"L'autismo non è una malattia", l'incontro promosso dall'ufficio catechistico diocesano
Convegni

“L’autismo non è una malattia”: grande partecipazione all’incontro promosso dall’ufficio catechistico diocesano

Intervento della dott.ssa Maria Grazia Fiore sul tema "Approccio alla comunicazione nello spettro autistico"

Catechisti, sacerdoti, operatori socio – sanitari, dirigenti scolastici, genitori e insegnanti hanno gremito ieri sera l'auditorium dell'Oratorio Salesiano per partecipare all'incontro, promosso dall'ufficio catechistico diocesano, sul tema: "Approccio alla comunicazione nello spettro autistico". E' intervenuta la dottoressa Maria Grazia Fiore, docente – formatrice sull'inclusione delle persone con spettro autistico e collaboratrice con l'Ufficio Catechistico Nazionale in qualità di esperto nel Settore per la Catechesi delle persone disabili.

Ha aperto la serata il Vescovo di Andria, Mons. Luigi Mansi che dopo aver salutato tutti ed espresso pieno compiacimento per la partecipazione massiccia e variegata, ha sottolineato la capacità che ogni catechista ed educatore dovrebbe avere di saper incontrare Cristo soprattutto nei fratelli più deboli e fragili. «La Chiesa – ha affermato il Vescovo – non ha motivo di esistere se non per rendere presente nel mondo la persona di Gesù, il suo amore per gli uomini e in particolare per i più piccoli e gli esclusi».

Papa Francesco ha in più occasioni sollecitato tutte le diocesi ad intraprendere percorsi di catechesi inclusiva al fine di favorire autentiche comunità cristiane in grado non solo di accogliere tutti bensì di dare centralità soprattutto alle persone più fragili. In una società dove impera la cultura dello scarto, la comunità cristiana è chiamata ad essere inclusiva.

L'incontro intendeva anche favorire una rete tra le tante realtà che sul nostro territorio si occupano di autismo per promuovere un'azione sinergica e più efficace. La dott. ssa Fiore, mamma di due ragazzi autistici ha presentato con grande competenza e realismo la bellezza ma anche le difficoltà che l'autismo ha in sé.

«Ho ricevuto il primo bacio da mia figlia quando aveva 11 anni ed è un giorno che non dimenticherò mai più perché da me tanto atteso e desiderato. Nella vita di una mamma con due figli autistici ci sono tante belle sorprese ma anche tante delusioni. L'ultima mi è capitata oggi pomeriggio – ha affermato la relatrice - allorquando mi hanno comunicato che mio figlio non può partecipare alla visita d'istruzione scolastica in quanto il suo insegnante di sostegno è impossibilitato ad accompagnarlo. Ma la delusione più grande – ha proseguito la dott.ssa Fiore - l'ho vissuta quando a mia figlia è stato negato il sacramento della cresima perché "non capiva" come se la fede possa essere ridotta al solo aspetto cognitivo. Ho l'impressione – ha detto con amarezza la dottoressa - che all'interno delle nostre comunità parrocchiali gli autistici non siano ancora pienamente inseriti. Non è sufficiente reperire qualche catechista dotato di buona volontà che faccia catechismo ai bambini segnati dallo spettro autistico, bensì fare in modo che questi siano integrati nella comunità. E non è sufficiente considerare martiri le famiglie con bimbi autistici e poi lavarsene le mani. L'autismo – ha detto con forza - non è una malattia, è una condizione di deficit nella comunicazione sociale e nell'interazione sociale che sollecita gli educatori ad essere partner comunicativi di questi ragazzi speciali imparando a riconoscere prima di tutto il loro bisogno di comunicare perché nessuno è una lista di sintomi. Gli autistici non sono infatti privi di comunicazione ma hanno una limitata abilità ad usare la comunicazione verbale e a volte si servono di significati comunicativi non convenzionali che solo stando con loro si imparano". E rivolgendosi ai tanti genitori presenti in sala ha detto di fare "attenzione a parlare dell'autismo in terza persona perché fa parte dei nostri figli che non sarebbero tali se non fossero così". E ha aggiunto che "noi diveniamo genitori solo quando celebriamo il funerale del figlio che desideravamo e impariamo a lasciare spazio al bambino che è, affinché lui prenda spazio nella nostra vita. E' anche vero che noi genitori di bimbi autistici dobbiamo spesso cavarcela da soli. E' importante informarci, partecipare a seminari, incontri senza avere mai il timore di uscire allo scoperto e di manifestare anche le nostre paure».

A conclusione dell'incontro, tanti i pareri positivi espressi. «Sono felice di aver partecipato - ha detto una catechista. E' stata una prima immersione per me che ero a digiuno sull'argomento».
«E' stato per me molto bello ascoltare la testimonianza di una docente e mamma – ha invece detto il papà di un ragazzo autistico. Sento che i miei problemi e le mie gioie sono i problemi e le gioie di tanti. Vado via con la consapevolezza di non essere solo". "Dobbiamo rimboccarci le maniche – ha sottolineato un insegnante. C'è un mondo da scoprire e amare».

Il prossimo appuntamento promosso dal settore per la catechesi ai disabili è costituito dalla Celebrazione Eucaristica che si terrà domenica 18 novembre alle ore 18.00 presso la parrocchia Madonna di Pompei (via Valle d'Aosta, 1 – Andria) e che sarà tradotta, grazie ad un interprete, nella lingua italiana dei segni per dare la possibilità ai nostri fratelli sordi di partecipare attivamente. L'iniziativa, che si ripeterà durante tutto l'anno per una domenica al mese, è in continuità con i due corsi di sensibilizzazione per la cura pastorale delle persone sorde promossi negli ultimi due anni sempre dall'ufficio catechistico diocesano. Alla Celebrazione Eucaristica parteciperanno gli amici dell'Associazione Audiolesi Apicella e tutti gli operatori pastorali che vorranno essere presenti.
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