Maria Antonietta Dimatteo
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Associazioni

Gestione del verde urbano nelle città: «Strutturalmente carente»

Interviene l’Ordine degli Architetti BAT: «Tutelare il suolo, rigenerazione urbana e coinvolgimento dei tecnici nelle scelte strategiche»

«Gli eventi meteorologici intensi che hanno interessato nella scorsa settimana il territorio della provincia BAT hanno causato la caduta di numerosi alberi, con disagi per la cittadinanza e potenziali rischi per la sicurezza pubblica. Tali episodi non possono essere liquidati come fatalità o conseguenze inevitabili del maltempo, ma rappresentano piuttosto il sintomo evidente di una gestione strutturalmente carente del verde urbano». Ad intervenire sull'argomento è l'Ordine degli Architetti Paesaggisti Pianificatori e Conservatori della BAT dopo i recenti episodi che hanno visto protagonisti, loro malgrado, dei grandi arbusti nelle città della provincia.
«Le nostre città si dimostrano ancora una volta non resilienti, incapaci di adattarsi e rispondere agli effetti sempre più frequenti dei cambiamenti climatici. Il verde pubblico continua a essere considerato un elemento accessorio, anziché una vera e propria infrastruttura urbana, che necessita di pianificazione, manutenzione programmata, monitoraggio costante e competenze specialistiche – spiega arch. Maria Antonietta Dimatteo, membro del Consiglio dell'Ordine degli Architetti PPC di Barletta-Andria-Trani -Alla cattiva gestione del patrimonio arboreo si affianca una persistente impermeabilizzazione dei suoli, che compromette la naturale capacità del territorio di assorbire le acque meteoriche, aumenta il rischio di allagamenti e indebolisce la stabilità degli apparati radicali degli alberi. La permeabilità del suolo rappresenta invece un valore fondamentale per la sicurezza urbana, la mitigazione climatica e la qualità dello spazio pubblico, e dovrebbe costituire un obiettivo prioritario delle politiche urbanistiche locali».
In questo quadro è sicuramente significativa la Legge Regionale Puglia n. 36 sulla rigenerazione urbana, che promuove il contenimento del consumo di suolo, la de-impermeabilizzazione, la rinaturalizzazione degli spazi urbani e il rafforzamento delle infrastrutture verdi. «Tuttavia, tale strumento normativo – dice ancora l'arch. Dimatteo – risulta non adottato dalla maggior parte delle amministrazioni comunali della provincia BAT, perdendo così un'occasione concreta per avviare processi di trasformazione urbana più sostenibili e resilienti. La caduta di alberi maturi è spesso il risultato di decenni di cattiva gestione, potature improprie, assenza di censimenti arborei, mancata valutazione fitostatica e totale assenza di una strategia di lungo periodo. A ciò si aggiunge una cronica mancanza di pianificazione urbanistica integrata».
L'Ordine degli Architetti BAT vuole denunciare con forza, inoltre, la sistematica sottovalutazione del contributo dei tecnici nei processi decisionali. «Professionisti con competenze specifiche in pianificazione, paesaggio, rigenerazione urbana e sostenibilità vengono coinvolti troppo spesso solo per adempiere a obblighi normativi, senza un reale ascolto né un effettivo ruolo nei tavoli di indirizzo politico-amministrativo», conclude l'arch. Marina Dimatteo.
«Richiamo la responsabilità di costruire il futuro valorizzando conoscenza, competenza e visione – ha spiegato anche il Presidente dell'Ordine degli Architetti P.P.C. BAT Andrea Roselli – Ignorare il sapere tecnico significa rinunciare a guardare più lontano, condannando le nostre città a rincorrere le emergenze anziché prevenirle».
E' insomma necessario un cambio di paradigma: «tutelare il suolo come risorsa non rinnovabile, adottare strumenti di rigenerazione urbana già disponibili e coinvolgere in modo sostanziale e continuativo i tecnici nelle scelte strategiche. Solo così sarà possibile costruire città più sicure, permeabili, resilienti e orientate al benessere collettivo».
  • Ordine degli Architetti BAT
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