InkedAssembramenti davanti alle banche LI
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«Banche e uffici postali: aumentano gli assembramenti ma le commissioni non diminuiscono»

La segnalazione di un cittadino andriese: «I disagi sono aumentati»

Evitare gli assembramenti. E' questa una delle prerogative che il Governo e le istituzioni locali hanno imposto per impedire la diffusione del virus Covid-19: per questa ragione la maggior parte delle attività commerciali è rimasta chiusa per quasi due mesi (e per tanti le serrande resteranno ancora abbassate), lasciando aperti sono i servizi necessari quali alimentari, farmacie, uffici postali e banche. In tanti, però, si sono espressi criticamente circa la "gestione" degli assembramenti: «Nei bar non si può entrare nemmeno uno per volta, invece davanti alle banche e gli uffici postali ci possono essere assembramenti per via del fatto che fanno orari ridotti», ci scrive un cittadino andriese.

Assembramenti per i quali è stato talvolta necessario, nella nostra città, l'intervento delle Forze dell'Ordine per controllare e gestire nel migliore dei modi l'ingente afflusso di persone, in coda davanti agli ingressi delle banche e delle poste per effettuare i consueti pagamenti o riscuotere le pensioni. L'aumento dei cittadini in coda dipende, principalmente, da una riduzione degli orari di lavoro decisa da alcune banche, come ci segnala il nostro lettore evidenziando altresì che i costi delle commissioni sono rimasti invariati: «È più facile multare chi si allontana da casa per più di 200 metri che imporre alle banche di dilatare i tempi di apertura. Peraltro, le banche non ci hanno ridotto i costi delle operazioni ma piuttosto hanno ridotto il personale. Lo stesso discorso vale per gli uffici postali, dove i costi non sono diminuiti ma piuttosto sono aumentati i disagi».
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