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Politica

Doppia preferenza, manca il numero legale in aula

Si chiude così all'1.30 la decima legislatura pugliese. Sì attende adesso l'intervento del Governo

All'1.30 del 29 luglio, dopo l'ennesima sospensione, si consuma l'ultimo colpo di scena della maratona che ha visto le forze politiche impegnate a modificare la legge elettorale nell'ultimo giorno utile. In piena notte il presidente dell'assemblea regionale, Mario Loizzo, ha dovuto prendere atto della mancanza del numero legale causa le numerose assenze tra i banchi dell'opposizione e dichiarare la chiusura dei lavori, circostanza che coincide con la conclusione dell'attività della X legislatura.

L'intervento del capogruppo del Pd, Paolo Campo spariglia le carte: "piuttosto che stare qui a discutere del nulla – accusa Campo indicando i 1950 emendamenti come causa della decisione – è meglio affidarsi a quanto il Governo nazionale farà sostituendosi al Consiglio regionale in tema di doppia preferenza di genere"

Seguono l'uscita dall'aula di numerosi esponenti del governo e della maggioranza. Restano tra i banchi le opposizioni che contestano quello che Nino Marmo, capogruppo di FI, definisce "abdicazione della maggioranza dal proprio ruolo nell'ultimo giorno in cui la legislatura si spegne"

Ed è ancora Marmo a spiegare il rifiuto opposto dalla maggioranza alla proposta di mediazione che questa volta sono le opposizioni a proporre: ritiro di tutti gli emendamenti, approvazione immediata della doppia preferenza di genere, conferma del 60% della presenza massima di un genere rispetto all'altro con il mantenimento della ammenda pecuniaria che si inasprisce con l'inammissibilità delle liste a decorrere dalla 12. Legislatura.
Non c'è tempo per discuterne. In aula non ci sono consiglieri in numero sufficiente per proseguire.

Approvato invece con 28 voti a favore e 19 contrari, a scrutinio segreto l'emendamento a firma Damascelli-Conca di modifica dell'articolo 6 della legge elettorale vigente, che aggiunge alle cause di ineleggibilità anche "i soggetti nominati a qualunque titolo nella task force della Regione Puglia, che siano alle dirette dipendenze della stessa o che abbiano stipulato contratti di consulenza o collaborazione". Quello votato è il primo dei circa 1950 emendamenti presentati.
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