Michele Patruno
Michele Patruno
Politica

Revocato il finanziamento di oltre 3 milioni di euro per la valorizzazione dell'ex Centro Bonomo di Andria

Il commento di Michele Patruno: «È il risultato prevedibile di scelte miopi, la Provincia rinuncia allo sviluppo»

«Una grave occasione mancata che si traduce in uno spreco di risorse pubbliche, ma soprattutto in un colpo inferto allo sviluppo strategico del territorio, alle politiche di rigenerazione urbana e ai percorsi di innovazione e formazione che quell'intervento avrebbe dovuto attuare»: è il duro commento del Presidente del Patto Territoriale Nord Barese Ofantino e Sindaco di Spinazzola Michele Patruno, alla recente notizia della perdita di un finanziamento, nell'ambito del Programma INTERREG Grecia Italia 2014/2020, di oltre 3 milioni di euro da parte della Provincia BAT, destinato al recupero e alla valorizzazione dell'ex Centro Bonomo di Andria.

«È il risultato prevedibile di scelte miopi, che non può passare sotto silenzio: la Provincia rinuncia allo sviluppo» dice Patruno. E spiega: «Già a dicembre 2023, appena insediatosi, il Presidente della Provincia (Sindaco di Margherita di Savoia) Bernardo Lodispoto ha scelto come primo atto politico di uscire dal Patto Territoriale, ignorando l'esperienza, la credibilità e la capacità progettuale che lo stesso Patto ha dimostrato negli anni nella gestione dei fondi Interreg e di altre importanti risorse comunitarie e non. Una scelta dettata più da logiche politiche e antichi personalismi che da una visione lungimirante di crescita e cooperazione.

Se la Provincia avesse avuto l'intelligenza istituzionale di affidare la realizzazione dell'intervento a enti del territorio dotati di specifico know-how, come il Patto Territoriale stesso, evitando il fallimento del progetto, oggi parleremmo di cantieri aperti, opportunità create e risorse europee pienamente utilizzate».

Negli ultimi anni, infatti, il Patto Territoriale Nord Barese Ofantino ha gestito con successo numerose progettualità Interreg e Adrion, per un valore complessivo di oltre 800 mila euro, consolidando competenze tecniche, amministrative e di cooperazione transfrontaliera riconosciute a livello nazionale ed europeo.

Il Patto Territoriale intanto continua nella sua attività «Resta presidio di competenza e progettualità, pronto a lavorare con chi ha a cuore davvero il futuro di questo territorio. A quanto già illustrato, vale la pena sottolineare che negli ultimi cinque anni il Patto Territoriale – organismo riconosciuto dal Ministero e dalla Commissione Europea e realtà consolidata sul territorio – ha gestito due progetti Interreg Italia-Croazia, consolidando una significativa esperienza nella cooperazione transfrontaliera e portando valore e buone pratiche in diversi ambiti strategici.

Non solo. A luglio 2025 ha candidato altri tre progetti europei, i cui risultati si conosceranno a breve. In uno di questi il Patto è stato designato addirittura come Lead-Partner, ovvero soggetto capofila responsabile della gestione e del coordinamento dell'intero programma. Un riconoscimento che conferma la credibilità e la capacità progettuale dell'ente a livello nazionale ed Europea costruita nel tempo».

Un paradosso politico e amministrativo, secondo il Presidente, è che tutto questo sia avvenuto «per un presunto risparmio annuo di circa 5.000 euro, pari alla quota consortile a carico della Provincia». «Per risparmiare una cifra irrisoria – afferma – si è deciso di perdere un finanziamento europeo di diversi milioni di euro. Una scelta che definire miope è persino riduttivo».

Oggi il Patto Territoriale è giunto alla sua naturale scadenza e si appresta ad avviare la fase di liquidazione. Dunque, nel silenzio generale, esprime forte preoccupazione e delusione il Presidente del Patto Territoriale Nord Barese, che da anni lavora instancabilmente per attrarre risorse, attivare progettualità e costruire sinergie istituzionali fra i Comuni dell'area: «La decisione di Lodispoto di non assicurare più il supporto necessario al Patto e alla sua visione strategica, alla luce dei risultati odierni della Provincia questo appare ancora più incomprensibile. Anziché sostenere chi lavora con competenza e visione, si indebolisce il sistema territoriale e si disperdono opportunità preziose.

Per questo, si lancia un appello accorato alle istituzioni locali e regionali affinché si apra un tavolo di confronto serio e costruttivo. Occorre rimettere al centro la programmazione territoriale, ma soprattutto ricostruire una rete istituzionale coesa, capace di cogliere le sfide del presente e investire sul futuro. Il Patto Territoriale continuerà a fare la sua parte, con serietà e spirito di servizio. Ma è fondamentale che le istituzioni tutte facciano altrettanto. Il territorio non può permettersi ulteriori passi falsi, come quello ottenuto per la rivalutazione dell'ex Centro Bonomo».
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