Bella ma non Balla, cortometraggio
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Territorio

Bella ma non balla, Bia: «Storia nata in una squadra»

Corto presentato al termine di un laboratorio nei centri psichiatrici

«Con la bellezza si può sconfiggere il male». E' questa l'idea portante del regista Michele Bia, alla base del progetto laboratoriale di cinema del Dipartimento di Salute Mentale della Asl Bt, svolto all'interno delle strutture riabilitative di Spinazzola, Andria e Trani. "Bella ma non balla" è il titolo del cortometraggio, realizzato grazie al coordinamento della Cooperativa Sociale "Questa Città", e presentato ieri sera in una gremitissima Multisala Roma di Andria, nell'ambito delle Special Days organizzate dall'ente comunale, che ha dovuto impegnare tutte le sale a propria disposizione per la proiezione finale dopo i saluti di rito. Il corto, presentato alla presenza di numerose autorità andriesi e dell'azienda sanitaria locale, ha visto la partecipazione di circa 20 ragazzi, è stato girato interamente tra le città di Minervino Murge, Spinazzola e Lago di Serra del Corvo, ed ha una durata di poco inferiore a mezz'ora.

«Con loro ho avuto un'esperienza fantastica - ha detto Michele Bia, profondamente emozionato alla prima del corto - E' stato forse uno dei primi lavori nel quale non ho partorito un'idea ben precisa iniziale, ma l'intento era proprio quello che nascesse nell'ambito del laboratorio di cinema con molta improvvisazione. Alla fine i ragazzi mi hanno fornito tanto materiale, che tornato a casa sbobbinavo ed è stato facile scrivere una storia. Storia nata con loro proprio come in una bellissima squadra. Un'esperienza davvero molto importante». Tra i tanti temi presenti nel corto si parte proprio da quello della bellezza: «I ragazzi con la loro bontà - ha detto Michele Bia - non hanno fatto altro che far risaltare proprio questa tematica. L'impianto della storia, con i protagonisti Carmela e Salvatore che hanno il sogno di sposarsi sul lago ma un pappone glielo impedisce per storie legate alla prostituzione ed al crimine, vede una reazione inaspettata il pianto di lei ed il suo riscatto da parte di lui attraverso una bottiglia di vino. Questa è la vera bellezza».

Il titolo è un antico detto popolare e allude a quelle ragazze che per bellezza, per valore e signorilità sono considerate irraggiungibili e spesso rimangono senza pretendenti e sole. Sono belle, ma non ballano, appunto. "Bella ma non balla" indaga anche su un'umanità dolente, gli ultimi della società, e senza avere la pretesa di essere un film sociale o di cronaca, narra di una famiglia ai margini della storia e delle storie, i dimenticati, quelli che "bevono il caffè amaro perché non si possono permettere lo zucchero". Ed è qui, tra le pieghe ruvide della povertà, che trovano facile gioco gli affari sporchi della criminalità, i reati terribili come quello della prostituzione e dello sfruttamento. Una storia di riscatto che mescola sogno e realtà, bellezza e abiezione, tenerezza e crudeltà. «Obiettivo di integrazione - ha detto Giovanni Gorgoni, Direttore Generale della ASL BT - e questo progetto ne è una novità decisamente interessante. Ai ringraziamenti di rito, operatori ed assistiti che si sono posti a completa disposizione, io aggiungo un ringraziamento particolare al regista perchè è sempre molto complicato per gli artisti approcciare un problema come quello del disagio mentale, serve giusta sensibilità altrimenti si rischia un'emarginazione replicata in forma artistica. Per noi la disabilità non è un vincolo ma è una vera risorsa».

Il corto sarà poi proiettato il 12 dicembre alle ore 18 al Supercinema Buccomino di Spinazzola e il 15 gennaio alle ore 18 al cinema Sidion di Gravina di Puglia.
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