mercato generale ortofrutticolo di Andria
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L'ortofrutta di qualità paga lo scotto del caro energia. Mercato generale di Andria punto nevralgico del commercio pugliese

Con una media di 12-15 tonnellate giornaliere e l'afflusso di oltre un centinaio di avventori, la Città Fidelis è punto di snodo anche di rilievo internazionale

E' il settore dell'agroalimentare a pagare forse lo scotto maggiore del caro energia post pandemia e le conseguenze legate al drammatico conflitto tra Russia Ucraina: con l'aumento dei costi di carburante e del riscaldamento, stanno purtroppo crescendo i prezzi delle materie prime, come appunto i prodotti alimentari di prima necessità, ad iniziare dall'ortofrutta.
Il carrello della spesa fa sempre più difficoltà a riempirsi visto il lievitare dei prezzi al consumo. Città quali Bari, Molfetta ed Andria sono tra le piazze più importanti per il comparto dell'ortofrutta. La Città fidelis pur avendo un mercato generale ortofrutticolo ormai datato, di proprietà comunale e risalente al secondo dopoguerra, ormai circondato completamente da immobili ad uso abitativo, continua ad essere tra i più vitali, movimentando quotidianamente dalle 12 alle 15 tonnellate di merci varie, in entrata ed uscita, con punte anche di 20 ton. durante il periodo estivo con meloni ed angurie. Elevato è anche il numero degli avventori, all'incirca 150 tra esercenti al dettaglio, commercianti e mediatori che lo frequentano già con le prime ore del mattino, provenienti non solo dalle città vicinori ma anche da Lavello o Rionero in Vulture.
Ortaggi di stagione quali cime di zucchine, asparagi, finocchi, bietole, spinaci, cicorie sono tra i prodotti freschi che in questo periodo dell'anno stanno transitando da Andria alla volta del nord Italia. Con la conclusione della campagna delle cime di rape, che quest'anno hanno pagato un pesante scotto per l'eccezionale andamento climatico sfavorevole, si attende adesso che giungano a Civitavecchia, provenienti dalla Spagna, gli agrumi di fine stagione, come clementine e arance, che quotidianamente troviamo sulle nostre tavole, esaurite ormai le produzioni del metapontino.
Nicola Rendine, Presidente Bari Bat dei grossisti dell'ortofrutta di Confcommercio e Presidente della borsa merci dell'ortofrutta della Camera di Commercio di Bari, ci fornisce uno spaccato esauriente di quella crescita dei costi che tutti stiamo verificando nella spesa quotidiana. Piattaforme quali Maiora, Tatò, Supercento, Crai ed Eurospin, sono solo alcuni dei nomi che si riforniscono per i loro punti vendita della zona grazie a "Natura & Qualità", tra le aziende leader pugliesi dell'ortofrutta. Una crescita quella dei prezzi che sta incidendo nell'ordine del 20% con punte anche del 30% per un certo tipo di prodotti da serra. Il carrello della spesa ne rappresenta lo specchio fedele di questa crescita vertiginosa.
A darci un altro tassello di questa delicata situazione, sono Antonio Saccotelli, alla terza generazione di operatori mercatali con una cura particolare per i dettaglianti e Pietro Capogna, astatore come la maggior parte della sua famiglia, anch'egli posteggiante storico del mercato di via Barletta. E' la Sicilia che attualmente sta fornendo i prodotti da serra come melanzane, zucchine, peperoni e pomodori. Questi ultimi con le varietà piccadilly o fiaschetti sono ormai ricercati e diventano preziosi, in tutti i sensi, per ogni giorno che passa.
E' il trasporto su gomma quello che sta attraversando il momento più nero in assoluto, con costi sempre più elevati. Lo sottolinea Luigi Rustico, leader tra i commercianti di ortaggi a consumo fresco, come quelli a foglia, anch'egli figlio d'arte con il papà Riccardo autentica istituzione del settore, che commercializza con Germania, Francia, Polonia Olanda e Grecia, con le produzioni di spinaci, finocchi e prezzemolo. I terreni su cui si trovano le loro verdure, oltre a trovarli nel nord barese, sono presi in affitto in Lucania, come Palazzo San Gervaso ed in Molise nella zona di Termoli. Ma l'approvvigionamento non avviene solo in Italia. Quando le temperature creano problemi sul campo aperto (tra grandinate e siccità prolungata) i carichi di verdure arrivano dall'estero come dalla Polonia. Il caro gasolio, visto che si tratta di merce deperibile è preferibile il trasporto su gomma, sta incidendo sul 30%. Più il prodotto è pesante meglio è, in quanto lo spazio nei camion frigo è limitato e quindi suppliscono il caro gasolio le verdure più pesanti.
I commercianti e gli operatori all'ingrosso dell'ortofrutta chiedono quindi interventi di sostegno duraturi, perché con il caro energia le cose non potranno che ulteriormente peggiorare per un settore del comparto agricolo tra i più importanti della Puglia.
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