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Il 24 luglio la seconda Giornata Mondiale dei nonni: "Caro, caro Vecchio mio dall’efficienza all’efficacia"

Riflessione di don Ettore Lestingi, presidente della Commissione Liturgica diocesana

Domenica 24 luglio, la Chiesa, per volontà di Papa Francesco, celebra la II Giornata Mondiale dei nonni e degli anziani. Tale Giornata manifesta ancora una volta che al centro del pontificato del Santo Padre vi è l'attenzione alla persona in tutte le stagioni, e situazioni della vita. La persona prima della sua condizione, dei suoi errori, finanche del suo peccato. Nella grammatica pastorale di Papa Francesco prima degli aggettivi vengono i sostantivi, e questo è un forte richiamo per noi che amiamo aggettivare le persone, valutandole non per quello che sono, ma per come appaiono.

La Giornata mondiale dei nonni e degli anziani è una provocazione che si pone in contrapposizione alla cultura dell'efficienza, del produrre, del sembrare. Una cultura che esalta i muscoli, ma indebolisce il cuore e il cervello. Ed evidentemente, quando le forze si affievoliscono e la maschera si logora, si diventa "vecchi", da riporre in soffitta o in cantina. O, per quietare la coscienza depositare in Case di cura e di accoglienza, con la certezza che nulla venga a mancare, tranquillità, cibo sano, cure mediche e divertimento. Trascurando ciò di cui l'anziano ha veramente bisogno: cuore! Sì, l'anziano ha bisogno di cure e di cuore! Il Santo Padre nel suo Messaggio, dal titolo: "Nella vecchiaia daranno ancora frutti", pone in evidenza l'importanza della presenza dell'anziano nella famiglia umana, perché, se pur non essendo più efficiente, con la sua saggezza è efficace, nella formazione delle giovani generazioni. I suoi racconti, la sua storia, diventano scuola di vita per quanti si affacciano alla responsabilità del vivere.

Prendersi cura dell'anziano e mettersi alla sua scuola, ascoltando il passato è una occasione imprescindibile per imparare il futuro che dà speranza al presente. Celebrare la Giornata dei Nonni e degli Anziani deve significare una rivoluzione di pensiero sull'uomo che non vale per quello che ha e fa, ma vale per quello che è. E' passare dall'umanesimo dell'avere a quello dell'essere. Panta rei! Tutto passa dicevano i Greci. Passa la scena di questo mondo. Dice San Paolo. Ma solo chi ama, non passerà mai! Perché è l'amore che rende eterno l'uomo, sempre presente nella memoria di chi ha ricevuto amore. Come considerare allora la presenza dei nonni e degli anziani nella nostra vita? "La vita è mettersi in viaggio. Nostro padre è un mantello sulle spalle, perché si ha sempre bisogno di sapersi di qualcuno, solo così si vincono le tempeste" (da La scelta di Enea di L. Epicoco) Auguri, allora ai nostri Nonni e Anziani, la cui presenza ci ricordano che il mondo non invecchierà mai
  • don Ettore Lestingi
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