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L'ANCAL Puglia preme sul Fondo Solidarietà bilaterale per l'artigianato su pagamenti diretti a favore dei lavoratori

Chiesta l’erogazione dei sussidi direttamente sui conti correnti dei lavoratori

La Segreteria regionale dell'Associazione Nazionale Commercialisti area lavoro, in una nota lamenta come molte aziende ed i loro lavoratori non hanno ancora ricevuto il sussidio richiesto.

"È a dir poco sconfortante ascoltare in tv le promesse, le rassicurazioni e i messaggi della politica nazionale secondo la quale, pur con qualche consapevole e non colpevole problema tecnico dovuto alla straordinarietà del momento, tutto procede secondo quanto programmato e che, grazie al grande senso di abnegazione e responsabilità degli uffici interessati, adoperatisi con straordinaria lena, è stato possibile "non lasciare indietro nessuno". Da tecnici della materia, senza voler entrare in aspetti politici che non ci appartengono, sentiamo il dovere di esprimere alcune considerazioni che, senza scomodare i vati o i profeti dei tempi passati, possano riportare chiarezza tra l'ideale e l'immanente. La quantità bulimica di disposizioni emanate in materia, dai DPCM nazionali (spesso anticipati in bozza anche diversi giorni prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), alle ordinanze ministeriali e regionali, ai regolamenti e comunicati dei singoli Enti coinvolti, hanno reso, e, in verità, tuttora rendono, molto difficoltosa l'opera dei professionisti costretti a districarsi nel bailamme normativo per l'accesso ai vari sussidi previsti. In questo scritto, alcune considerazioni in materia di politiche passive del lavoro, e, in particolare, sulla integrazione salariale richiesta per il tramite dell'Ente Bilaterale dell'artigianato (cd. FSBA), che, forse, risulta uno degli Enti più solleciti ad istruire e approvare le domande di integrazione ricevute. Anche qui, però, non mancano discrasie operative tra quanto previsto dalle norme nazionali ed il regolamento regionale di erogazione delle integrazioni; di fatto sono stati "scaricati" sulle aziende compiti e doveri ad esse non spettanti che, inevitabilmente, a loro volta, li hanno ribaltati su noi professionisti giuslavoristi, dotati, oramai, di grande tenacia e resilienza. Ma andiamo con ordine. Il Fondo di Solidarietà Bilaterale alternativo per l'Artigianato è stato istituito dalle Parti Sociali Nazionali in attuazione dell'articolo 3, comma 14, della legge n.92/2012 (Riforma Fornero) modificato e sostituito dell'art. 27, del D.Lgs. n.148/2015.

L'elenco delle prestazioni erogate ai lavoratori è deciso dagli Enti Bilaterali Regionali facenti capo all'EBNA, che assegnano ad ogni azienda richiedente le provvidenze necessarie a sostegno del reddito. A tutt'oggi, sebbene la percentuale di autorizzazioni già emesse sia più consistente rispetto agli altri tipi di ammortizzatori sociali previsti, va evidenziato che molte aziende ed i loro lavoratori lamentano di non aver ancora effettivamente ricevuto il sussidio richiesto. Inoltre, non può non evidenziarsi, che la modalità di pagamento del sussidio spettante eseguita direttamente ed esclusivamente a favore dell'azienda (art. 5 Regolamento covid-19 EBAP Puglia), risulti illegittima tanto per la norma primaria (d.l. 18/2020, cd. Cura-Italia), quanto per la sua non conformità con la norma regolamentare nazionale (art. 7 Regolamento EBNA-FSBA) che consentono l'opzione del pagamento diretto a favore del lavoratore del sussidio spettante. Senza considerare, poi, le implicazioni di carattere fiscale e tributario che tale impropria procedura determina. EBAP Puglia, infatti, ha canalizzato gli importi dovuti direttamente sui c/c delle singole aziende, non consentendo ai datori di lavoro di scegliere di far accreditare il sussidio direttamente a ognuno dei lavoratori destinatari, nonostante la piattaforma SINAWEB preveda l'inserimento dei singoli Iban degli stessi. Tale modus operandi, inoltre, crea notevoli problematiche circa la corretta applicazione della norma tributaria che individua quale sostituto di imposta chi eroga la prestazione, cioè l'Ente Bilaterale, e non già chi, in questo caso l'azienda, d'imperio ed inopportunamente è stato chiamato a svolgere un compito non dovuto e non spettante. Senza ignorare che l'arbitraria scelta dell'Ente, ha ulteriormente aggravato di oneri, costi ed adempimenti le aziende destinatarie, costrette, loro malgrado, a sostenerne gli esborsi e ad eseguirli servendosi dell'opera del professionista che l'assiste. Parliamo, in particolare, degli oneri e costi amministrativi riferiti ad adempimenti (p.es. elaborazione delle buste paga, certificazioni uniche, modello 770, prospetti paga con la giusta individuazione delle partite contabili interessate) che sono stati scaricati sulle aziende e che noi professionisti, per loro conto, stiamo già eseguendo o eseguiremo nel prossimo futuro.

Non dimenticando, inoltre, il costo dei numerosi bonifici che l'Ente Bilaterale risparmia ribaltandone l'esborso sulle aziende. Tutto questo è palesemente contra legem. E noi professionisti, ancora una volta, obtorto collo, accollandoci un ruolo, che nessuno ci riconosce né gratifica, siamo chiamati a giustificare e spiegare comportamenti di Istituti ed Enti, mediando tra cittadini-lavoratori e aziende, da una parte, e gli stessi Enti, dall'altra. Ancal Puglia, in persona del segretario regionale Luigi Minafra e di Nicola Bellomo, componente della segreteria nazionale, invitano l'EBAP Puglia (Ente Bilaterale dell'Artigianato Pugliese) ad operare secondo quanto prevede la norma nazionale disponendo, laddove richiesto, l'erogazione dei sussidi canalizzandoli direttamente sui conti correnti dei lavoratori ed accollandosene relativi adempimenti e costi".
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