Murale Paola Clemente
Murale Paola Clemente
Attualità

Dieci anni senza Paola Clemente: inaugurato ad Andria il murale per la bracciante morta nel 2015

Antonio Ligorio, segretario generale Flai Cgil Puglia: “Convocare subito le Sezioni Territoriali della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità”

"Dieci anni dopo quella tragica morte, le istituzioni hanno il dovere morale e politico di convocare le Sezioni territoriali del lavoro agricolo di qualità. Le parole non bastano più: servono azioni concrete per tutelare la dignità e la salute delle lavoratrici e dei lavoratori agricoli, molti dei quali vivono ancora in condizioni inaccettabili".
Con queste parole, Antonio Ligorio, segretario generale della Flai Cgil Puglia, ha commentato ad Andria la cerimonia di inaugurazione del murale dedicato a Paola Clemente, realizzato oggi sulla facciata degli uffici comunali dall'artista Jorit, a dieci anni esatti dalla sua morte.
Era il 13 luglio 2015 quando Paola, 49 anni, originaria di San Giorgio Ionico, morì di fatica nelle campagne di Andria mentre lavorava all'acinellatura dell'uva. Sotto il sole, per una paga di 27 euro al giorno, senza contratto né tutele. Quella tragedia scosse il Paese e contribuì all'approvazione della legge 199 del 2016 contro il caporalato e lo sfruttamento.

La Flai Cgil ha voluto fortemente questo murale per non lasciare che la storia di Paola venisse dimenticata, ma anche per riaffermare un impegno concreto per il lavoro dignitoso nei campi. "Il sistema agricolo non può continuare a delegare al caporalato la gestione del mercato del lavoro" ha aggiunto Ligorio. "Le imprese devono assumersi la responsabilità diretta di garantire legalità, contratti regolari e sicurezza. Paola è morta per 27 euro al giorno. Non è accettabile. Il murale di Jorit non è solo un omaggio artistico: è un grido, un monito e una chiamata all'azione per costruire finalmente un'agricoltura giusta, trasparente e umana".
All'inaugurazione ha partecipato Giovanni Mininni, segretario generale Flai Cgil, che ha spiegato come, nonostante la legge 199 contro il caporalato, in vigore da nove anni, venga applicata efficacemente nella sua parte repressiva, con arresti regolari di caporali e datori di lavoro in tutta Italia, manca ancora una vera strategia preventiva. "Le ispezioni nei campi sono del tutto insufficienti: nel 2024 solo 8.000 lavoratori agricoli sono stati controllati, a fronte di oltre un milione di addetti nel settore" ha sottolineato Mininni. "Nonostante ciò, la giurisprudenza si è consolidata, anche in Corte di Cassazione, e la legge viene ora estesa anche ad altri settori come moda, edilizia e logistica. È la prova che il modello di sfruttamento basato su bassi salari si sta diffondendo e che la legge 199 rappresenta uno strumento fondamentale, ma ancora sottoutilizzato nella sua parte preventiva".
Il volto di Paola, dipinto con forza e dolcezza, campeggia ora nel cuore della città, testimone silenziosa ma potente di una battaglia ancora aperta: quella contro lo sfruttamento e per la piena dignità del lavoro agricolo.
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