Franco Napoletano
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Politica

Scomparsa di Franco Napoletano. Il cordoglio della Sindaca Giovanna Bruno

«Va via una bella persona; resta il ricordo vivo di un piccolo tratto di strada vissuto insieme»

«All'avv. Napoletano mi ha legato il rapporto di colleganza quando, giovane avvocata, l'ho incrociato nello svolgimento sempre rigoroso della professione forense. E poi la grande passione politica, che viveva anche attraverso il suo dispensare consigli ma con discrezione, il suo esprimere posizioni con forza e determinazione, il suo desiderio di vedere una provincia come la nostra crescere all'unisono. Va via una bella persona; resta il ricordo vivo di un piccolo tratto di strada vissuto insieme».
E' la nota di cordoglio della Sindaca di Andria, avv. Giovanna Bruno, alla notizia della scomparsa prematura dell'avv. Franco Napoletano, già Sindaco di Bisceglie.

Franco Napoletano, il Sindaco che ha disegnato la Bisceglie del 2000 e non ha mai smesso di scegliere. Dieci anni alla guida della città, 1996-2006: la stagione delle grandi trasformazioni, del dialogo mediterraneo e della coerenza politica
Con la scomparsa di Franco Napoletano, Bisceglie perde non solo un ex sindaco, ma uno degli amministratori che più hanno inciso sull'identità urbanistica, economica e sociale della città negli ultimi 30 anni. Eletto per la prima volta nel 1996 e riconfermato nel 2001, Napoletano ha interpretato il ruolo di sindaco in una fase storica di passaggio: dalla "città del commercio" degli anni '80 alla necessità di ripensare Bisceglie come polo turistico, culturale e di servizi. Il suo tratto distintivo è stato coniugare la visione strategica con il pragmatismo amministrativo. Non annunci, ma cantieri. Non slogan, ma varianti urbanistiche approvate. Sotto le sue due consiliature Bisceglie cambia volto:
• Porto turistico: intuisce prima di altri che il mare è economia. Sblocca l'iter e avvia la concessione che porterà alla realizzazione del Marina, oggi motore di turismo e nautica.
• Waterfront e riqualificazione costiera: dal Pantano al Macello, ridisegna il rapporto città-mare. La Litoranea di Ponente e la passeggiata diventano il nuovo salotto urbano.
• Piano Urbanistico Generale: dopo decenni di attesa, Bisceglie si dota del PUG. Uno strumento che programma sviluppo e tutela, e che ancora oggi regola la crescita della città.
• Politiche sociali e cultura: potenziamento dei servizi alla persona, nascita di contenitori culturali, attenzione al centro storico con i primi piani di recupero. Napoletano è stato tra i primi sindaci pugliesi a leggere il ruolo delle città costiere dentro uno scenario mediterraneo. Credeva in una Bisceglie "ponte tra le sponde", non chiusa nel localismo. Da qui la sua grande apertura verso i popoli del Mediterraneo e la *lungimiranza nel promuovere forme di gemellaggio e cooperazione con paesi della Palestina. In anni difficili, lavorò per tenere vivi canali di dialogo istituzionale e culturale, convinto che la pace si costruisse anche dal basso, dalle relazioni tra comunità locali. Napoletano apparteneva a quella generazione di sindaci della Sinistra pugliese, primo sindaco eletto nella Rifondazione Comunista all'epoca appena costituitasi, precursore di quella Primavera Pugliese di cui incarnava i valori di: forte radicamento territoriale e dialogo con le categorie. Governava cercando maggioranze ampie sui temi della città. Sapeva mediare, ma anche decidere. Credeva nel primato dell'Amministrazione sulla propaganda. L'ultima scelta: la coerenza fino alla fine. E non ha mai smesso di interrogarsi sul senso dell'impegno politico.
Il decennio 1996-2006 è oggi letto come la "stagione delle grandi opere" di Bisceglie. Ma lascia anche un'eredità immateriale: l'idea che una città possa avere una politica estera, che amministrare significhi scegliere da che parte stare. Ha insegnato che la competenza non esclude i valori, e che un sindaco è prima di tutto un cittadino che si prende responsabilità. Bisceglie gli deve l'ingresso nel nuovo millennio da protagonista.
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