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Territorio

Agricoltori pronti a produrre più grano ma ad una giusta remunerazione

Coldiretti dice stop alle speculazioni sui prezzi

"Gli agricoltori per una giusta remunerazione del proprio lavoro sono pronti ad aumentare la produzione di grano duro in Puglia dove è vietato l'uso del glifosate in preraccolta, a differenza di quanto avviene in Canada ed in altri Paesi. Improbabili e dannosi per il tessuto economico del territorio percorsi di abbandono e depauperamento dell'attività cerealicola che deve, invece, specializzarsi, puntare sull'aggregazione, essere sostenuta da servizi adeguati e tendere ad una sempre più alta qualità, scommettendo esclusivamente su varietà pregiate, riconosciute ormai a livello mondiale", è quanto dichiarato dal Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, nel corso dell'incontro con i cerealicoltori dell'Organizzazione.

"Aggiornare i parametri qualitativi per questa materia prima strategica e garantire il rispetto alla lettera dei contratti di filiera – ha continuato Muraglia – non può che renderci sempre più forti nelle fasi di contrattazione con gli industriali. La filiera è spesso matrigna, ma non possiamo indebolirci ancora, considerate importazioni, triangolazioni, oltre alle problematiche causate dal meteo che alimentano il rischio concreto di ulteriori dinamiche di mercato speculative per ridurre in maniera ingiustificata il prezzo pagato agli agricoltori".

Il risultato della politica orientata alla qualità certificata a partire dalle sementi è rappresentato dal successo della coltivazione di grani antichi, come il Senatore Cappelli, che nella campagna 2017-2018 ha quintuplicato le superfici coltivate, passando dai 1000 ettari del 2017 ai 5000 attuali, trainato dal crescente interesse per la pasta 100% italiana e di qualità. "Le superfici seminate – ha aggiunto il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti- potrebbero ulteriormente raddoppiare già a partire dalla prossima stagione. Mentre cresce il grano antico Made in Italy, ancora oggi un pacco di pasta su sette prodotto in Italia è fatto con grano canadese e, nonostante l'aumento dei prezzi della pasta, le quotazioni del grano sono ancora insoddisfacenti per gli agricoltori che per il maltempo hanno subito una riduzione della produzione di grano di circa il 20% rispetto allo scorso anno, anche se la qualità è salva grazie a un buon contenuto proteico".
In calo anche il raccolto in Europa dove la siccità ed il caldo hanno "bruciato" la produzione di grano tenero per pane e biscotti del 10% rispetto allo scorso anno mentre per il grano duro destinato alla pasta la riduzione è contenuta al 4%. A livello internazionale – precisa Coldiretti – la produzione, peraltro, è in sofferenza dalla Russia all'Ucraina, dagli Stati Uniti al Canada, dall'Australia alla Turchia.

"Grazie all'ottimo lavoro del Crea – ha spiegato Mauro Tonello, Presidente SIS – abbiamo potuto contare su importanti partite del seme originale di Grano Cappelli che, ricordiamo, è stato il grano più seminato in Italia fino agli anni Sessanta, in pratica è stato il grano della rivoluzione alimentare. Noi contiamo, in linea con la sua tradizione e il suo valore, di ridare al Cappelli lo spazio che merita. Per fare questo possiamo già contare sulla collaborazione dei produttori e di tutta la filiera. Come società sementiera degli agricoltori – sottolinea il presidente di Sis – il nostro obiettivo è assicurare il reddito alle aziende agricole, evitando che il valore aggiunto vada solo a beneficio di altri".
La collaborazione di tutta la filiera nel valorizzare il grano Cappelli è testimoniato – conclude Coldiretti Puglia – anche dall'impegno congiunto di produttori e trasformatori a finanziare una ricerca della Fondazione del Policlinico Gemelli per realizzare uno studio che certifichi le proprietà organolettiche e nutrizionali di questo grano e dare così maggiori garanzie al consumatore.
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