il piano dell’Assessore Mario Loconte
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Andria, la "Città nella Città": il piano dell’Assessore Mario Loconte per far rinascere il Centro Storico

Gli obiettivi a cui si punterà: dal centro storico libero dalle auto nel week end all'ex mercato di via De Anellis trasformato in un incubatore per giovani

Riconfermato nella giunta "Bruno bis", Mario Loconte ricalibra le sue deleghe con un obiettivo chirurgico. Mantiene i "Lavori Pubblici" e i "Fondi Comunitari", ma cede il patrimonio e le manutenzioni ordinarie per concentrarsi su quella che definisce la vera sfida del futuro andriese: "le Politiche per il Centro Storico".

Non un semplice rimpasto, ma una precisa dichiarazione di intenti. Dopo un mandato passato a far ripartire una macchina ferma – "siamo partiti da zero opere e abbiamo avviato 30 cantieri, consegnandone la metà" – ora è il momento di passare dai mattoni alle persone. "Se il pubblico investe, il privato segue", il suo claim, tracciando la rotta per il prossimo quinquennio.
Il segreto del successo elettorale, secondo Loconte, risiede nel "modus operandi" dell'amministrazione: uffici sempre aperti e presenza in strada. Il traguardo di cui va più fiero riassume perfettamente questa filosofia: il recupero del centro Don Pino Puglisi. "Un'opera che gridava vendetta, attesa da anni da una comunità intera. Vedere oggi quegli spazi vissuti dai giovani e dalle famiglie è la vera essenza della politica: il processo di rigenerazione si compie solo quando i luoghi vengono abitati".
Per il cuore antico di Andria, Loconte parla di una "città nella città". La prima fase, quella strutturale, è già in atto: la riqualificazione di piazze storiche (come piazza Toniolo e Largo Giannotti), il restauro in corso di Palazzo Ducale, il cantiere di via De Anellis e le scoperte rinascimentali dell'ex mercato di Via Flavio Giugno destinato a diventare grazie ai nuovi fondi PON Metro un hub economico socio culturale.

Ma la vera partita dei prossimi cinque anni si giocherà sulla "gestione". "Non basta restaurare. Il tema ora diventa la viabilità, i parcheggi, le ZTL, la sicurezza", spiega l'Assessore. La prima mossa operativa sarà l'istituzione di un "tavolo permanente di confronto" con residenti, commercianti, associazioni e operatori turistici per affrontare in sinergia questi nodi cruciali.
Alla domanda sulla sua visione ideale per l'Andria dei prossimi anni, Loconte disegna uno scenario chiaro:
- Un centro storico libero dalle auto nei fine settimana.
- Il Palazzo Ducale restituito ai cittadini come grande casa della cultura.
- L'ex mercato di via De Anellis trasformato in un incubatore per giovani, con locali commerciali e artigianali, musica e spettacolo.
- La nascita del primo teatro pubblico all'ex mercato generale ortofrutticolo di via Barletta.
- Il ritorno delle "botteghe diffuse", per recuperare l'artigianato e la microeconomia di quartiere.

"Immagino un'Andria abitata dalla cultura, perché la cultura è un motore economico. Un teatro o un grande concerto chiamano ristorazione, ospitalità alberghiera, enogastronomia. È un processo che rende la città attrattiva", sottolinea con convinzione.
Per non lasciare nulla all'improvvisazione, Loconte ha già avviato i contatti con la Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari per una lettura scientifica e funzionale delle dinamiche del centro storico.
La strategia economica è altrettanto pragmatica: usare i fondi europei per innescare un effetto domino. "Se il pubblico fa la sua parte, il privato è stimolato a investire. Aver riqualificato assi strategici spingerà i privati ad aprire nuove attività. Immaginate l'indotto che si creerà quando Palazzo Ducale sarà completamente aperto alla città".
La rotta per l'Andria del futuro è tracciata. Una città che non ha nulla da invidiare alle altre realtà pugliesi e che, partendo dalle sue radici di pietra, "riscoprendo quindi la sua "autenticità".
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