
Attualità
Veleni nella Polizia Locale di Andria: "Le Amiche manifestano la loro solidarietà e vicinanza alla Commissaria Balzanelli"
Avvocato Magliano: "Lascia sconcertate anche la condotta del Comune di Andria"
Andria - domenica 13 settembre 2026
14.58
Sui recenti "veleni", registrati ad Andria nel Corpo della Polizia Locale, in particolare contro la Commissaria Jolanda Balzanelli, interviene l'avvocato Francesca Magliano dell' Associazione "Le Amiche per le Amiche".
«Ogni qualvolta muore una donna, uccisa dal proprio compagno, tutti ci indigniamo, pretendiamo giustizia...ma, prima che si arrivi a tanto cosa facciamo, per combattere la sottocultura patriarcale che spinge certi uomini a considerare le donne degli oggetti, degli essere inferiori, nei diversi i contesti sociali????????
Ebbene succede ad Andria, già nefasto teatro di un orribile femminicidio, che la Commissaria della Polizia Locale, Jolanda Balzanelli, trovi il coraggio di richiedere l' intervento del Tribunale di Trani, con un ricorso d'urgenza, perché esasperata dalle molestie anche a sfondo sessuale e dalle condotte di svalutazione e denigrazione reiterate in suo danno, da parte di un suo collega, anche lui commissario, quindi di pari ruolo. La Commissaria, era arrivata al punto di assentarsi per malattia, sviluppando un disturbo dell'adattamento con ansia e umore depresso.
La Presidente dell' Associazione, "Le Amiche per le Amiche", avvocato Francesca Magliano ritiene che: "Non si può più tacere dinanzi a questi pregiudizievoli comportamenti, che nulla hanno di "goliardico", ma sono lesivi della dignità di una donna. Per questo per noi è necessario, esprimere tutta la nostra solidarietà e vicinanza alla Commissaria Balzanelli. L'indignazione per tali condotte deve essere unanime, perché certi uomini devono avvertire la disapprovazione collettiva e devono provare vergogna, pentirsi, chiedere scusa. Le Amiche ringraziano la dott.ssa Balzanelli perché il suo esempio, possa possa determinate altre donne che vivono sui luoghi di lavoro tali molestie ed abusi, ad emularla senza paure di subire altre ritorsioni, senza paura del giudizio della gente, certe di non essere sole e sopratutto certe che la Giustizia, esiste!!!"
La dott. Sibillano referente della helpline della Amiche evidenzia che "Sotto ai commenti alla notizia pubblicata sui social, si sono manifestate due tipi di reazioni, ed entrambe meritano una parola.
La prima: "lo conosco, non può essere vero". Conoscere qualcuno nella vita privata non dice nulla su come si comporta quando ha potere su un'altra persona, anche quando quel potere non è gerarchico ma fatto di pressioni, isolamento, screditamento professionale: il pari ruolo non esclude l'abuso, lo rende solo meno visibile. Sono piani diversi. E quando si liquida così una denuncia, si fa vittimizzazione secondaria sulla vittima: si sposta il peso della prova dai fatti alla propria impressione personale, e si obbliga chi ha già pagato un prezzo enorme a giustificarsi di nuovo
La seconda, più sottile: "il giudizio di merito non c'è ancora stato, non è giusto parlarne così". Vero, la presunzione d'innocenza va sempre rispettata. Ma qui non parliamo del nulla: qualcosa, tecnicamente, è già stato vagliato da un giudice per accogliere il ricorso d'urgenza. Riconoscere questo non significa emettere una sentenza al posto dei tribunali, significa solo non fingere che non sia successo niente nel frattempo e soprattutto evitare il peggio. "
Lascia sconcertate anche la condotta del Comune di Andria, peraltro, rappresentato da una Donna Avvocata, che anziché intervenire immediatamente per condannare e fermare tali condotte si costituiva in giudizio contro la Commissaria Balzanelli, applicando solo successivamente alla notifica del ricorso, una sanzione disciplinare nei confronti di Ruotolo, ritenuta inadeguata dal Giudice dal Tribunale di Trani, dott.ssa Floriana Dibenedetto.
La dott.ssa Dibenedetto, con un provvedimento esemplare, non solo ha accolto il ricorso, ma ha anche ordinato al Comune di Andria di assegnare al Ruotolo lo svolgimento di un servizio, da espletarsi al di fuori dello stabile al quale è assegnata la ricorrente, come potrebbe essere – a mero titolo esemplificativo -l'Ufficio SUAP; condannandoli entrambi al pagamento delle spese. La Presidente Magliano: "Questa triste vicenda, ancora una volta, evidenzia quanta strada bisogna ancora percorre"».
.jpg)

Ricevi aggiornamenti e contenuti da Andria 






