Benedetto Miscioscia
Benedetto Miscioscia
Commento

Salubrità dell'acqua, Miscioscia: «Acquedotto e autorità sanitaria garantiscano i livelli di sicurezza»

Il Presidente del Laboratorio Verde Fareambiente di Andria interviene sul tavolo tecnico richiesto sui dati rilevati di PFAS

«Più che chiedere la convocazione di un Tavolo Tecnico Permanente come proposto dall'assessore all'ambiente del Comune di Andria, la questione da sollevare è come mai solo nel campione di acqua prelevato da una delle fontane pubbliche di Andria, su 13 campioni eseguiti in tutta la Puglia, è stata riscontrata la quantità più alta di PFAS pari a 17 ng/lt. di Pfas? Da qui dovremmo partire considerato che solo in sette campioni si rilevano tracce di PFAS. Premettiamo che l'utilizzo di queste sostanze chimiche (perfluoroalchiliche che includono gli acidi perfluoroacrilici), avviene in campo industriale da oltre 70 anni e si trovano dappertutto: dalle pentole antiaderenti, agli indumenti compreso i camici chirurgici, agli articoli medicali per impianti e protesi mediche e alle scarpe impermeabili fino ad alcuni imballaggi alimentari, pesticidi e ora anche nelle acque del rubinetto, come riscontrato da Greenpeace Italia nell'ambito dell'indagine indipendente "Acque Senza Veleni" effettuata su campioni di acqua potabile di diverse regioni da nord a sud dell'Italia. La loro presenza è innegabile e merita certamente un doverosa attenzione sul loro utilizzo da parte delle autorità di governo ed in particolare di quella sanitaria. Premesso che al nord, in diverse regioni, i valori di PFAS rilevati nell'acqua sono ancora più preoccupanti rispetto a quelli rilevati nelle regioni meridionali compresa la Puglia, mi domando a cosa possa servire l'istituzione di un Tavolo Tecnico permanente a livello regionale quando il problema è a monte».

«Anche per questo andrebbero chieste spiegazioni all'ente gestore della rete pubblica di distribuzione idrica -prosegue Miscioscia- circa l'efficienza degli impianti di potabilizzazione e, conseguentemente, maggiori controlli da parte dell' autorità sanitaria preposta a monitorare e verificare la presenza di PFAS nella rete pubblica dell'acquedotto. Ora, al di là dei dati diffusi da Greepeace che pure andrebbero certificati e avallati dalle autorità preposte, non dobbiamo dimenticare che è in capo agli enti gestori degli impianti di potabilizzazione e distribuzione dell'acqua potabile e all'autorità sanitaria la responsabilità di monitorare costantemente la qualità dell'acqua e la sua salubrità e di mettere in atto tutte le misure adeguate per migliorarne la capacità di potabilizzazione puntando ad efficientare e/o a potenziare i sistemi di filtraggio. La questione della presenza dei PFAS nell'acqua, peraltro, è all'attenzione di diversi paesi oltre che del nostro. Infatti, recentemente uno studio svolto anche negli Stati Uniti ha rivelato che il 45% delle sue acque risultano contaminate, mentre in Francia una ricerca pubblicata da parte di un'associazione di consumatori il 23 gennaio, ha rivelato la presenza diffusa e capillare di PFAS su campioni di acqua prelevati in 30 diverse città anche se i livelli rientrano nei parametri stabiliti dall'EFSA, l'Autorità Europea per la sicurezza alimentare. Allo stato dobbiamo ricordare che in Italia non ci sono per il momento dati ufficiali sui livelli di PFAS presenti nelle nostre acque. Dati che, per quanto è dato a sapere, sarebbero di prossima pubblicazione da parte del Sistema An.Te.A., ovvero l'Anagrafe Territoriale dinamica delle Acque potabili. Rimane il fatto, e su questo dobbiamo riflettere, che i parametri che entreranno in vigore dal gennaio 2026 stabiliti dalla direttiva europea prevedono nell'acqua di rubinetto una presenza di PFAS fino ad un massimo di 100 nanogrammi per litro e il Decreto 18/2023 stabilisce che le autorità sanitarie e i gestori delle reti pubbliche dovranno, entro il 12 gennaio 2026, rispettare i nuovi parametri».

«Quindi non comprendo a cosa dovrebbe portare l'istituzione di un Tavolo Tecnico permanente, atteso che il direttore del reparto di Igiene delle Acque interne dell'Istituto Superiore di Sanità evidenziando che è praticamente impossibile eliminare gli PFAS dall'ambiente senza un controllo sulla circolazione e lo smaltimento di tali sostanze, ha confermato che l'Istituto di Sanità Superiore sta lavorando per adottare limiti ancora più stringenti rispetto a quelli stabiliti dalla direttiva europea, tra cui l'adozione a livello nazionale di un limite massimo di 20 nanogrammi per litro per gli PFAS più pericolosi. Se volessimo infine fare un'analisi dei dati pubblicati relativi ai 13 campioni prelevati nella nostra Regione di cui 7 risultati con tracce di PFAS compreso quello prelevato dalla fontana pubblica di Andria, non potremmo fare a meno di chiederci da quale rete dell'acquedotto e da quale impianto di potabilizzazione proviene la nostra acqua rispetto alle altre fontane campionate? Già questo dato dovrebbe indurci ad avviare una riflessione circa l'attendibilità dei campioni di acqua prelevati non fosse altro che per comprendere se tali valori sono uguali o difformi da quelli riscontrabili nell'acqua all'uscita dell'impianto di potabilizzazione prima di essere immessa nella rete di distribuzione dell'acquedotto. Questo sarebbe, piuttosto, l'approfondimento da richiedere, utile per chiarire e tranquillizzare tutti i cittadini pugliesi. Altro che tavolo tecnico permanente».

E' l'analisi del Presidente del Laboratorio Verde di Fareambiente di Andria, Benedetto Miscioscia.
Elezioni Amministrative 2026
Candidati Sindaco
Candidati Consigliere
  • Comune di Andria
  • Sanità
  • regione puglia
  • acquedotto pugliese
  • benedetto miscioscia
  • fareambiente movimento ecologista europeo
Altri contenuti a tema
Piani sperimentali di recupero liste d’attesa: ridotti i tempi di erogazione delle prestazioni U e B del 2026 Piani sperimentali di recupero liste d’attesa: ridotti i tempi di erogazione delle prestazioni U e B del 2026 Alla decima settimana di monitoraggio sono 135.612 le persone contattate, 123.001 per visite ed esami e 12.611 per ricoveri ospedalieri
Ecotrail di Castel del Monte, domenica 19 aprile la sfida Ecotrail di Castel del Monte, domenica 19 aprile la sfida Partenza e arrivo all’Agriturismo Masseria "Sei Carri" in Contrada Finizio, con lo start che verrà dato alle ore 9:30
Andria, restituito alla città il Centro Risorse "Aldo Moro": Studenti protagonisti della rinascita Andria, restituito alla città il Centro Risorse "Aldo Moro": Studenti protagonisti della rinascita La struttura è affidata in gestione all’ITT “Onofrio Jannuzzi” fino al 2030 attraverso apposita convenzione con il Comune
Vino, Coldiretti Puglia: oltre 18mila ettari bio trainano il settore. Servono certezze sul rame Vino, Coldiretti Puglia: oltre 18mila ettari bio trainano il settore. Servono certezze sul rame Un dato che conferma la forte crescita del comparto e la transizione verso modelli produttivi sempre più sostenibili
«Dietro le porte chiuse» per dire “no” alla violenza di genere e analizzare la rete di intervento «Dietro le porte chiuse» per dire “no” alla violenza di genere e analizzare la rete di intervento Evento organizzato dal Circolo della Sanità di Andria con il coinvolgimento di CAV, medici e legali
La Puglia accelera sull’assistenza domiciliare: 112 mila assistiti nel 2025, quintuplicato il dato del 2019 e superato il target PNRR La Puglia accelera sull’assistenza domiciliare: 112 mila assistiti nel 2025, quintuplicato il dato del 2019 e superato il target PNRR I risultati certificati da AGENAS descrivono una crescita strutturale e costante che pone la Puglia all'avanguardia nella presa in carico degli over 65
Ad Andria il meeting "La Carta dei Diritti delle Persone con Autismo. Principi, Valori e Prospettive" Ad Andria il meeting "La Carta dei Diritti delle Persone con Autismo. Principi, Valori e Prospettive" In programma venerdì 17 aprile 2026 alle ore 18:30, in via San Francesco
Centro Zenith: testimoni di Pace da 27 anni Centro Zenith: testimoni di Pace da 27 anni Da Roma, un riconoscimento che premia «una vita intera spesa a credere in qualcosa che spesso il mondo sembra voler dimenticare»
© 2001-2026 AndriaViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica telematica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
AndriaViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.