parenti Riccardo Chieppa
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Attualità

Giorno della Memoria: all'andriese Riccardo Chieppa, la Medaglia d’Onore

Cerimonia promossa dalla Prefettura a Barletta. Sindaco Bruno: “Riflettere sui drammi del passato”

«Capelli bianchi, compostezza e sobria eleganza. Voce tenue, ma decisa. Memoria vividissima. Liliana Segre è una delle ultime viventi, testimone dell'olocausto. Senatrice della nostra Repubblica, ho avuto l'onore di conoscerla, di parlarle. Di ascoltarla assai da vicino.
Non c'è film o libro o mostra fotografica che ti entri così in profondità, quanto i suoi occhi, il suo silenzio o le sue riflessioni. Frammenti di ricordi, racconti.
È stato un dono averla conosciuta. Commemorare la Giornata della Memoria è importante per trasmettere il valore della memoria storica e riflettere sui drammi del passato, sull'intolleranza e sui diritti umani. Non dobbiamo dimenticare, nè possiamo fare di questo giorno un argomento di diatriba politica. Sarebbe un'ulteriore offesa a chi l'olocausto ce l'ha ancora, indelebilmente, tatuato sulla pelle».
Questo è il messaggio che il sindaco Giovanna Bruno ha voluto diffondere per oggi 27 gennaio, Giorno della Memoria.
La prima cittadina ha preso parte questa mattina alla commemorazione promossa dalla Prefettura della Bat presso l'Istituto "Cassandro Fermi Nervi" di Barletta, nel corso della quale sono state consegnate le 31 Medaglie d'Onore conferite dal Presidente della Repubblica alla memoria di cittadini del nostro territorio vittime delle persecuzioni nei confronti del popolo ebraico durante il secondo conflitto mondiale.
Tra di loro anche un andriese: Riccardo Chieppa, Medaglia d'Onore alla memoria.
Questa la sua storia: nato ad Andria il 24 aprile 1913, di umile famiglia, frequentò la scuola fino alla terza elementare, per poi dedicarsi al lavoro in campagna. Successivamente frequentò la scuola serale conseguendo la licenza di quinta elementare. Nel maggio del 1940 venne richiamato alle armi; Il 10 settembre '43 venne fatto prigioniero dai tedeschi.
Rievocando le sue esperienze di guerra, riferì di essere stato catturato in Grecia e trasportato con gli altri commilitoni nei campi di concentramento in Germania e impiegato in una fabbrica. Raccontò delle disumane condizioni di vita in quei luoghi in cui si pativa freddo e fame. Fu salvato dall'arrivo degli americani quando aveva ormai quasi esaurito le speranze di sopravvivenza; ricordò di come in quell'occasione il cielo si fosse oscurato per la presenza di numerosi aerei che, tra l'altro, paracadutavano anche pacchi contenenti cibo e vestiario. Tornato a casa, dovette riadattarsi alla vita civile.
Presentò domanda di assunzione sia ai Vigili urbani che alle Guardie Campestri di Andria, dove svolse il lavoro con grande professionalità ed impegno sino al giorno della sua pensione.
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