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Politica

Il venerdì nero del consiglio comunale di Andria

Approvata a maggioranza e tra mille polemiche la costituzione dell’Associazione “Puglia Imperiale”

Le polemiche latenti, i malumori sempre più evidenti all'interno della maggioranza di centro destra sono prepotentemente venuti fuori venerdì sera 17 febbraio (superstizione a parte!), nel corso del consiglio comunale in cui si è discusso ed approvata (a maggioranza) la proposta di delibera sulla Convenzione per la costituzione e gestione in forma associata di un sodalizio, denominato "Associazione Puglia Imperiale", tra i Comuni di: Andria, Barletta, Bisceglie, Canosa di Puglia, Corato, Margherita di Savoia, Minervino Murge, Ruvo di Puglia, San Ferdinando di Puglia, Spinazzola, Terlizzi, Trani e Trinitapoli, in pratica un duplicato del Patto territoriale nord barese ofantino.

Che l'aria fosse frizzantina lo si era capito sin dall'inizio. Grazie alla presenza di alcuni esponenti del centro sinistra, Pd, Lista Emiliano e Sabino Fortunato Sindaco se la discussione ha potuto avere inizio, altrimenti sarebbe mancato il numero legale mentre nell'aula si facevano notare le assenze di Francesco Lullo e della docente Giovanna Bruno, palese segno delle vicissitudini che si stanno vivendo anche all'interno della compagine di Raffaele Fitto che ad Andria pare ormai in dissolvimento, anche a seguito della clamorosa uscita di Antonio Nespoli e Pierpaolo Matera, apertamente in rotta con Benedetto Fucci.

Assente il Sindaco Giorgino, le polemiche che ne sono scaturite nel corso della discussione consiliare, sono state a malapena tenute a freno dall'assessore Luigi del Giudice e dalla presidente del consiglio Laura Di Pilato.
Ma è stato sicuramente Michele Coratella, capogruppo dei penta stellati a gettare benzina sul fuoco, quando ha esordito, nel suo intervento, definendo alcuni post su facebook "sessisti" e inadeguati. Si riferiva a quanto scritto dal consigliere di maggioranza Giuseppe Chieppa, all'indirizzo di una collega di centro destra, chiaramente individuabile nella docente Giovanna Bruno, che dopo aver parlato della figura di Giordano Bruno ha invocato metodi coercitivi per far apprezzare l'arte del silenzio a taluni e talune ricordando, nel contempo, alcuni repentini cambi di casacca compiuti dalla stessa.

Naturalmente come accade in questi casi la questione si è amplificata a dismisura in aula e successivamente, come in queste ore sta accadendo, anche sui social, con la risposta della professoressa Bruno che ha evidenziato, di contro il diritto/dovere per ogni consigliere comunale di chiedere, informarsi ed informare "perché rappresentiamo i cittadini che ci hanno eletto e il nostro voto ha un peso. Ringrazio lei, Consigliere, che mi ha fatto capire di aver intrapreso la strada giusta".

Ma è di un'altra Giovanna Bruno, avvocato amministrativista di centro sinistra ed anch'essa consigliere comunale, che va sottolineato quanto delicato sia l'attuale clima politico, anche per la gravità delle parole pronunciate in una aula consigliare muta ed attonita per quanto stava accadendo.
L'avvocato Bruno, oltre a rivolgere le scuse più sentite agli elettori ha aggiunto "Siamo tutti ridicoli. Ci nascondiamo dietro a provvedimenti più o meno importanti per non dire che siamo gli ultimi di una classe dirigente che ha fatto pena nell'ultimo ventennio. Siamo un consiglio comunale giovane, avevamo la possibilità di segnare il passo in una città che dorme, che non ha saputo dare risposte alla disoccupazione, alle problematiche sociali, all'urbanistica, da tanti, troppi anni.
Noi facciamo pena, tutti, perché ormai è una politica che si fa solo sui social. Noi dovremmo poter dire che stiamo facendo discussione, ma invece ci nascondiamo dietro alle ambizioni di Tizio, Caio e Sempronio. Noi classe politica in questi 7 anni che risposte abbiamo dato alla città? Visto che l'Italia frana sotto i nostri occhi per politiche sbagliate di decenni, dobbiamo dire a questa città che vogliamo occuparci dei problemi reali della gente, perché sono tanti".

Parole pesanti come macigni che denotano quanto la politica nella nostra città abbia raggiunto livelli bassissimi, chiaro segno di come ormai si stia guardando alle imminenti elezioni politiche e comunali.
Il "rompete le righe" a Palazzo di Città non è stato ancora dato ma poco ci manca. Sicuramente questo avverrà quando la politica nazionale farà conoscere la data delle prossime consultazioni. Allora si ufficializzeranno le intese ed i primi accordi che iniziano a tessersi nel sottobosco politico locale. E intanto si attende il "punto di non ritorno".

Chiudiamo con un intervento registrato ieri da Luigi De Mucci, Commissario provinciale di Forza Italia. In chiaro politichese manda a dire a tutti gli esponenti del centro destra che qualsiasi intesa o accordo elettorale in questo schieramento non potrà prescindere dal ruolo e dal rilievo del partito di Berlusconi.

"Nel territorio della sesta provincia pugliese, Forza Italia –sottolinea De Mucci- ha dimostrato di essere l'unica forza politica capace di rinnovarsi e rilanciarsi, attraverso donne e uomini, che interpretano la politica come servizio e non come posto fisso.
In questo ultimo periodo, mi è capitato di ascoltare dei politologi nostrani, che designano una serie di rappresentazioni caricaturali della condizione di Forza Italia.
E' alquanto doveroso, fare delle necessarie puntualizzazioni.
Forza Italia è un partito moderato, una forza riformatrice che antepone, prima di tutto, la soluzione dei problemi e la tutela degli interessi del cittadino.
In tanti, anche nostri alleati, si divertono a dipingerci come un partito allo sbando. Inviterei tali signori a riflettere. Senza Forza Italia il centrodestra sarebbe una sterile utopia.
In tanti, forse troppi, devono tutto al nostro movimento, alla storia di Forza Italia e al suo leader Silvio Berlusconi.
Mi spiace deluderli, ma non esiste nessun centro-destra, soprattutto a livello locale, senza di noi e qualsiasi rappresentazione di destra e civismo risulta, come già dimostrato, senza prospettive.
Le aperture al civismo sono state la nostra forza, da sempre e non sarà certamente questo il momento storico in cui andremo ad arroccarci.
Siamo e restiamo aperti a qualsiasi forma di costruzione di percorsi politici condivisi, che abbiano sempre al centro la condivisione di una prospettiva politica moderata, europeista e liberale".

Staremo quindi a vedere cosa ci riserverà la politica locale nei prossimi giorni.
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