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Politica

Consiglieri comunali Barchetta, Fracchiolla e Grumo: «Se l’Assessore Loconte non si dimette, l'imparzialità dell'azione amministrativa è violata»

«La vicenda di Loconte s'inserisce in una linea politica di prepotenza e di spregio della legalità, già denunciata, anche da esponenti della stessa maggioranza»

Se l'attività politica è ferma a Palazzo di Città non lo è la polemica. Infatti, è di queste ore, l'articolata risposta che i consiglieri comunali Donatella Fracchiolla (FI), Andrea Barchetta (FdI) e Gianluca Grumo (LSP) rivolgono non solo all'Assessore ai lavori pubblici Mario Loconte ma più in generale all'amministrazione comunale di centro sinistra, dalla Prima cittadina al Presidente del consiglio in merito all'asserita incompatibilità del delegato ai lavori pubblici.

«Nel torrido agosto 2021, un'insolazione collettiva colpisce il centro sinistra ad Andria, trasformando una dovuta risposta ad una molto educata domanda di legalità, in una difesa bulgara dell'assessore di turno. La crassa ignoranza giuridica, l'assenza di rispetto istituzionale e le solite sciocche offese personali (a cui non rispondiamo per rispetto dei cittadini) sono opera della solerte, quanto ignota, mano che firma note politiche di rara malafede, a nome - e si spera non davvero per conto - del centro sinistra di Andria. Con arroganza e latinorum da azzeccagarbugli, la stessa Sindaca Giovanna interviene a stabilire che l'obbligo di astensione da incarichi professionali previsto dall'art. 78 del Testo Unico degli Enti Locali, sia un "dovere soggettivo di astensione" e che le conseguenze che discenderebbero dall'inosservanza dell'obbligo siano "a perfetta conoscenza dell'Assessore". Traducendo, è un dovere che dipende dalla valutazione dell'assessore di turno, "fatti sua" direbbero a Roma. Così non è. Se l'Assessore non si dimette o non rinuncia agli incarichi ricevuti ed in essere, come diversi cantieri aperti a firma dell'architetto Mario Loconte, Assessore ai lavori Pubblici, ad esempio, l'imparzialità dell'azione amministrativa è violata.
In soccorso della Sindaca Giovanna, interviene l'intellettuale che firma la nota politica di cui sopra, considerando le disposizioni del Tuel "una ipocrita dichiarazione pubblica" del dovere di astensione. Il raffinato intellettuale si pone interrogativi la cui risposta non può che essere però una conferma della violazione evidente e completa del dettato del testo del Tuel. Ma fin dove si spinge la manipolazione della verità? Una bugia ripetuta tante volte diventa verità, insegnavano a Botteghe Oscure. Noi continueremo a lottare per il rispetto della verità fattuale, perché i cittadini conoscano il meccanismo delle manipolazioni e delle falsità messo in atto e possano giudicare le malefatte dell'amministrazione Giovanna & co.

A parere di chi scrive, lo ripetiamo, l'Assessore Mario Loconte deve astenersi dagli incarichi professionali pubblici e privati sul territorio del comune di Andria, oppure, nel rispetto del principio di libertà, dimettersi e svolgere gli incarichi che come professionista riceve. Il Tuel è chiaro e non lascia spazio ad interpretazioni. Oltre a violare la precisa previsione di legge, a ben guardare, la "limpida" storia professionale dell'architetto Loconte si opacizza o meglio politicizza in più punti. A differenza di quanto considera l'articolo delle falsità richiamato più volte e vorrebbe confermare il dettagliato curriculum di Loconte, la sua investitura politica, in realtà, precede di molti anni la sua "storia professionale" e non la segue. L'architetto Loconte, infatti, non è di primo pelo nell'agone politico, avendo partecipato, sempre con la Sindaca Giovanna, allora candidato civico, alla precedente competizione elettorale nel 2010, per poi fare un salto nell'arena partitica vera e propria, diventando il responsabile cittadino dell'evanescente UDC prima e di altri sconclusionati progetti centristi dopo. Quindi, non un professionista prestato alla politica, ma un aspirante politico che ha coronato una sua legittima aspirazione diventando Assessore. Oggi Loconte deve scegliere tra gli incarichi professionali nel comune di Andria e la prosecuzione della radiosa attività politica come assessore. Ancora una volta, la politica del bello diventa il bello della politica per possibile tornaconto. Ma non erano loro quelli della cultura del conflitto d'interessi?

Le qualità professionali e morali (!!) non sono in discussione in questa sede e non potrebbero mai esserlo. Vogliamo sottolinearlo, siamo contro gli attacchi individuali, il risentimento ed i personalismi. Il bene della città prima di tutto, questo dovrebbe essere il mantra, pratica meditativa induista che lo svagato autore dell'articolo del centro sinistra menzionato confonde. Da convinti liberali abbiamo grandissima considerazione delle professioni e di tutte le attività economiche private, soprattutto se c'è merito e preparazione, senza parlare del rispetto della sfera individuale (!!). Le dimissioni di Loconte sono un atto dovuto e devono giungere al più presto. Ma non sono l'unica mancanza, né la più grave, dell'amministrazione delle belle parole, dei pochissimi fatti e delle troppe violazioni.
Ma torniamo al piano generale. La vicenda di Loconte s'inserisce in una linea politica di prepotenza e di spregio della legalità, già denunciata, anche da esponenti della stessa maggioranza dell' Amministrazione Giovanna & co, insieme alla fallimentare linea di governo della città, che parte dal piano formale e arriva a quello sostanziale. Si ricordano le Commissioni deserte con Assessori assenti; le Riunioni dei capigruppo aperte ad esterni; le Interrogazioni in aula negate benché calendarizzate; gli assessori che non rispondono; le interrogazioni con risposta scritta incomplete e oltre il termine previsto; le PEC al Sindaco e Assessori inevase; Il Presidente del Consiglio che si lascia andare a commenti di parte; i documenti ricevuti a poche ore dalla discussione in Consiglio e con evidenti "refusi"; le proposte di delibera spesso prive degli allegati indicati. Sul piano dei contenuti, per esemplificare, si menzionano i fondi per le gelate non distribuiti ancorchè disponibili da agosto 2020 (3 milioni); i Rimborsi delle tasse comunali 2015 non appostati a bilancio per i cittadini che hanno pagato per tempo somme maggiori; i danari restituiti per la sanificazione (40000 euro), per pagare straordinari polizia locale (37000 euro) e per lo sviluppo turistico (40000 euro); la mancata Riforma ufficio tributi e l'annosa questione della transazione con Italgas ancora in fase di stallo.

Nell'articolo delle meraviglie, per concludere, il novello giurista del centro sinistra osservava che "tutte le leggi debbano essere applicate solo quando la legge viene violata". In uno stato di diritto la legge deve essere rispettata da tutti, anche dai politici di sinistra, e deve applicarsi sempre, non solo quando viene violata. L'amministrazione della città di Andria sotto responsabilità del PD, di Andria Bene in Comune, di Futura AndriaLab3 e compagnia cantante deve accettare questo fondamentale imperativo repubblicano. L'invito al centro sinistra e a chi si occupa della sua comunicazione è di eliminare l'inutile livore personale e la spocchia radical chic, di rispondere nel merito delle questioni, studiandole ed informandosi, di aprirsi al confronto e alla discussione, di riparare agli errori, lavorando finalmente con serietà, meno rilassatezza e più costanza. Il posto nelle commissioni non sarà ripreso dal centro destra fin quando la legalità non sarà ripristinata, e la rilassatezza non può esserci in tempi come questi, di ripresa, lavoro e speranza. L'urgenza e l'importanza del mandato ricevuto, il Recovery Fund ed i tempi difficili lo impongono, i cittadini lo esigono».
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