
Cronaca
Morte di Vincenzo Dibenedetto, cinque indagati, tra cui un andriese
Lunedì avverrà l’autopsia. La procura di Trani indaga per omicidio colposo e violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro
BAT - sabato 12 settembre 2026
18.00
Sono cinque le persone iscritte nel registro degli indagati nell'inchiesta sulla morte di Vincenzo Dibenedetto, il 34enne barlettano precipitato da un cestello giovedì mattina mentre lavorava nell'oleificio di famiglia, su via Foggia, a Barletta.
La Procura di Trani ipotizza, a vario titolo, il concorso in omicidio colposo e la violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Tra gli indagati figurano due parenti della vittima, proprietari dello stabilimento, e un imprenditore di 61 anni di Andria, titolare della ditta incaricata di alcuni lavori su uno dei silos. Secondo quanto ricostruito finora, Dibenedetto si trovava su un mezzo di quest'ultima impresa quando è caduto. Le cause restano da accertare.
I due familiari sono assistiti dall'avvocato Giuseppe Spina, mentre l'imprenditore è difeso dagli avvocati Riccardo D'Avanzo e Saverio Santangelo. Le iscrizioni sono riportate come un atto dovuto nell'ambito degli accertamenti e non costituiscono un'attribuzione di responsabilità. L'autopsia è prevista per lunedì 14 settembre nell'Istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari. L'esame rappresenterà un ulteriore passaggio nell'inchiesta, affidata ai carabinieri e ai tecnici dello Spesal della Asl Bat. L'area dell'incidente e il cestello sono stati sequestrati. Soccorso dal 118, Dibenedetto era stato inizialmente trasportato al Dimiccoli di Barletta e poi trasferito in condizioni critiche al Bonomo di Andria. Nonostante l'intervento chirurgico, è morto alle 23 di giovedì nel reparto di Rianimazione.
La Procura di Trani ipotizza, a vario titolo, il concorso in omicidio colposo e la violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Tra gli indagati figurano due parenti della vittima, proprietari dello stabilimento, e un imprenditore di 61 anni di Andria, titolare della ditta incaricata di alcuni lavori su uno dei silos. Secondo quanto ricostruito finora, Dibenedetto si trovava su un mezzo di quest'ultima impresa quando è caduto. Le cause restano da accertare.
I due familiari sono assistiti dall'avvocato Giuseppe Spina, mentre l'imprenditore è difeso dagli avvocati Riccardo D'Avanzo e Saverio Santangelo. Le iscrizioni sono riportate come un atto dovuto nell'ambito degli accertamenti e non costituiscono un'attribuzione di responsabilità. L'autopsia è prevista per lunedì 14 settembre nell'Istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari. L'esame rappresenterà un ulteriore passaggio nell'inchiesta, affidata ai carabinieri e ai tecnici dello Spesal della Asl Bat. L'area dell'incidente e il cestello sono stati sequestrati. Soccorso dal 118, Dibenedetto era stato inizialmente trasportato al Dimiccoli di Barletta e poi trasferito in condizioni critiche al Bonomo di Andria. Nonostante l'intervento chirurgico, è morto alle 23 di giovedì nel reparto di Rianimazione.


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