Conferenza stampa maggioranza imu prima casa
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Politica

La replica della maggioranza alle opposizioni

«Da Giovanna Bruno affermazioni di inaudita gravità»

Puntuali, dopo la conferenza stampa dei gruppi di minoranza di questa mattina a Palazzo di Città, giungono le parole a firma della maggioranza in Consiglio Comunale. Forza Italia - PdL, Andria 2010, Alleanza per Andria, Andria Possibile, Nuova Generazione e Nuovo Centro Destra, attraverso una nota congiunta, respingono le dure affermazioni pronunciate, in particolar modo, dalla consigliera Giovanna Bruno, portavoce per le opposizioni questa mattina, che, tra le altre cose, aveva espresso preoccupazione per «il fatto che questo Consiglio Comunale possa essere in odore di mafia».

Ecco il testo del comunicato stampa dei gruppi di maggioranza. «Le opposizioni dicono di aver raccolto oltre 7mila firme per la rivisitazione della Tares. Noi, nel ricordare che farebbero bene ad inviare tali firme a Roma al governo centrale mandante della Tares, siamo certi che in caso di petizioni promosse contro il pagamento di qualsiasi tassa, avremmo raccolto migliaia, anzi milioni di firme. Ma le sinistre opposizioni sono, e non è una novità, in completa confusione, oltre che spaccate al proprio interno per contendersi la futura leadership.

Da un lato, in modo costruttivo e propositivo, il PD chiede incontri, poi svolti, al Sindaco con al centro problematiche sui tributi, mentre dall'altro lato invocano le dimissioni dello stesso primo cittadino. Prima chiedono incontri, poi dimissioni, poi convocazioni di consiglio comunale, poi scioglimento del consiglio comunale, poi ancora propongono proposte di delibera da affrontare ovviamente in consiglio comunale. Non si capisce, insomma, che cosa vogliono, a parte creare confusione e terrore nei cittadini. Quindi, quando sembrava esserci stato da parte del PD il superamento di una fase prettamente di natura demagogica, con l'avvio di una stagione di confronto maturo ed operoso, ecco che viene ripresa la strada della strumentalizzazione banale e becera, in primo luogo da forze politiche marginali e minoritarie, sull'orlo di una crisi di nervi per via di un consenso limitato numericamente ormai ai soli familiari ed amici.

Ed in questo penoso quadro, spicca la figura dell'avv. Giovanna Bruno, esponente provinciale del partito di Monti, Premier il quale ha introdotto la Tares, che ha mostrato tutta la sua bassezza morale, umana, politica e giuridica. La stessa, già protagonista di palesi e clamorosi conflitti di interesse in materia urbanistica a tutti noti, ora rilascia dichiarazioni livorose ma soprattutto giuridicamente infondate volte a seminare terrore in città e nel consiglio comunale, accusato senza mezzi termini di infiltrazioni mafiose tali da portare allo scioglimento della massima assise comunale. Giovanna Bruno è fuori di testa, ne prendiamo atto. Su quali basi giudiziarie si permette di infangare così la nostra comunità? Sulla scorta di quali notizie pronuncia in modo così leggero affermazioni di una gravità inaudita?

Se si basa sulle dichiarazioni rese in conferenza stampa dalle autorità in procura, le stesse si riferivano a situazioni generali legate a problematiche inerenti in Italia lo smaltimento dei rifiuti. Indecente è la strumentalizzazione che la Bruno fa di tali autorevoli affermazioni. Dalle stesse autorità, infatti, si è anche fatto riferimento alla posizione estranea dell'Amministrazione Comunale. La Bruno, insomma, strumentalizza e stravolge volgarmente autorevoli affermazioni e dimentica di citarne altre, chiare e lineari. Vergogna, vergogna, vergogna. Non credevamo che si potesse arrivare ad un livello così infimo nel dibattito politico cittadino. Resta, quindi, ancora una volta, il rammarico per l'attività politica di taluni esponenti di sinistra, i quali, se avessero maggiore dignità, sulla scorta del loro passato politico e di quello di loro stretti parenti, farebbero bene a tacere ed a dimettersi loro da consiglieri comunali per il nulla fatto precedentemente quando, tra una dimissione e l'altra, guidavano la città».
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