
Territorio
Aumentano in Puglia gli infortuni sul lavoro in agricoltura
Con 27 casi in più e 2 vittime mortali. Confagricoltura Bari-BAT analizza i dati INAIL 2025
Puglia - lunedì 9 febbraio 2026
Comunicato Stampa
Confagricoltura Bari-BAT esprime profonda attenzione in merito ai dati INAIL relativi all'andamento degli infortuni sul lavoro nel 2025. In Puglia, l'anno appena concluso gli infortuni registrati sono aumentati dell'1,4%, con 27 casi in più e 2 vittime mortali rispetto all'anno precedente. Un dato che, seppur inserito in un contesto nazionale di lieve calo per il settore agricolo in determinati periodi, impone una riflessione rigorosa sulla sicurezza nelle campagne della nostra provincia.
Secondo i bollettini periodici dell'Istituto l'agricoltura ha vissuto un anno caratterizzato da una flessione delle denunce totali (ad agosto si registrava un calo del 14,6% su base annua), ma resta alta l'allerta per l'aumento costante delle malattie professionali e per gli incidenti "initinere", ovvero quelli che avvengono durante il tragitto casa-lavoro. Nei dodici mesi del 2025 sono state presentate 27.973 denunce di infortunio: Bari 10.473, Bat 2.224, Brindisi 2.841, Foggia 4.037, Lecce 4.531, Taranto 3.867. I settori più esposti restano industria e servizi, seguiti dall'agricoltura.
"I dati INAIL sono per noi una guida fondamentale per orientare le politiche di prevenzione - commentano da Confagricoltura Bari-BAT - sebbene si colgono segnali di miglioramento strutturale nel settore agricolo, ogni singola vita persa è una sconfitta per l'intero sistema produttivo. Nel 2025 abbiamo assistito all'entrata in vigore del nuovo Accordo Stato-Regioni sulla formazione ed è su questo binario che la nostra associazione continuerà a investire: innovazione tecnologica, formazione continua e utilizzo dei bandi ISI per ammodernare il parco macchine. La sicurezza non deve essere percepita come un costo, ma come un investimento sulla vita e sul futuro delle nostre aziende - concludono dall'organizzazione -chiediamo alle istituzioni di continuare a sostenere il settore nel percorso di transizione verso un'agricoltura 4.0, l'unica vera garanzia per ridurre drasticamente l'incidenza degli infortuni nei campi della nostra terra".
Confagricoltura Bari-BAT ribadisce l'impegno costante al fianco delle imprese agricole del territorio per promuovere una cultura della sicurezza che non sia solo adempimento burocratico, ma valore identitario del lavoro agricolo moderno.
Secondo i bollettini periodici dell'Istituto l'agricoltura ha vissuto un anno caratterizzato da una flessione delle denunce totali (ad agosto si registrava un calo del 14,6% su base annua), ma resta alta l'allerta per l'aumento costante delle malattie professionali e per gli incidenti "initinere", ovvero quelli che avvengono durante il tragitto casa-lavoro. Nei dodici mesi del 2025 sono state presentate 27.973 denunce di infortunio: Bari 10.473, Bat 2.224, Brindisi 2.841, Foggia 4.037, Lecce 4.531, Taranto 3.867. I settori più esposti restano industria e servizi, seguiti dall'agricoltura.
"I dati INAIL sono per noi una guida fondamentale per orientare le politiche di prevenzione - commentano da Confagricoltura Bari-BAT - sebbene si colgono segnali di miglioramento strutturale nel settore agricolo, ogni singola vita persa è una sconfitta per l'intero sistema produttivo. Nel 2025 abbiamo assistito all'entrata in vigore del nuovo Accordo Stato-Regioni sulla formazione ed è su questo binario che la nostra associazione continuerà a investire: innovazione tecnologica, formazione continua e utilizzo dei bandi ISI per ammodernare il parco macchine. La sicurezza non deve essere percepita come un costo, ma come un investimento sulla vita e sul futuro delle nostre aziende - concludono dall'organizzazione -chiediamo alle istituzioni di continuare a sostenere il settore nel percorso di transizione verso un'agricoltura 4.0, l'unica vera garanzia per ridurre drasticamente l'incidenza degli infortuni nei campi della nostra terra".
Confagricoltura Bari-BAT ribadisce l'impegno costante al fianco delle imprese agricole del territorio per promuovere una cultura della sicurezza che non sia solo adempimento burocratico, ma valore identitario del lavoro agricolo moderno.


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