1° Maggio, festa del Lavoro: l'omaggio di Andria a Giuseppe Di Vittorio
1° Maggio, festa del Lavoro: l'omaggio di Andria a Giuseppe Di Vittorio
Attualità

1° Maggio, festa del Lavoro: l'omaggio di Andria a Giuseppe Di Vittorio

Questa mattina breve cerimonia per ricordare la figura del sindacalista e lo spirito della festa

Una festa del Lavoro nel pieno rispetto della normativa anti covid, quella svoltasi questa mattina ad Andria, davanti alla Camera del Lavoro, in piazza Giuseppe Di Vittorio.

A ricordare il vero significato del 1° Maggio in una situazione nazionale caratterizzata dalla riduzione dell'occupazione, in un luogo simbolo della città, c'erano numerosi esponenti della Civica Amministrazione con il Sindaco Giovanna Bruno insieme al Segretario generale della CGIL Bat, Biagio D'Alberto. La commemorazione è stata promossa dal partito democratico di Andria che ha voluto ricordare la festa del lavoro onorando la figura di Peppino di Vittorio, il quale il Primo Maggio del 1956 chiuse un comizio dicendo che la festa del lavoro doveva essere la festa dell'unità e dell'amicizia. «Si tratta dei valori dai quali dobbiamo ripartire ancora oggi. Dobbiamo avere la forza, come è successo in altre fasi storiche de nostro Paese, di rialzarci e ricominciare a camminare e lo possiamo fare partendo dal lavoro, come dice la nostra Costituzione», si legge in una nota del Pd a firma di Lorenzo Marchio Rossi.

Le parole del sindaco Giovanna Bruno
«Carissimi concittadini,
quella che è la festa del popolo, il primo maggio, ha dismesso dall'anno scorso la sua forma solenne di celebrazione, causa pandemia.
Niente cortei, striscioni, cori, concerti. Niente adunanze, niente discorsi di piazza.
È come se sul lavoro fosse calato un silenzio assordante.
Onestamente non pensavo che anche quest'anno dovessimo vivere questo fermo che è sì forte, ma mai quanto il dramma di chi oggi non avrebbe avuto comunque nulla da festeggiare.
A tutti coloro che ormai da tanti anni hanno perso la dignità legata al lavoro, infatti, si aggiungono inesorabilmente i tantissimi altri che un'attività ce l'avevano ma è stata spazzata via dalla crudeltà di una pandemia che oltre alle vite umane, ha strappato la serenità a tanti lavoratori, ormai divenuti disoccupati.
Un dramma nel dramma, che ancora non si attenua.
Penso al protrarsi della zona arancione per la Puglia, che allunga l'agonia di categorie già molto provate da 14 mesi di emergenza globale.
Penso a chi non ha vissuto alcuna differenza tra zona bianca o gialla o arancione o rossa, perché la crisi lo ha divorato ben prima di queste strategie a colori.
Penso a chi ha visto infranto il sogno di un'attività imprenditoriale che muoveva i suoi primi passi e che ha dovuto fermarsi senza accedere nemmeno a ristori di alcun tipo, restando con un mare di debiti da onorare.
Insomma, in questa giornata avrei voluto parlare da primo cittadino di temi come la sicurezza sul lavoro, i diritti dei lavoratori, la lotta al lavoro nero, l'occupazione femminile, la piaga del lavoro minorile.
Invece in questo giorno devo soffermarmi sul lavoro che non c'è, sulle prospettive incerte e sull'incongnita della ripartenza.
Ma non demoralizziamoci, mai. Saremmo sconfitti due volte.
Non abbattiamoci, se pur arrabbiati e affranti per questa condizione.
Diamo spazio alla caparbietà, alla convinzione che stando uniti si possa scorgere segnali di speranza, alimentati anche dalla solidarietà che deve essere, prepotente, il vaccino all'epidemia dell'egoismo.
Le istituzioni tutte si sentano obbligate a fare ciascuna la propria parte per individuare ed escogitare percorsi di ripresa.
La stessa amministrazione comunale da me guidata, si senta impegnata costantemente nella promozione di pratiche virtuose che creino opportunità di lavoro per la sua gente.
La nostra gente.
Questo, con forza, deve essere il nostro impegno in questo difficile tempo.
Lo dobbiamo a quanti hanno perso il loro pane quotidiano, ma non la speranza che il futuro possa essere presto migliore.
Buona festa del popolo, buona festa del lavoro
».


Il comunicato stampa della Cgil Bat
"La provincia di Barletta Andria Trani presenta il più basso livello di sviluppo della Puglia e uno dei più bassi delle province del Mezzogiorno. Una conclusione alla quale si arriva analizzando una serie criticità ma che contiene anche in sé una sfida da cogliere: risalire la china partendo da alcuni di potenziali inespressi di cui questo territorio detiene i primati: l'agroalimentare e turismo per creare anche nuove opportunità occupazione lavoro. Ma bisogna considerare che stiamo vivendo l'epoca, anche a causa del Covid, del lavoro che cambia e delle trasformazioni tecnologiche stanno avendo conseguenze anche sulla qualità stessa del lavoro". La riflessione in occasione del 1° maggio è del segretario generale della Cgil Bat, Biagio D'Alberto, a margine delle commemorazioni che si sono svolte a Bisceglie e ad Andria con gli omaggi alla figura di Giuseppe Di Vittorio davanti ai due monumenti che campeggiano in piazza Vittorio Emanuele II a Bisceglie e davanti alla Camera del lavoro ad Andria. Nella mattinata, inoltre, si è svolto anche un incontro a Barletta davanti alla nuova Camera del lavoro e poi un momento di riflessione in via Roma, il luogo dove il 3 ottobre del 2011 crollò la palazzine e morirono cinque giovani donne. A Trani i vertici della Camera del lavoro hanno deposto un mazzo di fiori sotto la targa in piazza Cesare Battisti ricordando i caduti sul lavoro
"Siamo di fronte ad un nuovo modo di produrre e commercializzare beni e servizi – prosegue D'Alberto - che sta però cambiando le dinamiche del mercato del lavoro e la vita sociale dei lavoratori. Trasformazioni guidate dall'intreccio tra digitalizzazione e innovazione. C'è anche un'altra sfida che è quella della sostenibilità sociale dentro il nuovo sistema economiche che crea nuova ricchezza e maggiore benessere: chi prima riesce a cogliere le opportunità della transizione e il vantaggio offerto delle nuove tecnologie avrà più e chance e così le aziende potranno creare nuovi posti di lavoro. Bisogna capire però come governare questi cambiamenti nel senso che se lasciamo che avvengano in maniera 'spontanea' potranno portare a un peggioramento della situazione occupazionale perché spingere le imprese verso l'innovazione tecnologica e verso la cultura digitale determina inevitabili cambiamenti sulla qualità e sulla quantità del lavoro e quindi sulla vita sociale delle persone. Questi processi non vanno lasciati all'organizzazione individuale delle aziende ma è necessario regolarli con le relazioni sindacali e contrattuali, accordi che salvaguardino le condizioni sociali del lavoratore soprattutto perché in questa fase la creazione delle nuove attività spesso priva gli addetti della copertura previdenziale e della regolamentazione della stessa attività. Nuovi servizi generano nuovi posti di lavori ma anche purtroppo impoverimento degli strumenti di tutela fondamentali, la sfida è salvaguardarli e proteggerli. Ed è l'impegno che prendiamo in questo 1° maggio, in questa festa del lavoro che cambia", conclude il segretario generale della Cgil Bat.
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