giovanna bruno
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Politica

Centro storico, Bruno: «Occorre dare impulso a una delle zone più significative di Andria»

La candidata sindaca del centrosinistra: «Fondamentale il confronto con i protagonisti della vita commerciale della città»

Sul commercio e, in particolare, sulla vicenda centro storico interviene Giovanna Bruno, candidata sindaco per la coalizione di centrosinistra. «Potremmo anche azzardarci a dire che abbiamo le idee chiare su come debba evolvere il tessuto commerciale della città; non solo come vedremmo le piazze e le strade del centro, ma anche e soprattutto come ci piacerebbe che una rete di piccoli esercizi innervasse la città intera, sottraendo al degrado ed al buio interi pezzi di Andria. Ma tutto questo, senza un'idea concertata, discussa, senza confronto con i protagonisti della vita commerciale della città, resta solo un'ipotesi attaccata al nulla. Avremmo, del resto, chiaro come occorrerebbe procedere assieme per dare impulso ad una delle zone più significative, come il borgo antico, che aveva conosciuto una fase di relativo sviluppo imprenditoriale negli anni scorsi, e che ha visto accartocciarsi questo breve miraggio su se stesso, per colpa della mancanza di lungimiranza della classe politica che ha governato la città in questi anni».

Facendo una breve ricostruzione dei fatti occorsi, bisogna ricordare come il centro storico sia stato preso di assalto da decine di giovani imprenditori del mondo dei pubblici esercizi, i quali, confidando nella deregulation delle licenze e delle facilitazioni offerte da un regolamento vantaggioso, che derogasse ai canonici adempimenti nella misura di garantire i servizi, ad esempio, senza sovraccaricare di adeguamenti le strutture antiche, si sono cimentati nell'aprire numerosi esercizi commerciali. Essi seguivano l'esempio virtuoso di alcuni storici ristoratori che avevano fatto la storia nelle piazze un tempo degradate e di seguito popolate di giovani avventori, per sperare che si potesse anche ad Andria avere una movida sana e sostenibile, in cui i bisogni dei residenti si coniugassero con quelli degli esercenti. «Fu allora – riprende Bruno – che il fuoco divampò incontrollato. Da un lato, quindi, ci fu chi decise di continuare nella propria condotta responsabile e se ne intestò giustamente i meriti. Dall'altro, invece, chi credé di fare il fuorilegge in terra di nessuno, generando, spesso e volentieri, liti e discordie, oramai passate sui tavoli dei tribunali. Questa situazione, di per sé esplosiva, fu fatta detonare dall'entrata in funzione di una ZTL che, per quanto rappresenti una conquista di civiltà, se gestita con disattenzione, senza vigilanza, con varchi funzionanti ad intermittenza ed altri disservizi, finisce per creare i presupposti dello scontro sociale, anziché aiutare residenti e commercianti».

Sulla chiusura al traffico, la candidata sindaco si affretta a sottolineare come vadano al più presto studiate e concertate soluzioni idonee, accettate e validate: «Quella idea di zona a traffico limitato, diciamocela tutta, era abbastanza confusa, tutta da rifare. Ciononostante, non rinunciamo, oggi, all'idea di un borgo antico privo di autovetture, sia chiaro. Sul punto sarà molto utile avviare processi di consultazione rapidi ed efficaci, ma anche assumere atteggiamenti responsabili e coerenti. Il silenzio istituzionale degli ultimi anni appare ingiustificabile, e lo è ancor di più la completa assenza dell'ente».

Un pensiero va anche alla questione legata agli eventi ed alla loro sostenibilità, in una cornice bella quanto fragile e da preservare sotto più profili: «Anche in proposito alla possibilità di realizzare eventi o momenti di socialità, ovviamente quando sarà passata la marea del COVID 19, bisognerà ripensare con attenzione spazi e modi. Per fare un esempio, cito la vigilia di Natale, oramai un appuntamento fisso nel calendario degli esercenti. Nella fattispecie, il combinato disposto di tanti uragani generò la tempesta perfetta in momenti topici come quello, quando Andria, ottenuto un riconoscimento universale di notorietà dai comuni viciniori, pensò (male) di alzare il livello di sopportazione umana ben oltre i limiti consentiti, quando la città tutta (e quindi figuratevi il centro storico) diveniva una girone dantesco, anziché promuovere la qualità ed il valore in una platea così ampia. Niente di più illusorio e sbagliato. Andria merita di più e di meglio, anche sotto una luce qualitativa, perché anche quello è degrado. Vi immaginate quale ricaduta positiva potrebbe portare, sotto il profilo commerciale, un calendario di appuntamenti che non limiti il lavoro dei pubblici esercizi solo a tre o quattro ore di pura distruzione, ma lo prolunghi per un tempo maggiore?»

Cosa sarà del centro storico? Ovviamente ogni azione di rivalutazione del borgo antico più grande del sud Italia passerà attraverso un'opera attenta di pianificazione, in cui i residenti ed i commercianti ritrovino un equilibrio devastato da tensioni e conflitti di vario genere. «Se Andria – conclude Giovanna Bruno, che oggi alle 19, nella Sala Attimonelli, parteciperà al confronto pubblico, su queste tematiche con gli altri candidati - deciderà di sceglierci per guidarla, manterremo fede ai principi di ascolto e coinvolgimento della popolazione in ogni scelta strategica. Ed allora io sogno un mercato comunale trasformato da interventi pubblico/privato in un polo culturale attrattivo; piazze abbandonate dotate di mercati della Terra; sicurezza e vigilanza in ogni strada e vicolo, per la gioia di una generazione imprenditoriale 3.0 che, anziché fuggire via, ha dimostrato di voler scommettere sulla propria terra. Esempi di città anche vicine, in cui i centri storici sono divenuti vere calamite per il vicinato ed oltre, ci spiegano che, solo se un quartiere della città è vissuto, esso potrà sottrarsi efficacemente al transito inevitabile dalla barbarie alla decadenza. E da quelle pietre ripartire per un futuro comune e luminoso. ADESSO!».
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