
Commento
La Scuola di fronte alla violenza: "educare, non solo reagire"
La nota di Antonello Fortunato, docente di Scienze Umane Liceo Economico Sociale Carafa e responsabile del Centro Zenith
Andria - sabato 17 gennaio 2026
14.19
I drammatici e luttuosi eventi degli ultimi giorni hanno portato nuovamente alla ribalta la violenza tra i giovani e purtroppo anche all'interno di quel nucleo sociale vitale che è la scuola. "La Scuola di fronte alla violenza, deve sempre educare, non solo reagire, é quanto ci ricorda Antonello Fortunato, docente di Scienze Umane Liceo Economico Sociale Carafa e responsabile del Centro Zenith.
"Gli episodi di violenza avvenuti nelle scuole di La Spezia e Sora non sono fatti isolati, ma segnali di un disagio più profondo che attraversa la nostra società e si riflette inevitabilmente nei luoghi dell'educazione.
La scuola, infatti, non è solo trasmissione di saperi: è uno spazio relazionale in cui si impara a convivere, a riconoscere l'altro, a gestire il conflitto.
In questo scenario il ruolo dei docenti è centrale. Agli insegnanti spetta il compito difficile ma decisivo di educare non solo alle discipline, ma alla responsabilità, al rispetto e all'uso della parola al posto della violenza.
Ogni scelta educativa, ogni modo di affrontare un conflitto, contribuisce a formare, o a indebolire, il senso civico degli studenti.
Ma la scuola non può essere lasciata sola.
Senza una collaborazione reale con le famiglie, il messaggio educativo si frammenta e perde forza. Solo un patto educativo condiviso può offrire ai ragazzi punti di riferimento coerenti e credibili.
La sfida più grande resta quella di formare coscienze libere e critiche, capaci di dialogare e di affrontare la complessità senza ricorrere all'aggressività. Educare al pensiero, all'ascolto e al confronto è oggi il vero antidoto alla violenza. È questa la responsabilità collettiva che gli ultimi fatti di cronaca ci impongono di assumere".
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