
Commento
Vescovo Mansi: "Custodire l'umano"
Messaggio agli operatori del mondo della scuola per l'inizio dell'anno scolastico 2026/27
Andria - martedì 1 settembre 2026
18.30
Carissimi,
Penso sappiate che il 15 maggio scorso il Santo Padre Leone XIV ha reso pubblica la sua prima enciclica del titolo Magnifica humanitas. Si tratta di un testo intenso e molto articolato con cui il Papa offre un giudizio originale sul cambiamento d'epoca che stiamo attraversando, segnato dalla «rivoluzione digitale». L'intelligenza artificiale, che ne è il culmine, sta entrando capillarmente in tutte le sfere della vita delle persone. E dunque anche nel mondo della scuola nel quale voi a vario titolo operate.
Dopo aver richiamato la nostra responsabilità rispetto all'uso, ma anche alla progettazione dell'IA («Non possiamo considerare l'IA moralmente neutra. In realtà, ogni artefatto porta con sé scelte e priorità», MH I 04 ), il Papa pone la questione centrale: che cosa significa custodire l'umano e che cosa non possiamo perdere?
Voi, carissimi, che nel mondo della scuola siete chiamati a "formare" l'umano, prima ancora che a custodirlo, siete fortemente interpellati da questa lettera del Papa. Vi invito, perciò, se non lo avete ancora fatto, a leggerla con attenzione,
Il Papa ci ricorda che le ideologie che fanno da sfondo all'azione di «alcuni centri di potere tecnologico», ossia il transumanesimo e postumanesimo, vedono l'essere umano come una tappa dell'evoluzione che andrà superata. È un modo di pensare che rischia di insinuarsi anche in noi. Nella visione cristiana, ricordiamolo sempre, il limite e la finitudine sono parte costitutiva della natura umana, ed è dentro la fragilità, attraverso di essa, che l'uomo conosce sé stesso e impara ad amare l'altro da sé, aprendosi «al riconoscimento del volto di Dio e dell'altro», e può così «riconoscere la propria e l'altrui dignità come inviolabile» (MH 118-122).
Magnifica humanitas è un'enciclica che invita a stare nella realtà senza bende sugli occhi, con una passione per il destino di ogni essere umano. A cominciare dai vostri alunni. Vorrei sottolineare un aspetto: di fronte a opportunità e rischi dell 'IA, il Papa non invita a posizioni difensive, ma sottolinea l'urgenza di «un'alleanza educativa per l'era digitale». Trovo di grande interesse la seguente affermazione del Papa: «il mondo dell'educazione assume un rilievo decisivo» e in esso la scuola occupa - accanto alla famiglia - un posto centrale. Lo «sviluppo umano integrale» passa infatti inevitabilmente e necessariamente per un'educazione che sia in grado di formare un pensiero critico e creativo e quindi un'autentica capacità di libertà e di responsabilità di fronte ai problemi. E i processi educativi hanno bisogno dei giusti «tempi di maturazione, di confronto con la realtà oltre le apparenze e di un cammino paziente» insieme a «tempo condiviso per apprendere e relazioni affidabili» (MH 139-147).
É questo, pertanto, l'augurio che porgo a voi tutti e a ciascuno, pur nella diversità dei ruoli e delle competenze, mentre vi accingete a dare inizio ad un nuovo anno educativo. Che vi sentiate tutti, con passione e generosità, al servizio della difesa e della preservazione dell'"UMANO", per darci tutti un futuro di speranza.
Buon anno scolastico a tutti.
Andria, 14 settembre 2026.
† Luigi Mansi
Vescovo di Andria
Penso sappiate che il 15 maggio scorso il Santo Padre Leone XIV ha reso pubblica la sua prima enciclica del titolo Magnifica humanitas. Si tratta di un testo intenso e molto articolato con cui il Papa offre un giudizio originale sul cambiamento d'epoca che stiamo attraversando, segnato dalla «rivoluzione digitale». L'intelligenza artificiale, che ne è il culmine, sta entrando capillarmente in tutte le sfere della vita delle persone. E dunque anche nel mondo della scuola nel quale voi a vario titolo operate.
Dopo aver richiamato la nostra responsabilità rispetto all'uso, ma anche alla progettazione dell'IA («Non possiamo considerare l'IA moralmente neutra. In realtà, ogni artefatto porta con sé scelte e priorità», MH I 04 ), il Papa pone la questione centrale: che cosa significa custodire l'umano e che cosa non possiamo perdere?
Voi, carissimi, che nel mondo della scuola siete chiamati a "formare" l'umano, prima ancora che a custodirlo, siete fortemente interpellati da questa lettera del Papa. Vi invito, perciò, se non lo avete ancora fatto, a leggerla con attenzione,
Il Papa ci ricorda che le ideologie che fanno da sfondo all'azione di «alcuni centri di potere tecnologico», ossia il transumanesimo e postumanesimo, vedono l'essere umano come una tappa dell'evoluzione che andrà superata. È un modo di pensare che rischia di insinuarsi anche in noi. Nella visione cristiana, ricordiamolo sempre, il limite e la finitudine sono parte costitutiva della natura umana, ed è dentro la fragilità, attraverso di essa, che l'uomo conosce sé stesso e impara ad amare l'altro da sé, aprendosi «al riconoscimento del volto di Dio e dell'altro», e può così «riconoscere la propria e l'altrui dignità come inviolabile» (MH 118-122).
Magnifica humanitas è un'enciclica che invita a stare nella realtà senza bende sugli occhi, con una passione per il destino di ogni essere umano. A cominciare dai vostri alunni. Vorrei sottolineare un aspetto: di fronte a opportunità e rischi dell 'IA, il Papa non invita a posizioni difensive, ma sottolinea l'urgenza di «un'alleanza educativa per l'era digitale». Trovo di grande interesse la seguente affermazione del Papa: «il mondo dell'educazione assume un rilievo decisivo» e in esso la scuola occupa - accanto alla famiglia - un posto centrale. Lo «sviluppo umano integrale» passa infatti inevitabilmente e necessariamente per un'educazione che sia in grado di formare un pensiero critico e creativo e quindi un'autentica capacità di libertà e di responsabilità di fronte ai problemi. E i processi educativi hanno bisogno dei giusti «tempi di maturazione, di confronto con la realtà oltre le apparenze e di un cammino paziente» insieme a «tempo condiviso per apprendere e relazioni affidabili» (MH 139-147).
É questo, pertanto, l'augurio che porgo a voi tutti e a ciascuno, pur nella diversità dei ruoli e delle competenze, mentre vi accingete a dare inizio ad un nuovo anno educativo. Che vi sentiate tutti, con passione e generosità, al servizio della difesa e della preservazione dell'"UMANO", per darci tutti un futuro di speranza.
Buon anno scolastico a tutti.
Andria, 14 settembre 2026.
† Luigi Mansi
Vescovo di Andria


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