2 giugno, 80 anni fa la Fondazione della Repubblica Italiana: la sindaca di Andria ricorda il contributo delle donne
2 giugno, 80 anni fa la Fondazione della Repubblica Italiana: la sindaca di Andria ricorda il contributo delle donne
Attualità

2 giugno, 80 anni fa la Fondazione della Repubblica Italiana: la sindaca di Andria ricorda il contributo delle donne

Questa mattina si è svolta la cerimonia davanti al Monumento ai Caduti

Una cerimonia semplice davanti al Monumento ai Caduti per celebrare la Festa della Repubblica. La città di Andria ha voluto ricordare così una data importante, la fondazione della Repubblica Italiana esattamente 80 anni fa. E mentre nel pomeriggio la Sindaca Giovanna Bruno prenderà parte alla cerimonia istituzionale provinciale della Prefettura Bat a Barletta, nella quale saranno consegnate le Onorificenze del Presidente della Repubblica a cittadini del territorio tra cui un andriese, questa mattina ha voluto incontrare la sua comunità per ricordare il 2 giugno del 1946.

Appena rieletta al suo secondo mandato, in questo giorno di festa della Democrazia la Sindaca ha rimarcato nel suo discorso il grande valore del voto ed il relativo diritto che finalmente le donne conquistarono faticosamente quel giorno. Donne che da quel momento hanno altresì conquistato un posto nella costruzione della storia del Paese. Anche nel governarlo.

"E tutta la forza della Repubblica – ha affermato la Sindaca – è nella fascia tricolore che indosso".
Di seguito il testo integrale del suo discorso.
«Carissimi tutti,
è festa. E' la Festa della Repubblica. E' la nostra Festa. E' la Festa di un popolo che ha scelto, in quel 2 giugno del 1946. La libertà, la democrazia…ha scelto di essere ciò che noi oggi celebriamo. E' Festa anche qui, in questa Andria Fidelis. Fedele alle istituzioni, anche quando era difficile esserlo. Quando costava caro.

Perché è difficile essere fedeli, essere leali. Ma è un esercizio che proprio la storia gloriosa di Andria ci affida, da svolgere ogni istante, insieme. Nel 1946, gli italiani scelsero con il voto. Anche le donne, per la prima volta, votarono. Pure qui, ad Andria. In fila, con l'abito nuovo, con la paura di sbagliare, con il tremore sordo di una decisione importante da prendere, da cui sarebbe dipeso il loro futuro e quello dei loro figli. Il voto non è scontato; è un diritto conquistato con fatica. Ancor più bisogna onorarlo: con la presenza alle urne e la partecipazione. Con consapevolezza e liberi da qualsivoglia condizionamento. Sempre. Ieri e ancor di più oggi. Assaporandone lo stupore, farsi attraversare dal brivido della speranza che in quel voto si ripone. Giovani, lo dico soprattutto a voi!

Oggi, per me, all'indomani della mia nuova elezione a sindaca di questa meravigliosa città, questa Festa ha un ulteriore, forte significato: sento tutta l'emozione di quel primo voto femminile di allora e sento l'emozione che voi andriesi mi avete donato con l'abbraccio collettivo di un risultato comunale quasi plebiscitario. Quale attinenza può avere questo riferimento? vi starete forse chiedendo.

Ebbene: per me, tra il voto di quel 1946 e questa fascia tricolore che avete deciso in tantissimi che io indossi ancora, rappresentandovi, c'è tutta la forza della Repubblica. Una Repubblica che ha dato alle donne non solo il diritto di scegliere ma anche il dovere di fare la propria parte, così come il dovere di governare. La Repubblica non è solo a Roma, nei palazzi o nelle celebrazioni ufficiali. E' qui, adesso. E' in ogni pratica che sbrighiamo in questo Comune. E' in ogni vigile urbano che aiuta un anziano ad attraversare la strada; è in ogni cittadino che rispetta le regole, che paga le tasse, che non si gira dall'altra parte. E' in ogni genitore che educa, senza delegare ad altri. Educa al bello, al bene, alla legalità. E' in ogni atto che dice Comunità. Che ripudia la violenza, che sostiene, che include, che testimonia la Pace.

La Repubblica è, sì, nel ricordo di quella meravigliosa stagione che dal 1946 fu l'assemblea costituente, con le madri e i padri costituenti in dialogo per consegnarci la nostra bellissima Costituzione ma è, ancor più, nel dovere che abbiamo di difenderla, di custodirla. Prima ancora: di conoscerla!

Le donne costituenti erano solo 21. 21 su 556. Ma c'erano. La loro presenza era una svolta. E oggi è una donna, eletta, a rappresentare questa sua Città, a parlarvi. Con onore e commozione.
Quanti incontri in questi 6 anni già trascorsi insieme: con i giovani, con i nostri ragazzi, con i bambini, con le classi, le associazioni. Percorsi quotidiani di diffusione della Costituzione più bella del mondo, dei suoi principi fondamentali e di quelli meno noti, non di meno importanti. Bussola, faro delle nostre azioni. Costituzione che ci impone la salvaguardia del lavoro, il rispetto delle differenti fedi religiose, la parità dei diritti, il riconoscimento e la promozione delle autonomie locali, l'uguaglianza davanti alla legge, la promozione della cultura e della ricerca, il ripudio della guerra, la valorizzazione del nostro tricolore.

Tutto, per dire che la Repubblica italiana è una e indivisibile, guai a noi se proveremo ancora a a frammentarla, con alchimie di gestione territoriale ben lontani dalla sua natura.
Guai ad indebolirla. Perché la forza di un popolo, così come della nostra Comunità andriese, è nella unione, nella unità.

E' festa, oggi. Festa che unisce. Festa che esalta l'orgoglio di essere Paese. Ciascuno di noi. Partendo da qui. Buona Festa del 2 giugno. Buon ottantesimo compleanno, cara la nostra Repubblica.
W l'Italia!».
  • festa della Repubblica
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