gruppo consiliare “Per Andria”
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Politica

Referendum costituzionale: le ragioni del NO secondo la Lista Civica "Per Andria"

Le riflessioni dei consiglieri comunali Montrone, Bartoli e Maiorano

I Consiglieri Montrone, Bartoli e Maiorano propongono una riflessione nel coacervo di opinioni che stanno emergendo ogni giorno per il question time sul prossimo Referendum. Votare NO oppure SI? Ad ogni angolo si sente dire: «C'è troppa confusione e non riesco a decidere cosa votare….magari non ci vado a votare».

La questione è arrivata alla loro attenzione e, quindi, hanno deciso di dare un po' di chiarezza, per quanto possibile. Cos'è il referendum costituzionale sulla "separazione delle carriere".

Il referendum riguarda una riforma della Costituzione che modifica profondamente l'organizzazione della magistratura italiana.
I punti principali della riforma sono:
  • Separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri;
  • Istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura (CSM) distinti;
  • Creazione di un'Alta Corte disciplinare per valutare i magistrati;
  • Sorteggio dei componenti togati (magistrati ordinari) del CSM anziché elezione.
Si tratta di un referendum confermativo (prescinde dal quorum): ad essere decisiva sarà la maggioranza (semplice) dei votanti, indipendentemente dal numero.
Perché votare NO:
La riforma spezza l'unità della funzione giurisdizionale. La separazione rigida tra giudici e PM rischia di creare due carriere non più autonome ma esposte a pressioni esterne, soprattutto da parte della politica.

La creazione di due Consigli Superiori rischia di indebolire l'autogoverno della magistratura, rendendo il sistema più vulnerabile a logiche di controllo politico e meno trasparente.

Il nuovo organo previsto per valutare i magistrati presenta criticità nella composizione: potrebbe essere formato in modo da rispondere a logiche politiche, e non a criteri di imparzialità costituzionale.

Il sorteggio dei membri togati dei CSM riduce la rappresentanza democratica all'interno della magistratura, svuotando il principio di elezione e partecipazione dei magistrati stessi.

La riforma non affronta i veri problemi della giustizia: non velocizza i processi, non semplifica il sistema, non rafforza i diritti dei cittadini. Si tratta invece di un riassetto istituzionale con effetti potenzialmente dannosi.

Non è stata approvata con i due terzi del Parlamento, e spacca profondamente la comunità giuridica. L'ANM e larga parte della magistratura la considerano una riforma sbagliata e pericolosa.

Votare NO significa:
  • Difendere l'indipendenza e autonomia della magistratura;
  • Proteggere l'equilibrio tra i poteri dello Stato;
  • Rifiutare una riforma che non migliora la giustizia per i cittadini;
  • Impedire una deriva politica e punitiva contro i giudici.
«Il voto popolare è un diritto-dovere da esercitare ad ogni costo - concludono i Consiglieri - non ci facciamo prendere dall'ansia e dai dubbi ma chiariamoci le idee ed esprimiamo il nostro parere, qualunque esso sia», mettiamo a frutto il tempo che ci rimane, tenendo sempre presente che il 22 e 23 marzo, votare NO è una scelta di garanzia costituzionale.
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