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Attualità
Premio “L’Isola che non c’è per la Pace” alla Sindaca di Andria Giovanna Bruno
Tra i premiati anche i bambini di Gaza, ai quali l’associazione ha dedicato l’ottava edizione del Premio
Andria - giovedì 27 agosto 2026
18.16
La Sindaca di Andria Giovanna Bruno è tra le personalità insignite del Premio "L'Isola che non c'è per la Pace 2026", riconoscimento promosso dall'omonima associazione culturale di Latiano, impegnata da oltre quindici anni nella diffusione di una cultura della pace, del dialogo e della non violenza.
La cerimonia di consegna del Premio si terrà il prossimo 6 settembre 2026 all'Hotel Nicolaus di Bari. Insieme alla Sindaca di Andria saranno premiate personalità del mondo istituzionale, accademico, scientifico e sociale che, nei diversi ambiti di attività, si sono particolarmente distinte per il proprio impegno e per il contributo offerto alla comunità.
Il Comitato scientifico del premio ha individuato quest'anno le seguenti personalità: Maria Antonietta Aiello, Rettrice dell'Università del Salento; Mattia Gentile, medico genetista e direttore dell'Unità di Genetica Medica dell'Ospedale Di Venere di Bari; Enrico Giovannini, economista, già ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e direttore scientifico dell'ASviS; Giorgio Marrapodi, Ambasciatore e Capo della Rappresentanza Permanente d'Italia presso le Nazioni Unite a New York; Francesco Russo, già Prefetto di Bari; Suor Ana Marija Kesten, già Madre Provinciale dell'Ordine del Bambino Gesù di Sarajevo.
Ma il riconoscimento assume quest'anno un significato particolarmente forte perché l'Associazione, come ricorda il suo Presidente Franco Giuliano, «ha scelto di conferire l'ottava edizione del Premio "L'Isola che non c'è per la Pace" ai bambini e agli adolescenti di Gaza, rappresentati dagli autori dei disegni custoditi ed esposti nel "Museo della Pace". Le opere, inviate da Padre Gabriel Romanelli, parroco della chiesa della Sacra Famiglia a Gaza City, raccontano attraverso gli occhi dei più giovani il dramma della guerra, ma anche la capacità di continuare a coltivare speranza, resilienza e desiderio di pace e di futuro.
I disegni, già presentati nel foyer del Teatro Petruzzelli di Bari, saranno inoltre protagonisti di una mostra itinerante destinata a raggiungere scuole, istituzioni e comunità, con l'obiettivo di diffondere un messaggio universale di dialogo e convivenza.
Il riconoscimento ai bambini di Gaza si pone in continuità con la candidatura al Premio Nobel per la Pace 2026 promossa dalla stessa associazione, che ha manifestato l'intenzione di riproporre l'iniziativa anche per il 2027.
«I bambini di Gaza – spiega ancora Giuliano – sono il simbolo di un'infanzia profondamente segnata dalla guerra ma ancora capace di immaginare la riconciliazione e un futuro di pace».
Una petizione che è stata raccolta anche dal quotidiano Avvenire con l'intervento del prof. Eugenio Mazzarella, e che nel giro di pochi giorni ha ottenuto migliaia di adesioni, tra cui la Sindaca Bruno.
«Ricevere questo riconoscimento rappresenta per me un motivo di grande emozione e, soprattutto, una responsabilità – dichiara la Sindaca Giovanna Bruno –. Lo accolgo come Sindaca di una comunità che crede nei valori della pace, del dialogo e della solidarietà. Il fatto che quest'anno il Premio abbia scelto di dare un volto e una voce ai bambini e agli adolescenti di Gaza rende questo riconoscimento ancora più significativo. Un bambino che disegna la pace mentre intorno a sé vive la guerra ci ricorda che la pace non è un'idea astratta, ma un diritto. E che la responsabilità di proteggerla appartiene a tutti noi, partendo dalle nostre Città che tante volte vivono guerre nelle relazioni, nei contenuti e nei rapporti. La pace è un esercizio continuo, che ci impegna tutti. È un dovere cui siamo tenuti, per noi e per gli altri. Mi onora questo riconoscimento, mi onora enormemente».
L'Associazione "L'Isola che non c'è" ha istituito il Premio per esprimere la propria gratitudine a personalità nazionali e internazionali che, nei diversi ambiti della vita culturale, istituzionale, sociale e professionale, si siano distinte per impegno, competenza e contributo alla crescita della comunità.
Il premio consiste in un'opera originale in ceramica realizzata e donata dall'artista Cosimo Giuliano, già autore di opere realizzate in occasione delle missioni di pace dell'associazione a Kiev, Mosca e Gerusalemme.
La cerimonia di consegna del Premio si terrà il prossimo 6 settembre 2026 all'Hotel Nicolaus di Bari. Insieme alla Sindaca di Andria saranno premiate personalità del mondo istituzionale, accademico, scientifico e sociale che, nei diversi ambiti di attività, si sono particolarmente distinte per il proprio impegno e per il contributo offerto alla comunità.
Il Comitato scientifico del premio ha individuato quest'anno le seguenti personalità: Maria Antonietta Aiello, Rettrice dell'Università del Salento; Mattia Gentile, medico genetista e direttore dell'Unità di Genetica Medica dell'Ospedale Di Venere di Bari; Enrico Giovannini, economista, già ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e direttore scientifico dell'ASviS; Giorgio Marrapodi, Ambasciatore e Capo della Rappresentanza Permanente d'Italia presso le Nazioni Unite a New York; Francesco Russo, già Prefetto di Bari; Suor Ana Marija Kesten, già Madre Provinciale dell'Ordine del Bambino Gesù di Sarajevo.
Ma il riconoscimento assume quest'anno un significato particolarmente forte perché l'Associazione, come ricorda il suo Presidente Franco Giuliano, «ha scelto di conferire l'ottava edizione del Premio "L'Isola che non c'è per la Pace" ai bambini e agli adolescenti di Gaza, rappresentati dagli autori dei disegni custoditi ed esposti nel "Museo della Pace". Le opere, inviate da Padre Gabriel Romanelli, parroco della chiesa della Sacra Famiglia a Gaza City, raccontano attraverso gli occhi dei più giovani il dramma della guerra, ma anche la capacità di continuare a coltivare speranza, resilienza e desiderio di pace e di futuro.
I disegni, già presentati nel foyer del Teatro Petruzzelli di Bari, saranno inoltre protagonisti di una mostra itinerante destinata a raggiungere scuole, istituzioni e comunità, con l'obiettivo di diffondere un messaggio universale di dialogo e convivenza.
Il riconoscimento ai bambini di Gaza si pone in continuità con la candidatura al Premio Nobel per la Pace 2026 promossa dalla stessa associazione, che ha manifestato l'intenzione di riproporre l'iniziativa anche per il 2027.
«I bambini di Gaza – spiega ancora Giuliano – sono il simbolo di un'infanzia profondamente segnata dalla guerra ma ancora capace di immaginare la riconciliazione e un futuro di pace».
Una petizione che è stata raccolta anche dal quotidiano Avvenire con l'intervento del prof. Eugenio Mazzarella, e che nel giro di pochi giorni ha ottenuto migliaia di adesioni, tra cui la Sindaca Bruno.
«Ricevere questo riconoscimento rappresenta per me un motivo di grande emozione e, soprattutto, una responsabilità – dichiara la Sindaca Giovanna Bruno –. Lo accolgo come Sindaca di una comunità che crede nei valori della pace, del dialogo e della solidarietà. Il fatto che quest'anno il Premio abbia scelto di dare un volto e una voce ai bambini e agli adolescenti di Gaza rende questo riconoscimento ancora più significativo. Un bambino che disegna la pace mentre intorno a sé vive la guerra ci ricorda che la pace non è un'idea astratta, ma un diritto. E che la responsabilità di proteggerla appartiene a tutti noi, partendo dalle nostre Città che tante volte vivono guerre nelle relazioni, nei contenuti e nei rapporti. La pace è un esercizio continuo, che ci impegna tutti. È un dovere cui siamo tenuti, per noi e per gli altri. Mi onora questo riconoscimento, mi onora enormemente».
L'Associazione "L'Isola che non c'è" ha istituito il Premio per esprimere la propria gratitudine a personalità nazionali e internazionali che, nei diversi ambiti della vita culturale, istituzionale, sociale e professionale, si siano distinte per impegno, competenza e contributo alla crescita della comunità.
Il premio consiste in un'opera originale in ceramica realizzata e donata dall'artista Cosimo Giuliano, già autore di opere realizzate in occasione delle missioni di pace dell'associazione a Kiev, Mosca e Gerusalemme.



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