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Commento

Incandidabilità Sindaci: l'Anci Puglia contro "la norma discriminatoria e antidemocratica"

Una nota inviata alle segreterie politiche della regione

Appello Anci Puglia alle Segreterie per eliminazione della norma discriminatoria e antidemocratica.
Riportiamo di seguito il testo della nota inviata alle segreterie politiche della regione, con cui ANCI Puglia sollecita un intervento immediato verso i propri consiglieri regionali, per cancellare la norma che impone ai Sindaci e ai Presidenti di Provincia di dimettersi con largo anticipo rispetto alle elezioni regionali e alla scadenza del proprio mandato.

Gentilissimi Segretari,
facciamo seguito alla nota diffusa lo scorso 20 dicembre e, a nome dei Sindaci pugliesi, senza distinzione di schieramento politico, rivolgiamo un appello unanime e trasversale alle Segreterie politiche dei partiti che compongono la costellazione del Consiglio regionale della Puglia.
Ribadiamo con convinzione che l'emendamento relativo alla incandidabilità dei Sindaci è un atto ingiusto e discriminatorio, che risulta profondamente lesivo del principio costituzionale di uguaglianza e del diritto democratico di libero accesso alle cariche elettive, nonché del principio, sacrosanto e inviolabile, per i cittadini, di esercitare liberamente il proprio diritto di voto.
La disposizione in parola è stata introdotta mediante un emendamento approvato nottetempo nel contesto della manovra di bilancio e con voto segreto, in palese contrasto con i principi di trasparenza e partecipazione democratica.
La legge impone ai Sindaci e ai Presidenti di Provincia l'obbligo di dimettersi con largo anticipo rispetto alle elezioni regionali e alla scadenza del proprio mandato, creando una disparità evidente rispetto ad altre categorie di cittadini eleggibili e un ingiusto danno per le comunità amministrate. Questo vincolo penalizza gravemente gli amministratori locali, limitando il loro diritto costituzionale a candidarsi, senza alcuna garanzia di essere inseriti nelle liste, riducendo le possibilità di scelta degli elettori.
Chiediamo alle Segreterie politiche di intervenire immediatamente, sollecitando i propri Consiglieri regionali a rivedere questa norma. È necessario un atto di responsabilità per ripristinare l'equità e garantire la piena partecipazione democratica, cancellando una disposizione che discrimina ingiustamente e – a nostro parere – illegittimamente, un'intera categoria di individui.
Confidiamo che la politica voglia riparare a questa ingiustizia, dimostrando sensibilità e apertura al dialogo e alla competizione elettorale democratica. Pertanto, chiediamo che possano essere adottate iniziative concrete e tempestive, onde evitare che la legittima tutela dei diritti dei Sindaci debba essere portata fino in sede giurisdizionale.
Invitiamo, dunque, le SS.VV. a prendere in debita considerazione il presente appello, manifestando cortesemente la Vostra posizione in merito con l'urgenza che il caso richiede.
Ripristiniamo insieme il pieno rispetto dei principi democratici a cui tutti, indistintamente, siamo chiamati.

La nota è stata firmata dalla Presidente Fiorenza Pascazio, dal Vicepresidente Vicario Michele Sperti e dai Vicepresidenti: Noè Andreano, Giovanna Bruno, Onofrio Di Cillo, Luciana Laera.
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