
Vita di città
Coldiretti, l'Alta Murgia brucia ancora: quasi 8 mila ettari in fumo
Bari l a provincia più colpita seguita da Foggia e Bat
Andria - giovedì 27 agosto 2026
Sono 7.879 gli ettari di boschi, macchia mediterranea, pascoli e terreni agricoli percorsi dal fuoco in Puglia dal 1° giugno al 22 agosto 2026, con una vera e propria impennata dei roghi a luglio e un bilancio già pesantissimo anche nelle prime tre settimane di agosto. È quanto emerge dall'analisi di Coldiretti Puglia sui dati EFFIS di Copernicus, il sistema europeo di monitoraggio degli incendi, secondo cui nel periodo considerato sono stati rilevati 89 eventi sul territorio regionale. A confermare la gravità della situazione è anche il vasto incendio che sta ancora interessando l'area dell'Alta Murgia, tra il bosco della zona Serraficaia e Garagnone, partito dalla zona della Polveriera di Poggiorsini e poi estesosi verso Spinazzola e Gravina. Le fiamme sono ancora attive e sul fronte sono impegnati Canadair che effettuano anche rifornimenti d'acqua dalla diga del Locone.
Il mese più nero è stato luglio, con 4.218 ettari percorsi dalle fiamme in 41 eventi, pari al 53,5% dell'intera superficie interessata dagli incendi nei quasi tre mesi analizzati. A giugno erano stati rilevati 954 ettari in 21 eventi, mentre ad agosto, con dati aggiornati al 22 del mese, sono già 2.707 gli ettari interessati da 27 eventi, quasi tre volte la superficie registrata nell'intero mese di giugno. A pagare il conto più salato è la provincia di Bari con 2.645 ettari, pari al 33,6% del totale regionale, di cui ben 1.855 ettari nel solo mese di luglio. Segue Foggia con 2.341 ettari, dove la situazione si è aggravata soprattutto ad agosto, con 1.069 ettari già percorsi dalle fiamme, dopo i 541 di giugno e i 731 di luglio.
Pesantissimo anche il bilancio nella BAT con 1.655 ettari, passati dai 59 di giugno ai 905 di luglio, ai quali se ne sono aggiunti altri 691 ad agosto. In provincia di Taranto risultano complessivamente 672 ettari, di cui 181 a giugno, 297 a luglio e 194 ad agosto, mentre a Lecce sono 542 gli ettari rilevati, concentrati tra giugno (112) e soprattutto luglio (430). Chiude Brindisi con 24 ettari. Bari, Foggia e BAT concentrano da sole 6.641 ettari, oltre l'84% dell'intera superficie percorsa dal fuoco rilevata in Puglia nel periodo considerato – DENUNCIA Coldiretti Puglia - un dato che restituisce la dimensione dell'emergenza in alcune delle aree agricole e rurali più importanti della regione.
A rendere ancora più allarmante la situazione è il combinato disposto tra temperature elevate, prolungata assenza di piogge, vegetazione secca e vento, condizioni che trasformano rapidamente un focolaio in un fronte di fuoco difficile da contenere e favoriscono – insiste Coldiretti Puglia - anche l'azione criminale di chi appicca volontariamente le fiamme. Una quota rilevante degli incendi ha infatti origine dolosa, rendendo necessario rafforzare la prevenzione e intensificare i controlli sul territorio.
Dietro alcuni roghi possono nascondersi anche interessi speculativi legati al futuro utilizzo delle aree interessate dal fuoco, fenomeni sui quali – afferma Coldiretti Puglia - occorre mantenere altissima l'attenzione e garantire controlli rigorosi, insieme alla piena applicazione delle norme poste a tutela dei terreni percorsi dagli incendi.
Il danno, infatti, non si esaurisce con lo spegnimento delle fiamme, perché oltre alle coltivazioni e al patrimonio boschivo vengono compromessi – aggiunge Coldiretti Puglia - habitat naturali, biodiversità, attività agricole e forestali, paesaggio e turismo rurale, mentre un terreno privato della vegetazione perde parte della propria capacità di trattenere l'acqua, aumentando l'esposizione a erosione, frane e alluvioni. Per ricostituire un bosco devastato dalle fiamme possono essere necessari fino a quindici anni, mentre le conseguenze economiche e ambientali possono protrarsi molto più a lungo.
Accanto all'azione dei piromani pesano anche l'incuria e i comportamenti irresponsabili. La mancata manutenzione del sottobosco, l'accumulo di vegetazione secca e l'abbandono delle aree rurali aumentano in modo esponenziale il rischio di propagazione delle fiamme, soprattutto nelle zone interne e più difficili da raggiungere.
Per questo Coldiretti e Federforeste richiamano le principali regole di prevenzione: accendere fuochi esclusivamente nelle aree autorizzate e sorvegliarli costantemente, spegnere completamente barbecue e braci prima di allontanarsi, non abbandonare mozziconi di sigaretta o materiali incandescenti e segnalare immediatamente eventuali focolai.
Ma la prevenzione passa soprattutto dalla cura quotidiana del territorio – dice Coldiretti Puglia – con gli agricoltori che rappresentano un presidio fondamentale delle campagne, perché la presenza delle imprese nelle aree rurali garantisce manutenzione, sorveglianza e una capacità di segnalazione tempestiva che diventa decisiva durante i mesi a maggiore rischio.
Difendere boschi e campagne significa difendere il futuro della Puglia – conclude Coldiretti Puglia –. Di fronte a quasi 8mila ettari già percorsi dalle fiamme in meno di tre mesi, servono più prevenzione, manutenzione, controlli e un presidio capillare delle aree rurali, riconoscendo il ruolo strategico degli agricoltori come prime sentinelle del territorio contro incendi, dissesto idrogeologico e abbandono delle aree interne.


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