Diocesi Andria
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Commento

Discarica Tufarelle: incontro in Diocesi con la ditta che gestisce l'impianto

Alcune precisazioni sono state fornite dalla Dupont Energetica SpA

Una richiesta di pubblicazione ci giunge dalla Dupont Energetica, dopo l'incontro avuto in Diocesi, circa alcune precisazioni emerse sull'area e sull'impianto di Tufarelle, in cui insiste la nota discarica.

«Con riferimento al comunicato della Diocesi di Andria, pubblicato in data 27 febbraio 2025, e in seguito a un incontro diretto (avvenuto in data 27/03/2025), dialettico e proficuo, con il Vescovo della Diocesi di Andria e con alcuni rappresentanti della stessa Diocesi attivi sul territorio di Minervino Murge, Dupont Energetica SpA intende tornare su alcuni dei passaggi più importanti di tale comunicato, sui quali ha avuto modo di fornire tutti i chiarimenti del caso, nel corso di detto incontro.
Indiscutibilmente la questione-chiave è (citando testualmente dal comunicato) "a oggi si riapre e si ingigantisce questa grave ferita... in primo luogo per la salute e la qualità della vita dei cittadini...".
Il nostro invito, più volte e in varie circostanze ribadito, è quello per cui quando ci si accinge a d affrontare temi così delicati come "la salute e la qualità della vita dei cittadini" bisognerebbe avere la ragionevole certezza di aver acquisito i dati necessari a supporto di affermazioni di tale natura, per evitare di incorrere nel rischio di ottenere esiti degenerativi e disinformativi (una vera e propria eterogenesi dei fini), del tutto in contrasto con lo spirito e le intenzioni che sicuramente informavano il comunicato della Diocesi.
Si ricorda che si tratta di area (Contrada Tufarelle) sulla quale sono state condotte, oltre alle attività di monitoraggio ormai trentennali fatte svolgere dall'Operatore economico (eseguite con regolarità mensile, bimestrale, trimestrale, quadrimestrale e semestrale, secondo le matrici ambientali analizzate, attraverso laboratori terzi specializzati e accreditati, i cui esiti analitici sono, e sono sempre stati, puntualmente trasmessi alle Autorità di controllo e ai Comuni di Minervino Murge e Canosa di Puglia), campagne di monitoraggio e caratterizzazione curate direttamente da ARPA Puglia (l'organismo tecnico regionale preposto alla vigilanza ambientale). Gli esiti di tutta questa gigantesca e PERMANENTE attività di monitoraggio non hanno mai fatto emergere criticità ambientali relative all'area di riferimento della Contrada Tufarelle.
Ciò premesso, è utile rilevare che lo studio (caratterizzazione dell'area e "analisi del rischio") eseguiti dalla società Geo Group Srl, commissionato dal Comune di Canosa di Puglia, di cui si sente tanto parlare, animatamente e animosamente, non ribalta in alcun modo lo scenario di complessiva integrità ambientale dell'area.
Lo studio, effettuato sui due distinti e indipendenti acquiferi sotterranei che interessano l'area Tufarelle, riporta dati relativi alla contaminazione registrata sull'acquifero situato sul lato sinistro del Locone e, al contrario, attesta che i monitoraggi effettuati sui piezometri localizzati sul lato destro del Locone (su cui insiste l'impianto di Dupont Energetica) hanno mostrato il pieno rispetto dei limiti tabellari. Citando testualmente <<…I piezometri ubicati in tutte le campagne di campionamento risultano conformi in riferimento ai limiti tabellari di legge. Non presentano alcun superamento in riferimento ai valori oggetto del documento "Analisi del Rischio">>.
A conforto della complessiva integrità della falda acquifera vale la pena richiamare quanto certificato da ARPA Puglia che ha definito l'acquifero dell'Alta Murgia come <buono>>.
Per quanto attiene alla specifica questione dell'iter amministrativo, si segnala che si tratta di un PROVVEDIMENTO AUTORIZZATIVO, rilasciato dall'Autorità procedente e competente in data 09/012025, a conclusione di un PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO lungo e articolato (durato circa due anni e mezzo) nel corso del quale si è dibattuto, approfondito, analizzato, argomentato (SCIENTIFICAMENTE E TECNICAMENTE) su ogni singolo aspetto, anche facendo ricorso a interpelli, alla regione Puglia e al MASE (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica), i cui esiti hanno confortato la legittimità dell'atto autorizzativo.
Le cosiddette royalties (definizione, peraltro, non corretta) non sono affatto dovute in quanto "obbligo di legge", come è stato ben chiarito, da tempo, dalla Corte Costituzionale. Si tratta, invece, quando si addiviene a un accordo tra le parti, di "proventi liberamente pattuiti dagli operatori economici con gli Enti locali"».
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