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Politica

De Mucci, NPSI Puglia: "Sanità, la BAT tra abbandono e diritti negati"

Intervento di Luigi De Mucci, Segretario regionale del NPSI Puglia

"La sanità pubblica pugliese è in crisi profonda. Non si tratta più solo di ritardi o inefficienze: è un sistema che sta cedendo, pezzo dopo pezzo, sotto il peso dell'incapacità politica, della cattiva programmazione e della distanza crescente tra istituzioni e cittadini. In questo scenario, la provincia di Barletta-Andria-Trani è il punto più dolente, un simbolo di come la gestione sanitaria regionale abbia smarrito la bussola del diritto, della trasparenza, dell'equità. Nella BAT si aspettano anche sei-otto mesi per una visita urgente. Il personale medico è sotto organico: mancano circa il 30% degli specialisti, mentre il numero di infermieri per abitante è tra i più bassi d'Italia. Turni insostenibili, reparti sotto pressione, cittadini costretti a rivolgersi al privato – quando possono permetterselo – o, peggio, a rinunciare alle cure. Intanto, i tre ospedali della provincia – Barletta, Andria e Trani – lavorano in ordine sparso, senza una vera strategia integrata. Il nuovo ospedale di Andria, annunciato nel 2021 come polo d'eccellenza con 400 posti letto, 19 sale operatorie ed un campus universitario, è stato drasticamente ridimensionato: 250 posti, niente eliporto, niente università. I lavori procedono a rilento, e la trasparenza promessa è svanita. Aumenta il divario tra aspettative e realtà. Cresce la sfiducia. A tutto questo si aggiunge un caso che ha sollevato interrogativi legittimi: quello del nuovo centro per l'autismo. Su sei centri regionali, cinque saranno gestiti dal pubblico. L'unica eccezione è proprio nella BAT, dove si prevede l'affidamento a una fondazione privata con sede ad Andria, guidata da parenti di politici del territorio e tra i promotori iniziali della stessa fondazione. L'annuncio dell'affidamento è arrivato da un consigliere regionale, già esponente PD e autore dell'emendamento che ha istituito questi centri. Si può davvero ignorare il rischio di conflitti d'interesse in un contesto già così fragile? Possiamo accettare che l'unica provincia con gestione privata coincida con quella in cui le famiglie politiche locali hanno legami così diretti con il soggetto beneficiario? Nel frattempo, la BAT riceve circa il 15% in meno di risorse sanitarie pro capite rispetto alla provincia di Bari, pur presentando un indice di deprivazione sociale superiore alla media. Mancano medici di base, servizi domiciliari e programmi per la presa in carico dei pazienti cronici. L'intero territorio soffre di una gestione sbilanciata, opaca, priva di una visione d'insieme. Questo non è più tollerabile. Dopo vent'anni di governo regionale a guida centrosinistra, i cittadini pugliesi, e quelli della BAT in particolare, hanno il diritto di pretendere risposte, non pacche sulle spalle o nuovi annunci. A livello regionale e locale, vi è la responsabilità politica e morale di spiegare perché, nonostante le risorse del PNRR, le leggi sui LEA, le promesse di assunzioni e modernizzazione, oggi la sanità sia diventata terreno di scontro, sfiducia e rinuncia. Non si può più parlare di errori isolati o imprevisti. Siamo di fronte a un modello che ha fallito. E chi oggi guida le istituzioni ha solo due scelte: o affronta la verità e cambia rotta in modo netto, restituendo centralità alla sanità pubblica, al merito, alla trasparenza; oppure sarà la cittadinanza – quella vera, che vive le code, le rinunce, la solitudine della malattia – a fare sentire la propria voce. Perché la salute non è un favore né un premio da assegnare. È un diritto. E quando un diritto viene negato sistematicamente, diventa dovere di chi lo subisce rivendicarlo con forza. Il tempo delle promesse è scaduto. Servono risposte credibili, interventi concreti e scelte trasparenti. Chi oggi ha responsabilità di governo, a livello regionale e territoriale, non può più limitarsi a gestire l'ordinario o difendere l'indifendibile. È il momento di agire con coraggio, nell'interesse esclusivo dei cittadini. La ricostruzione della sanità pugliese – e della fiducia che la sostiene – passa da una nuova visione: pubblica, partecipata, equa. Una visione che rimetta al centro le persone, non gli equilibri politici. I cittadini della BAT, come quelli di tutta la Puglia, non chiedono miracoli. Chiedono rispetto. E il rispetto, in politica, si dimostra con i fatti. Perché la buona sanità non è solo un obiettivo di governo. È una misura della credibilità democratica. E oggi, più che mai, questa misura è sotto esame", conclude la nota di Luigi De Mucci, Seg. Reg. NPSI Puglia.
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