via Rasella fosse ardeatine
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Attualità

Eccidio delle Fosse Ardeatine: Andria ricorda i Martiri Vincenzo Saccotelli e Giuseppe Lotti

Nella sala consiliare iniziativa della Civica Amministrazione e dell'UNIMRI con i vertici nazionali

L'UNIMRI – l'Unione Nazionale Insigniti al Merito della Repubblica Italiana in collaborazione con il Comune di Andria, in occasione delle commemorazioni per il 78° Anniversario dell'Eccidio delle Fosse Ardeatine, a Roma, ha organizzato mercoledì 23 marzo c.a., una cerimonia presso la Sala consiliare di Palazzo di Città di Andria.
La manifestazione, inserita nel calendario degli eventi programmati per l' anno in corso dal Consiglio direttivo nazionale dell' Associazione UNIMRI, intende ricordare, in particolar modo, con i Martiri andriesi Saccotelli e Lotti, i diciannove Martiri pugliesi della strage compiuta dai nazifascisti del 24 marzo del 1944. Sulla figura di un altro Martire delle Ardeatine, Don Pietro Pappagallo, Roberto Rossellini, si ispirò alla figura di Don Pietro, immortalato da Aldo Fabrizi nel capolavoro del neorealismo italiano "Roma città aperta".

Per il Comune interverranno la Sindaca Giovanna Bruno, l'Assessore alla Cultura Daniela Di Bari, il Presidente dell'UNIMRI Giovanni Porcaro. Relatore sarà il prof. Raffaele Pellegrino, vice Presidente IPSAIC, docente di Storia e Filosofia, cultore della materia dei diritti umani, presso l'Ateneo barese. Momento musicale con il M° Carmine Scarpati, primo violino presso il Conservatorio "Piccinni" di Bari. Reader Giulia Quacquarelli, studentessa presso il Liceo "Carlo Troya" di Andria. Conduce Antonio Montrone.

L'Eccidio delle Fosse Ardeatine, con l'uccisione di 335 civili e militari italiani inermi, tra prigionieri politici, ebrei o detenuti comuni, rappresenta una delle pagine più drammatiche della lotta per la Libertà del Popolo italiano, contro l'oppressione nazi-fascista. I Martiri delle Ardeatine furono trucidati a Roma il 24 marzo 1944 dalle truppe di occupazione tedesche –in vecchie cave di pozzolona-, come rappresaglia per l'attentato partigiano di via Rasella, compiuto il 23 marzo da membri dei GAP romani, in cui erano rimasti uccisi 33 soldati del reggimento "Bozen" appartenente alla Ordnungspolizei dell'esercito tedesco. L'eccidio non fu preceduto da nessun preavviso da parte tedesca.
Nel luogo di quella strage, nel dopoguerra è stato trasformato in un sacrario-monumento nazionale. Sono oggi visitabili e luogo di cerimonie pubbliche in memoria.


Nella macabra contabilità di questo Eccidio, alto fu il tributo di sangue della Puglia con ben 19 vittime:
Ayroldi Antonio di Ostuni
Albanese Teodato di Cerignola
Azzarita Manfredi di origine molfettese
Baglivi Ugo di Alessano
Bucci Bruno e suo figlio Umberto di Lucera
Caputo Ferruccio di Melissano
Caracciolo Emanuele originario di Gallipoli
Carola Federico di Lecce
Carola Mario di Lecce
De Carolis Ugo di origine tarantina
Cosimo di Micco di origine triggianese
Gesmundo Gioacchino di Terlizzi
La Vecchia Gaetano di Barletta
Lotti Giuseppe di Andria
Pappagallo Don Pietro di Terlizzi
Pisino Antonio di Maglie
Saccotelli Vincenzo di Andria
Stame Nicola di Foggia

Giuseppe Lotti di professione era stuccatore mentre Vincenzo Saccotelli era un falegname. A loro, nel dopoguerra fu intitolata una strada cittadina al quartiere di Santa Maria Vetere, mentre negli anni '80, la Direzione didattica del I° Circolo "G. Oberdan" volle intitolare loro due plessi scolastici di scuola primaria.

Lotti Giuseppe 41enne: amore per la libertà, insofferenza per le ingiustizie sociali lo fecero subito un antifascista accanito. Non volle mai prendere la tessera fascista, né piegarsi ad imposizioni. Diede invece subito la sua adesione al Partito d'Azione, sin dalle sue origini, e si prodigò nell'opera di propaganda antifascista, distribuendo giornali, opuscoli, dando la sua casa per riunioni di membri del Partito e per depositi di armi. Fu arrestato dalla squadra speciale dei fascisti al soldo di Caruso, e da Regina Coeli portato al sacrificio delle Cave Ardeatine.

Saccotelli Vincenzo 47enne: valoroso soldato nella guerra del 15-18, fu ferito e reso malato cronico per aspirazione di gas tossici. Tornato in famiglia cospirò sempre per l'idea repubblicana. Arrestato nel '26 per avere espresso liberamente le sue opinioni, fu in seguito rimesso in libertà, ma, incurante del pericolo, dopo l'8 settembre collaborò nel Partito d'Azione con tutto il suo fervore lavorando accanto ai tuoi amici. Ricercato dai fascisti della banda Caruso, riuscì a nascondersi in casa dell'avv. Lionelli insieme al quale veniva poi arrestato e condotto a Regina Coeli e da qui barbaramente trucidato nelle Cave Ardeatine.

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