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Olivicoltura pugliese: forte nelle produzioni e debole sui mercati

In questo momento storico serve intensificare l’attività di controllo e vigilanza

"Il brand IGP Olio di Puglia è un progetto di trasparenza e valorizzazione che, come dimostra il disciplinare, punta decisamente sulla qualità e sulla distintività in una regione che produce oltre il 50% dell'olio extravergine italiano. E' stata data una risposta alla storica carenza di programmazione con un vero sistema di filiera che ha riproposto all'attenzione dell'opinione pubblica un paradosso tutto pugliese, ovvero forti nella produzione, deboli sul mercato, un assioma per nulla decifrabile e comprensibile che la dice lunga sulla complessità del sistema produttivo indebolito da avventurieri". E' quanto dichiara il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, in occasione dell'incontro Torremaggiore sulle strategie di Promozione e comunicazione per i mercati emergenti della Peranzana, patrimonio della provincia di Foggia.

"La Puglia è indietro anni luce rispetto alla necessità di disegnare una strategia coordinata e una programmazione di lungo periodo per fronteggiare la crisi di mercato di olive e olio in Puglia, perché dall'anello più debole della catena fino alla trasformazione, tutta la filiera dell'olio è strozzata da pratiche commerciali che hanno fatto crollare del 40% il prezzo dell'olio, con l'ennesima occasione persa dalla Regione Puglia che non ha ancora consentito a cooperative e frantoi in tutta la Puglia di utilizzare oltre 40 milioni di euro del PSR Puglia per le strutture di stoccaggio che avrebbero potuto far fronte all'attuale stagnazione di mercato per eccesso di produzione", ha detto il presidente Muraglia. "La Puglia è indietro anni luce – ha insistito Muraglia - e resta l'urgenza di costruire finalmente il Piano Olivicolo Nazionale, quando in Spagna ne hanno già fatti 5 e di rivedere i rapporti all'interno della filiera, coinvolgendo in prima istanza proprio la grande distribuzione, perché i prezzi allo scaffale di olio extravergine di oliva a 3 euro a bottiglia è inaccettabile".

La bolla speculativa che sta interessando il settore oleario si è allargata anche alla sansa che, non trovando mercato che l'acquisti, per essere smaltita può solo diventare rifiuto speciale a spese di agricoltori e frantoiani. I prezzi bassi dell'extravergine hanno fatto crollare anche quelli dell'olio di sansa, un sottoprodotto della lavorazione delle olive che al momento non vale niente. D'altro canto cooperative e frantoi devono 'liberarsene' perché parte finale del ciclo di produzione dell'olio. La sansa diventa quindi per gran parte dei frantoiani da risorsa a rifiuto speciale che, se mandata ai biodigestori, può costare anche 25 euro al quintale, oltre ai costi di trasporto.
Per Coldiretti Puglia l'ipotesi di drenare i 5 milioni di euro destinati agli interessi sui mutui dal Decreto Emergenze per le gelate non ancora utilizzati, su interventi in de minimis a beneficio degli agricoltori che per il presidente Muraglia non risolverebbero in ogni caso i problemi strutturali del settore in Puglia.
Accanto alla formula tradizionale del 3×2 ed ai punti a premio – aggiunge Coldiretti Puglia - si sono moltiplicate e differenziate le proposte delle diverse catene per renderle meno confrontabili tra loro e più appetibili ai clienti, dalle vendite sottocosto che devono seguire regole precise ai buoni spesa. Tra i prodotti alimentari venduti in offerta più frequentemente ci sono quelli simbolo della dieta mediterranea che non possono mancare sulle tavole degli italiani e hanno un effetto calamita sui clienti a partire proprio dall'olio di oliva.
Per questo serve intensificare l'attività di controllo e vigilanza anche per evitare che vengano spacciati come nazionali prodotti importati ma è anche necessario al più presto il recepimento della direttiva (UE) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali del 17 aprile 2019 – continua Coldiretti - per ristabilire condizioni contrattuali più eque lungo la catena di distribuzione degli alimenti, con l'introduzione di elementi contrattuali e sanzionatori certi rispetto a prassi che finora hanno pesantemente penalizzato i produttori.

"La IGP Olio di Puglia riguarderà – spiega il presidente di Coldiretti Torremaggiore, Salvatore Moffa - oli extravergine di alta qualità, con parametri chimico-fisici ed organolettici di assoluto valore a beneficio della salute, perché il disciplinare prevede che solo oli con un elevato livello di polifenoli - i più importanti antiossidanti naturali - possano diventare IGP, certificando le proprietà con un apposito claim salutistico in etichetta previsto dall'UE sia un olio sempre fresco, perché dovrà essere imbottigliato entro l'anno di produzione e sia di assoluta provenienza regionale, un olio certamente "Made in Puglia" sia per la produzione delle olive , sia per la trasformazione in olio, ma anche per il confezionamento che dovrà essere effettuato a una distanza definita dal luogo di produzione", è il commento del Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, al risultato di un percorso lungo e ambizioso", conclude Moffa.
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