Andrea Barchetta
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Politica

Post elezioni: «Nuova classe dirigente, partiti, ideali e comunità»

Il consigliere di Fratelli d'Italia Andrea Barchetta, prova ad indicare il futuro del centrodestra

«Chi ha utilizzato la nostra identità politica, in tutti questi anni, per capricci o interessi personali si è già archiviato da sé».

E' il neo eletto consigliere comunale di Fratelli d'Italia, il commercialista Andrea Barchetta, ad analizzare quello che è successo nel centro destra andriese, che dopo il forte ridimensionato scaturito dal dato elettorale del 20 e 21 settembre, adesso guarda al futuro, soprattutto attraverso un cambio generazionale.

«Dalla comunità umana e politica del centrodestra andriese, dopo la poco piacevole sconfitta maturata in ambito amministrativo, si alza sempre più un coro silenzioso, quanto compatto, deciso e tagliente di elettori delusi e amareggiati che invocano una imponente ricostruzione. Una comunità di uomini e donne, uniti idealmente, che sentono sulla propria pelle, e nel proprio cuore, la necessità di veder indicata la strada del Futuro».

«Senz'ombra di dubbio, la pietra angolare della rinascita della Destra andriese -prosegue Barchetta- dovrà essere rappresentata da un forte cambio generazionale della sua classe dirigente, che non trascuri competenza e professionalità, ma che apporti slancio ideale, vivacità di idee e contenuti, cultura e formazione. Chi ha utilizzato la nostra identità politica, in tutti questi anni, per capricci o interessi personali si è già archiviato da sé. Un rinnovamento, dunque, che guardi ambiziosamente al Domani senza i fantasmi del passato, con visione e progettualità, coerenza e lealtà di coalizione.
Ma non senza un percorso. Un percorso che comprenda progetti di formazione politica e culturale, soprattutto all'interno delle nostre realtà giovanili, che permetta di ricostruire una comunità che creda e si riconosca in precisi valori e ideali, spendendosi poi in svariati ambiti della società civile alla luce degli stessi.
Oltre che puntare in maniera ferrea sui partiti, da associare a tale più ampio percorso di formazione socio-politico-comunitaria. Perché è sì vero che la politica è materia nobile che prescinde dalla più specifica attività istituzionale e\o amministrativa, ma non può e non deve essere intesa esclusivamente come civismo. La politica che concepisce il civismo come unica strada da percorrere sarà sempre e solo una politica isolata, debole e presentista. Ed è ciò che nessuno si augura di avere nell'imminente futuro. I risultati di qualche giorno fa hanno già archiviato il civismo "fai da me" e il suo autore che per anni ha "tappato" più che far emergere.

Ripartire dalla militanza attiva vecchio stile, sentendo il peso della rappresentanza, scendendo dal piedistallo e limitando eccessi della modernità come il fervore mediatico e da social media, per giungere a vivere quotidianamente la città e i suoi problemi, svincolati da logiche di campagna elettorale, con "senso dello stato" e spirito di responsabilità. Senza istinti di superiorità, ma collaborazione fraterna.
È fondamentale ripartire dalle idee, che permettano di superare personalismi e improvvisazioni. Per Andria, per il centrodestra, per la nostra storia. Prima che sia troppo tardi».
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