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Vita di città

"Mio figlio rifiutato a scuola per 5 minuti di ritardo"

Il racconto di una mamma al primo giorno di scuola di suo figlio. Un giorno da dimenticare

"E' quanto accaduto questa mattina (19 settembre). Sono arrivata alle 9:05 davanti al cancello della scuola dell'infanzia, qui ad Andria. Primo giorno di scuola per mio figlio. Al nostro arrivo, vi era già un'altra mamma che aspettava l'apertura del cancello. Dopo aver atteso per ben 5 minuti abbiamo persino avuto il dubbio che la scuola fosse addirittura chiusa. Nessun ombra all'ingresso. E così incredule abbiamo suonato ancora una volta il campanello del cancello, e poco dopo si è affacciata la collaboratrice, che timidamente, con il capo alla porta d'ingresso ci ha detto "Mi dispiace la scuola non permette l'ingresso, siete in ritardo di 10 minuti"

In realtà erano solo 5 minuti abbondanti che aspettavamo già fuori all'ingresso del cancello. Sono rimasta senza parole. Una scena che mi ha lasciato sbigottita. Mi ha gelato il cuore. Sono andata via senza batter ciglio, era difficile parlare oltre la cancellata. Anzi era evidente che non avevano nessuna voglia di parlare con noi che eravamo in ritardo di soli 5 minuti. Mi sono sentita seriamente in difficoltà, imbarazzata davanti a mio figlio per quella gelida scena, già in preda alle sue emozioni per il primo giorno di scuola, anzi di non scuola.

Di fronte a tale totale chiusura, ho sentito subito il bisogno di ricevere una spiegazione e così ho chiamato in segreteria chiedendo un colloquio con la Dirigente. Ma neanche questo è stato possibile, era impegnata. E così dopo avere spiegato l'accaduto in segreteria, resto in attesa che la Dirigente mi chiami appena si libera. Intanto oggi a mio figlio è stato negato il diritto di andare a scuola per un ritardo di 5 minuti. Trovo una risposta troppo penalizzante, tra l'altro al suo primo giorno di scuola. E non solo, provo un forte disagio innanzi a questa istituzione scolastica che anziché accogliere, ascoltare dialogare volta le spalle giustificandosi di rispettare le disposizioni ricevute, e mi vien subito in mente una celebre frase di Primo Levi "I mostri esistono, ma sono troppo pochi per essere veramente pericolosi: sono più pericolosi gli uomini comuni, i funzionari pronti a credere e ad obbedire senza discutere"

Penso, inoltre, che in questo momento dell'anno le emozioni degli adulti rivestono un ruolo cruciale. I bambini si appoggiano ad esse per capire cosa spetta loro. La serenità delle famiglie, la gioia delle maestre sono fondamentali per accompagnare i bambini a godersi questo nuovo inizio. Se li nutriamo d'amore le loro paure moriranno di fame. È quanto mi auspico per mio figlio e per tutti i bambini, spesso considerati solo contenitori da riempire senza tener conto delle loro emozioni e ancor di più senza la possibilità di un dialogo costruttivo".
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