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Fiamme in Puglia per il gran caldo e la siccità: da gennaio a luglio in fumo 2.207 ettari

Secondo Coldiretti, ogni rogo costa ai cittadini oltre 10mila euro

Le temperature record e la mancanza di piogge spingono anche gli incendi con 2.207 ettari andati a fuoco in Puglia, favoriti anche dalla siccità che assedia tutta la regione da nord a sud. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti Puglia su dati ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) secondo cui dal 1° gennaio al 30 luglio 2024 sono andati in fumo 2.207 ettari in Puglia, di cui 129 di superficie forestale, al terzo posto della classifica nazionale per numero di ettari coinvolti dalle fiamme.

Ad oggi, dodici regioni su venti presentano superfici percorse da incendio, ma quelle più colpite – aggiunge Coldiretti Puglia - sono Sicilia, Calabria, Sardegna e Puglia, che contribuiscono per circa l' 85% delle aree totali bruciate su scala nazionale; in particolare, la Sicilia ha il 45% del totale, la Calabria il 20% e la Sardegna e la Puglia 10%.

Ogni rogo – stima la Coldiretti regionale – pesa sulle tasche dei cittadini per oltre diecimila euro all'ettaro considerando le spese immediate per lo spegnimento e la bonifica e quelle a lungo termine sulla ricostituzione dei sistemi ambientali ed economici delle aree devastate.

Nelle aree bruciate dagli incendi – sottolinea la Coldiretti – saranno impedite tutte le attività umane tradizionali e la scoperta del territorio da parte di appassionati ma viene anche a mancare un importante polmone verde, senza dimenticare i drammatici effetti sul turismo. Ai problemi causati dal clima anomalo con alte temperature, siccità e vento, si aggiungono peraltro – ricorda la Coldiretti – la disattenzione e il dolo, con il 60% degli incendi che si stima sia causato volontariamente.

Tra i consigli elaborati da Coldiretti, la prima regola da seguire nel bosco è quella – afferma la Coldiretti – di evitare di accendere fuochi non solo nelle zone boscate, ma anche in quelle coltivate o nelle vicinanze di esse, mentre nelle aree attrezzate, dove è consentito, occorre controllare costantemente la fiamma e verificare prima di andare via non solo che il fuoco sia spento, ma anche che le braci siano completamente fredde. Soprattutto nelle campagne – precisa la Coldiretti – non gettare mai mozziconi o fiammiferi accesi dall'automobile e nel momento in cui si è scelto il posto dove fermarsi verificare che la marmitta della vettura non sia a contatto con erba secca che potrebbe incendiarsi.

Inoltre – continua la Coldiretti – non abbandonare mai rifiuti o immondizie nelle zone boscate o in loro prossimità e in particolare, evitare la dispersione nell'ambiente di contenitori sotto pressione (bombolette di gas, deodoranti, vernici, ecc.) che con le elevate temperature potrebbero esplodere o incendiarsi facilmente. Nel caso in cui venga avvistato un incendio – consiglia la Coldiretti – non prendere iniziative autonome, ma occorre mantenersi sempre a favore di vento evitando di farsi accerchiare dalle fiamme per informare tempestivamente le autorità responsabili.

Proprio per garantire una funzione di controllo e monitoraggio contro i piromani è importante valorizzare il ruolo di sentinelle del territorio svolto dalle imprese agricole – conclude Coldiretti – dando un giusto riconoscimento a chi garantisce una costante presenza, soprattutto nelle zone più interne, che fa da argine anche al dissesto idrogeologico.
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