
Commento
Caldarone: "Giovani, innovazione e valore, la vera emergenza del territorio"
Secondo la classifica del Sole 24 Ore il territorio della Bat conquista la "maglia nera"
Andria - martedì 2 giugno 2026
19.39
«Su 107 province, la nostra è al 105° posto per condizione giovanile secondo la classifica del Sole 24 Ore -è l'incipit dell'intervento del commercialista Vincenzo Caldarone, già Sindaco di Andria- .Per anziani e bambini siamo, tutto sommato, in zone intermedie. La maglia quasi nera riguarda invece i giovani.
Indicatori che compongono la classifica. Per tempo libero, spettacoli e socialità non siamo messi male: addirittura 5° posto nazionale per tempo libero e 8° posto per matrimoni.
Il buco nero è altrove: formazione, competenze, economia, partecipazione.
È un cane che si morde la coda. I ragazzi più aperti all'innovazione vanno via, la comunità si indebolisce, il livello medio di competenze si abbassa e si riproduce la stessa causa dell'abbandono: poche opportunità, poco valore, poca capacità di competere.
Questo non è un dramma solo per il futuro. È un problema di oggi.
Il basso livello di sapere, formazione e innovazione ci fa perdere oggi la competizione con altri territori, impoverisce oggi le opportunità di lavoro e di impresa, aumenta oggi il rischio di rimanere indietro rispetto alle tecnologie e ai cambiamenti già in corso.
Da poche ore è finita una campagna elettorale ricca di annunci, grandi disegni e proposte più o meno fondate. Ma il punto decisivo è un altro, di cui si é parlato poco: senza economia, formazione e innovazione, ogni progetto rischia di restare isolato.
Non si tratta di dare la croce addosso agli eletti. Un Comune, da solo, non può risolvere problemi così profondi. Può però fare una cosa essenziale: guidare un processo, mettere insieme le forze, attrarre investimenti, costruire alleanze tra istituzioni, imprese, scuole, professionisti, università, centri di competenza e cittadini.
Le vere priorità sono chiare: energia, digitale, competenze, rigenerazione delle aree produttive, nuove filiere, attrazione di imprese e creazione di lavoro qualificato.
Anche lavori, servizi e beni pubblici e energia hanno senso solo se diventano parte di una strategia territoriale più ampia: non slogan, ma piattaforme concrete per ridurre i costi, creare valore locale e rendere il territorio più competitivo.
Ai tanti che in campagna elettorale hanno disegnato scenari ambiziosi vorrei dire: non mettete quei sogni nei cassetti, e non conservateli per la prossima campagna elettorale.
Trasformiamoli adesso in progetti, scelte e azioni.
Perché la vera sfida non è solo amministrare meglio l'esistente.
È costruire un territorio in cui i giovani abbiano una ragione per restare, tornare, investire, lavorare e partecipare.
Da qui, davvero, "si parrà la nostra nobilitate"».
Indicatori che compongono la classifica. Per tempo libero, spettacoli e socialità non siamo messi male: addirittura 5° posto nazionale per tempo libero e 8° posto per matrimoni.
Il buco nero è altrove: formazione, competenze, economia, partecipazione.
- disoccupazione giovanile: 95° posto
- basso livello di istruzione: 103° posto
- laureati: 98° posto
- amici su cui contare: 103° posto
- partecipazione civile: 97° posto
- saldo migratorio: 99° posto
È un cane che si morde la coda. I ragazzi più aperti all'innovazione vanno via, la comunità si indebolisce, il livello medio di competenze si abbassa e si riproduce la stessa causa dell'abbandono: poche opportunità, poco valore, poca capacità di competere.
Questo non è un dramma solo per il futuro. È un problema di oggi.
Il basso livello di sapere, formazione e innovazione ci fa perdere oggi la competizione con altri territori, impoverisce oggi le opportunità di lavoro e di impresa, aumenta oggi il rischio di rimanere indietro rispetto alle tecnologie e ai cambiamenti già in corso.
Da poche ore è finita una campagna elettorale ricca di annunci, grandi disegni e proposte più o meno fondate. Ma il punto decisivo è un altro, di cui si é parlato poco: senza economia, formazione e innovazione, ogni progetto rischia di restare isolato.
Non si tratta di dare la croce addosso agli eletti. Un Comune, da solo, non può risolvere problemi così profondi. Può però fare una cosa essenziale: guidare un processo, mettere insieme le forze, attrarre investimenti, costruire alleanze tra istituzioni, imprese, scuole, professionisti, università, centri di competenza e cittadini.
Le vere priorità sono chiare: energia, digitale, competenze, rigenerazione delle aree produttive, nuove filiere, attrazione di imprese e creazione di lavoro qualificato.
Anche lavori, servizi e beni pubblici e energia hanno senso solo se diventano parte di una strategia territoriale più ampia: non slogan, ma piattaforme concrete per ridurre i costi, creare valore locale e rendere il territorio più competitivo.
Ai tanti che in campagna elettorale hanno disegnato scenari ambiziosi vorrei dire: non mettete quei sogni nei cassetti, e non conservateli per la prossima campagna elettorale.
Trasformiamoli adesso in progetti, scelte e azioni.
Perché la vera sfida non è solo amministrare meglio l'esistente.
È costruire un territorio in cui i giovani abbiano una ragione per restare, tornare, investire, lavorare e partecipare.
Da qui, davvero, "si parrà la nostra nobilitate"».


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