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Clima, Coldiretti Puglia: raccolta dei tartufi stenta a decollare a causa di caldo e siccità

Sono sette le aree vocate, tra queste le Murge nord-ovest e sud-est

In Puglia la raccolta dei tartufi fatica a decollare a causa del caldo e della prolungata siccità, con la mancanza di piogge e di umidità adeguata che sta rallentando la stagione dei tartufi pugliesi, apprezzati per il profumo intenso e la consistenza carnosa e compatta, presenti in sette aree vocate, dai Monti Dauni e il Gargano fino alle Murge nord-ovest e sud-est, dalla Valle d'Itria all'Arco Jonico e al Salento. Lo riferisce Coldiretti Puglia, sottolineando come le feste, le mostre e i mercati di Campagna Amica rappresentino un'ottima occasione per degustare i tartufi nelle migliori condizioni e a prezzi convenienti.

Le quotazioni si attestano intorno ai 600 euro al chilogrammo per il tartufo nero uncinato e circa 3.800 euro al chilo per il tartufo bianco nelle aree più vocate del nord della regione, dove il pregiato fungo cresce lungo alvei e torrenti, in terreni particolarmente umidi tra pioppi, salici e olmi.

Il tartufo – spiega Coldiretti Puglia – è un fungo ipogeo, costituito in gran parte da acqua e sali minerali che assorbe dal terreno attraverso le radici dell'albero con cui vive in simbiosi. Sviluppandosi accanto a specie come pino, leccio, sughera e quercia, acquisisce da queste le proprie caratteristiche distintive di colore, sapore e profumo. La forma del tartufo, invece, dipende dal tipo di suolo, nei terreni soffici tende a essere più liscio, mentre in quelli compatti risulta più nodoso e irregolare.

Giunti a novembre, dopo un ottobre povero di raccolti a causa delle condizioni climatiche sfavorevoli, non si prospettano ancora buone previsioni per la stagione del tartufo, ma sono molto attese le piogge, in modo che l'aumento dell'umidità del terreno possa garantire una qualità elevata e profumi intensi, tipici del Tuber magnatum.

La ricerca del tartufo, praticata sin dai tempi dei Sumeri, svolge anche una funzione economica importante a sostegno delle aree interne e boschive. Essa costituisce una significativa integrazione di reddito per le comunità locali e genera effetti positivi sul turismo, come dimostrano le numerose iniziative e feste dedicate a questo prezioso prodotto.

Conosciuto anche per il suo potere afrodisiaco, il tartufo – conclude Coldiretti Puglia – trova in cucina le sue espressioni migliori: il tartufo bianco va gustato rigorosamente a crudo, su piatti iconici come la fonduta, i taglierini al burro o i risotti, e si accompagna perfettamente ai grandi vini rossi.
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