla superficie agricola utilizzata (SAU) per l'installazione di impianti da fonti rinnovabili.

In particolare, vengono dettate disposizioni specifiche per le aree agricole, prevedendo che, nel rilascio del provvedimento autorizzatorio, è considerato di interesse pubblico prevalente preservare, in quell'area, la presenza degli ulivi, delle produzioni agroalimentari di qualità, quali produzioni D.O.P., I.G.P., S.T.G., D.O.C., D.O.C.G., DE.CO., delle produzioni agroalimentari tradizionali (P.A.T.), limitatamente alle superfici agricole effettivamente destinate alla coltura che la denominazione e l'indicazione intendono salvaguardare, nonché i terreni interessati da produzioni con metodo biologico.
Prevale la matrice paesaggistica del contesto territoriale individuata dal PPTR, nel caso di interventi ricadenti in aree classificate come industriali da PRG/PUG non adeguato al PPTR o in Area di Sviluppo Industriale (ASI) non infrastrutturata e non dotata di Piano esecutivo vigente ed efficace e pertanto non obliterata con un parere di compatibilità paesaggistica, comunque utilizzate ai fini agricoli.
Da parte della Sezione energia, è stato nettamente evidenziato il disallineamento esistente fra la potenza autorizzata e gli impianti in esercizio. Infatti, per gli impianti realizzati dal 2021 ad oggi a fronte dei 7,4 gigawatt da target da raggiungere al 2030 la quota è pari a 1,8 gigawatt, invece rispetto al dato autorizzato dal 2021 ad oggi, si sfiora i 5 gigawatt a cui si aggiungono i 2,3 gigawatt da impianti con procedura abilitativa semplificata (Pas).

Alla luce delle differenti interpretazioni di lettura dei dati illustrati dal Dipartimento sviluppo economico, rappresentato dall'assessore Eugenio Di Sciascio e dal direttore Gianna Elisa Berlingerio, è scaturita l'opportunità, su proposta del presidente Tutolo, di inoltrare una richiesta formale al Ministero, affinchè venga chiarito il dubbio in seno alla norma nazionale, in relazione all'obiettivo da raggiungere e quindi, se è da intendere come valore minimo o massimo il target dei 7,4 GW, ma soprattutto se il limite è da intendersi rispetto a quanto è stato già autorizzato. Quest'ultimo inciso è stato fatto presente dai capogruppo Paolo Pagliaro (FdI) e Fabio Romito (Lega). In particolare Pagliaro, ha fatto notare che con quanto è stato già autorizzato è evidente che la potenza dei 7,4 GW è stata abbondantemente già superata. Da qui la richiesta di un'attenta disamina dell'articolato in esame.
Il presidente Tutolo ha anche preannunciato un emendamento con cui si va a stabilire come aree idonee, il limite massimo dell'0,8 per cento della superficie utile agricola per una riduzione di oltre 26 mila ettari rispetto a quanto già individuato dal disegno di legge.
Forti rassicurazioni in merito alle intenzioni del governo regionale di salvaguardare e tutelare il paesaggio, con l'obiettivo di ridurre la superficie su cui far ricadere l'individuazione delle aree idonee, sono state espresse dagli assessori presenti Marina Leuzzi, Francesco Paolicelli e Debora Ciliento.
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