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Vita di città
Rete nazionale degli istituti tecnici: "Sospendete la riforma o blocchiamo tutto". Sciopero il 7 maggio
La riforma prevede il taglio alle discipline umanistiche e scientifiche
Andria - lunedì 4 maggio 2026
16.30
Il 7 maggio gli istituti tecnici di tutta Italia si fermano. Lo sciopero – indetto da Flc Cgil, Cobas Scuola, Usb Pubblico Impiego e Cub Sur – contro il riordino dei percorsi quinquennali è stato promosso dalla Rete Nazionale degli Istituti Tecnici, una realtà auto-organizzata, nata in poche settimane dall'indignazione di moltissime realtà italiane per una riforma imposta senza confronto e ormai ramificata in decine di città capoluogo.
Il provvedimento, che prevede il riordino e la modifica dei quadri orari degli istituti tecnici, è stato approvato a iscrizioni già concluse: le famiglie hanno scelto una scuola che da settembre non esisterà più. I Collegi Docenti, quando sono stati convocati – perché alcuni presidi hanno agito monocraticamente – hanno dovuto procedere d'urgenza, deliberando senza Linee Guida rispetto alle nuove discipline e con il parere contrario del CSPI. La riforma prevede il taglio alle discipline umanistiche e scientifiche, la Formazione scuola-lavoro anticipata a 15 anni, l'imposizione della didattica per competenze condotta da esperti aziendali senza alcuna formazione pedagogica, lo smantellamento del biennio comune e titoli di studio non più comparabili tra i vari istituti del medesimo indirizzo. Di fatto, l'istruzione tecnica diventa sempre più asservita alle esigenze delle imprese locali, si fa ancora più classista e si impoverisce: sarà un'istruzione superficiale per i figli delle classi popolari, cessando il suo ruolo storico di ascensore sociale. Se il governo non sospenderà l'entrata in vigore del riordino, la Rete annuncia già ulteriori forme di protesta, del tutto conseguenti al disprezzo mostrato dai decisori politici: si va dal rifiuto collettivo di adottare i libri di testo per le future prime classi (in molte scuole sta già avvenendo!) alle dimissioni di massa dagli incarichi funzionali (vicepresidi, coordinatori, funzioni strumentali). Non si escludono azioni eclatanti in vista delle attività di fine anno come scrutini ed Esame di Maturità. "O si sospende la riforma, o il prossimo anno scolastico non partirà regolarmente", annunciano i portavoce locali della Rete. Intanto, stanno nascendo anche comitati di genitori: molte famiglie, informate dalla Rete, hanno scoperto che i propri figli frequenteranno percorsi diversi da quelli scelti e valutano ricorsi legali per violazione della trasparenza amministrativa. Nella giornata del 7 maggio vi saranno manifestazioni in oltre trenta piazze italiane contro le politiche scolastiche del governo. Anche le organizzazioni studentesche saranno al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori degli istituti tecnici: denunciano che i soldi per le spese militari si trovano sempre, mentre per la scuola si taglia. Un paradosso che diventa ancora più clamoroso mentre in Europa si varano piani di riarmo e si reintroduce la leva obbligatoria. Meloni e Valditara hanno ancora una possibilità: sospendano il provvedimento di riordino dei tecnici e convochino il mondo della scuola per un coinvolgimento democratico immediato. Visto che la riforma è agganciata al PNRR, trattino con l'Europa una moratoria per la sua applicazione. Altrimenti, a partire dal 7 maggio, la protesta li travolgerà.
La nota è della Rete Nazionale Istituti Tecnici.
Elenco delle iniziative locali (in aggiornamento)
- Bari ore 9 Via Castromediano 123 e ore 9 Piazza Umberto I
- Barletta ore 9 Piazza della Prefettura
- Brindisi ore 9.30 Piazza Crispi
- San Severo (FG) ore 9 Piazza dell'Incoronazione
-Lecce ore 9 Porta Napoli
Il provvedimento, che prevede il riordino e la modifica dei quadri orari degli istituti tecnici, è stato approvato a iscrizioni già concluse: le famiglie hanno scelto una scuola che da settembre non esisterà più. I Collegi Docenti, quando sono stati convocati – perché alcuni presidi hanno agito monocraticamente – hanno dovuto procedere d'urgenza, deliberando senza Linee Guida rispetto alle nuove discipline e con il parere contrario del CSPI. La riforma prevede il taglio alle discipline umanistiche e scientifiche, la Formazione scuola-lavoro anticipata a 15 anni, l'imposizione della didattica per competenze condotta da esperti aziendali senza alcuna formazione pedagogica, lo smantellamento del biennio comune e titoli di studio non più comparabili tra i vari istituti del medesimo indirizzo. Di fatto, l'istruzione tecnica diventa sempre più asservita alle esigenze delle imprese locali, si fa ancora più classista e si impoverisce: sarà un'istruzione superficiale per i figli delle classi popolari, cessando il suo ruolo storico di ascensore sociale. Se il governo non sospenderà l'entrata in vigore del riordino, la Rete annuncia già ulteriori forme di protesta, del tutto conseguenti al disprezzo mostrato dai decisori politici: si va dal rifiuto collettivo di adottare i libri di testo per le future prime classi (in molte scuole sta già avvenendo!) alle dimissioni di massa dagli incarichi funzionali (vicepresidi, coordinatori, funzioni strumentali). Non si escludono azioni eclatanti in vista delle attività di fine anno come scrutini ed Esame di Maturità. "O si sospende la riforma, o il prossimo anno scolastico non partirà regolarmente", annunciano i portavoce locali della Rete. Intanto, stanno nascendo anche comitati di genitori: molte famiglie, informate dalla Rete, hanno scoperto che i propri figli frequenteranno percorsi diversi da quelli scelti e valutano ricorsi legali per violazione della trasparenza amministrativa. Nella giornata del 7 maggio vi saranno manifestazioni in oltre trenta piazze italiane contro le politiche scolastiche del governo. Anche le organizzazioni studentesche saranno al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori degli istituti tecnici: denunciano che i soldi per le spese militari si trovano sempre, mentre per la scuola si taglia. Un paradosso che diventa ancora più clamoroso mentre in Europa si varano piani di riarmo e si reintroduce la leva obbligatoria. Meloni e Valditara hanno ancora una possibilità: sospendano il provvedimento di riordino dei tecnici e convochino il mondo della scuola per un coinvolgimento democratico immediato. Visto che la riforma è agganciata al PNRR, trattino con l'Europa una moratoria per la sua applicazione. Altrimenti, a partire dal 7 maggio, la protesta li travolgerà.
La nota è della Rete Nazionale Istituti Tecnici.
Elenco delle iniziative locali (in aggiornamento)
- Bari ore 9 Via Castromediano 123 e ore 9 Piazza Umberto I
- Barletta ore 9 Piazza della Prefettura
- Brindisi ore 9.30 Piazza Crispi
- San Severo (FG) ore 9 Piazza dell'Incoronazione
-Lecce ore 9 Porta Napoli
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