giovanna bruno
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Politica

Amministrative 2020: Il centrosinistra al lavoro sugli obiettivi, poi si decideranno i nomi

Intervista alla Presidente del Pd Bat, Giovanna Bruno

In vista delle votazioni amministrative del 2020, i partiti sono al lavoro per mettere a punto strategie e schieramenti con cui si presenteranno all'appuntamento con l'elettorato chiamato a scegliere il prossimo Primo Cittadino di Andria, dopo la fine anticipata dell'amministrazione Giorgino ed un anno di successivo commissariamento. A tal proposito AndriaViva ha intervistato l'ex consigliera comunale di centrosinistra Giovanna Bruno e attuale presidente del Pd Bat.

D: Avvocato Bruno, lei proviene dal civismo, pur avendo aderito al Partito Democratico, tanto da esserne tra i vertici della dirigenza provinciale. Cosa pensa che sarà necessario mettere in campo per riuscire a riportare Andria ad una condizione di normalità, dopo le note vicende riguardanti il pre-dissesto finanziario?

R: Provengo dal PD, essendo stata eletta nell'assemblea costituente regionale nel lontano 2007. È stata la mia prima tessera di partito. Poi me ne sono distaccata, impegnandomi in prima linea nel civismo, per farvi ritorno avendo inteso l'importanza e la necessità di avere comunque un riferimento nazionale per fare politica. Ho sempre militato e agito nell'ambito del centro-sinistra, sentendomi affine a quel mondo per valori, idealità e obiettivi. Ma l'esperienza locale, soprattutto quella dei nostri giorni e della nostra Comunità, mi portano a convincermi ogni giorno di più che in una condizione grave come quella andriese c'è ben poco da rivendicare appartenenze ideologiche e/o partitiche. Mi spiego meglio e rispondo più compiutamente alla domanda: il mal governo andriese di questi 9 anni ha creato danni che vanno molto al di là dell'aspetto, gravissimo, economico-finanziario. Qui si è lacerata una comunità, si è svilito il senso delle istituzioni, si é azzerato il dibattito politico, si è creata guerra tra ceti sociali, si è abbruttita la Città, si sono impoverite culturalmente le nuove generazioni. Solo per citare alcune cose. Quindi, in un quadro così desolante, vogliamo immaginare a tutti i costi percorsi di bandiera ideologica e partitica o vogliamo provare a pensare che si può, con tanto buon senso e tanta maturità politica, fare massa critica comune e metterci a lavorare su pochi punti condivisi per iniziare a curare le ferite degli andriesi? Non prendiamoci in giro, non possiamo certo presentarci agli elettori con libri dei sogni e chiacchiere varie (ne sono state propinate loro anche troppe in questi anni). Né possiamo fare ammucchiate indiscriminate, cibi mancherebbe. Ma possiamo ragionare in maniera estesa su obiettivi comuni avendo come stella polare l'interesse della città. È un tentativo, almeno proviamoci. Abbiamo l'obbligo di farlo.
D: Ritiene che in questa tornata delle amministrative il centro sinistra andriese riuscirà a fare una quadra intorno ad un programma e ad un candidato sindaco?

R: Dando per valido tutto quanto sopra detto, il centro sinistra deve imparare dai tanti errori del passato. Già solo riconoscerli e umilmente archiviarli, abbandonando i personalismi, sarebbe un ottimo punto di partenza. Credo ci siano potenzialità e condizioni per fare un bel percorso di crescita, inclusivo e non divisivo.
D: Attualmente sono in corso i lavori di due laboratori politici: uno denominato Andria Bene in Comune facente capo al consigliere regionale Sabino Zinni e l'altro Andria Bene Comune che ha come referente l'ex Sindaco Vincenzo Caldarone. Entrambi hanno declinato l'invito a candidarsi a Primo Cittadino. Ritiene che alla luce di tale situazione sia più favorevole una soluzione riferita ad un esponente del Pd o a uno della c.d. società civile?

R: Prima gli obiettivi, poi le persone che devono aggregare ed entusiasmare intorno agli stessi. Risorse umane ce ne sono tante, è il momento di avere coraggio.
D: Considerato che viste le precarie condizioni in cui versa la macchina comunale, quale crede sia la ricetta per cercare di rimettere in sesto l'andamento degli uffici visti anche gli esodi che ne sono seguiti?

R: La macchina amministrativa impoverita numericamente e demotivata umanamente, rappresenta un limite per quella che sarà la nuova compagine amministrativa. Questo, purtroppo, è un altro regalo della precedente amministrazione di centro-destra. È fuori dubbio che una azione politica può dirsi efficace usando il braccio armato degli uffici che lavorano a regime e in sintonia. Impresa non facile ma sfida non impossibile. La governance di un ente passa anche dal restyling della burocrazia interna e su questo si può fare un buon lavoro, soprattutto se corale. Anche qui: occorre coraggio per fare scelte forti ma efficaci nel breve e nel lungo periodo.
D: Crede che nel centro sinistra si arriverà ad una sorta di primarie per la scelta del candidato sindaco oppure che sarebbe più organico, dopo aver predisposto un programma politico, concentrarsi non solo sul sindaco ma anche sulla squadra di governo?

R: Credo che il centro-sinistra debba concentrarsi sul valorizzare le sue tante risorse interne, valorizzandole pur nella loro diversità. E credo che debba concentrarsi sull'apertura all'esterno, per non ripiegarsi su se stesso. Sono due facce della stessa medaglia. Bisogna dare aria alle idee, respiro e visibilità alle nuove generazioni, valorizzare il patrimonio di esperienza dei militanti di lungo corso. Insomma, bisogna ri-annodare un circuito politico in cui vengano definitivamente bandite le ambiguità, in cui ci sia chiarezza di azione e di progettazione. Raggiunto questo risultato, il candidato sindaco e la sua potenziale squadra di governo saranno gli interpreti di spicco di un lavoro di squadra. Si, la squadra. Il centro - sinistra ad Andria deve tornare ad essere questo.
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