
Attualità
Al "Bonomo" di Andria avviato programma di trattamento dell'angina refrattaria con stent reducer
A cura dell’unità operativa di Emodinamica, della Asl Bt di cui è dirigente responsabile il dott. Giovanni Valenti
Andria - mercoledì 19 agosto 2026
15.01
Buone notizie per i pazienti cardiologici. L'unità operativa di Emodinamica dell'ospedale "Lorenzo Bonomo" di Andria, di cui è dirigente responsabile ill dott. Giovanni Valenti, ha avviato nei giorni scorsi un programma di trattamento della ischemia miocardica cronica refrattaria, mediante l'impianto dei primi dispositivi Reducer nel seno coronarico. Sono stati, infatti, eseguiti con successo dall'equipe medica e tecnico-infermieristica i primi impianti a due pazienti andriesi di sesso maschile, di 72 e 59 anni, affetti da anni da angina refrattaria ai trattamenti.
L'intervento è eseguito in sala di emodinamica per via percutanea mininvasiva, attraverso l'accesso dalla vena giugulare interna destra. Sotto guida fluoroscopica si posiziona nel seno coronarico, la più grande vena del cuore, uno stent in acciaio a forma di clessidra; il restringimento del lume vascolare che ne consegue aumenta la pressione venosa retrograda, determinando una redistribuzione del flusso ematico dagli strati subepicardici a quelli subendocardici ischemici, ottimizzando così la perfusione del miocardio.
"L'impianto del dispositivo Reducer - spiega il dott. Valenti - si applica nei pazienti affetti da angina pectoris refrattaria secondaria a cardiopatia ischemica cronica documentata. I candidati idonei sono pazienti cosiddetti "no-option", ovvero soggetti che presentano una sintomatologia dolorosa toracica invalidante persistente nonostante una terapia medica massimale ottimizzata, e per i quali non sussistono le condizioni anatomiche o cliniche per l'esecuzione di ulteriori procedure di rivascolarizzazione standard, quali l'angioplastica coronarica o il bypass aorto-coronarico".
La gestione clinica e assistenziale dei candidati all'intervento si è svolta in stretta sinergia con l'unità operativa di Cardiologia dell'Asl Bt, diretta dal dott. Francesco Bartolomucci, presso la quale i pazienti sono stati ricoverati. I tempi medi di degenza ordinaria sono estremamente ridotti e prevedono generalmente la dimissione del paziente entro 24-48 ore dall'intervento, previa verifica ecocardiografica e controllo del sito di accesso venoso. I benefici clinici attesi e validati dalla letteratura scientifica internazionale comprendono una drastica riduzione degli episodi anginosi, un aumento della tolleranza allo sforzo e un netto miglioramento della qualità della vita del paziente, con potenziale riduzione del carico farmacologico.
"Il successo di questa fase di avvio - conclude Valenti - è il risultato di una virtuosa collaborazione multidisciplinare e dimostra come l'Emodinamica di Andria sia un centro all'avanguardia nell'innovazione cardiologica interventistica. Si esprime il più vivo ringraziamento alla Direzione Strategica per la lungimiranza dimostrata ed a tutto il personale tecnico e infermieristico per la professionalità dimostrata nella gestione delle fasi peri-procedurali, l'elevata competenza tecnica in sala e il rigoroso supporto all'équipe medica".
L'intervento è eseguito in sala di emodinamica per via percutanea mininvasiva, attraverso l'accesso dalla vena giugulare interna destra. Sotto guida fluoroscopica si posiziona nel seno coronarico, la più grande vena del cuore, uno stent in acciaio a forma di clessidra; il restringimento del lume vascolare che ne consegue aumenta la pressione venosa retrograda, determinando una redistribuzione del flusso ematico dagli strati subepicardici a quelli subendocardici ischemici, ottimizzando così la perfusione del miocardio.
"L'impianto del dispositivo Reducer - spiega il dott. Valenti - si applica nei pazienti affetti da angina pectoris refrattaria secondaria a cardiopatia ischemica cronica documentata. I candidati idonei sono pazienti cosiddetti "no-option", ovvero soggetti che presentano una sintomatologia dolorosa toracica invalidante persistente nonostante una terapia medica massimale ottimizzata, e per i quali non sussistono le condizioni anatomiche o cliniche per l'esecuzione di ulteriori procedure di rivascolarizzazione standard, quali l'angioplastica coronarica o il bypass aorto-coronarico".
La gestione clinica e assistenziale dei candidati all'intervento si è svolta in stretta sinergia con l'unità operativa di Cardiologia dell'Asl Bt, diretta dal dott. Francesco Bartolomucci, presso la quale i pazienti sono stati ricoverati. I tempi medi di degenza ordinaria sono estremamente ridotti e prevedono generalmente la dimissione del paziente entro 24-48 ore dall'intervento, previa verifica ecocardiografica e controllo del sito di accesso venoso. I benefici clinici attesi e validati dalla letteratura scientifica internazionale comprendono una drastica riduzione degli episodi anginosi, un aumento della tolleranza allo sforzo e un netto miglioramento della qualità della vita del paziente, con potenziale riduzione del carico farmacologico.
"Il successo di questa fase di avvio - conclude Valenti - è il risultato di una virtuosa collaborazione multidisciplinare e dimostra come l'Emodinamica di Andria sia un centro all'avanguardia nell'innovazione cardiologica interventistica. Si esprime il più vivo ringraziamento alla Direzione Strategica per la lungimiranza dimostrata ed a tutto il personale tecnico e infermieristico per la professionalità dimostrata nella gestione delle fasi peri-procedurali, l'elevata competenza tecnica in sala e il rigoroso supporto all'équipe medica".


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